Mamma Giuliana

Parli e racconti
con occhi fiammeggianti
sprazzi di vita, persone, avvenimenti.
Il tempo si ferma, la mente stupisce
dolori, gioie, emozioni
tempi remoti.
La consapevolezza vacilla
il presente impallidisce
E finisco per abbandonarmi
alle tue parole
come una barchetta di carta
si affida alle correnti del fiume.
Torno bambino
sapendo che non lo sono più,
torno bambino
e mi lascio prendere per mano
da te,
nutrendomi dei tuoi ricordi.

Sandro Orlandi

Non ci sono più scuse

La strada è ferrata di suo,
non si gira mai indietro,
non mette le mani avanti,
procede spedita con valigie
di cartone fermo posta
nel giardino dei rimorsi.

Si sparge il sasso nello stagno
in cerchi sempre più sbiaditi
come ribelli all’intrusione,
come a ribadire il senso delle cose
ormai perso in algidi fiati di morte.

è il momento di tirar le somme
con l’inchiostro simpatico
marchiato a scomparsa
per non lasciare tracce
del nostro passaggio.

è anche il momento di stupirsi
di noi, di non credere possibile
rifugiarsi nella tana della volpe
senza pagare lo scotto.

E quindi inginocchiarsi
a piangere gli avvenimenti sperati
e luci di fondo a riscaldar l’ambiente.

Ci accompagniamo trascinando
lingue ad assaggiar torrenti.

Ma scrivere di lacrime non serve.

Lorenzo Poggi