Le tiritere di Sandrèn

Tiritera pr’i bambén
i pió grand i pió cinén
tiritera del Babbo Natale
che fa bene e non fa male!

Cantinela a los niños
los más grandes, los más chicos
cantinela de la Navidad
que no hace mal mas hace bien!

Father Christmas rigmarole
for a lad, a very small
rigmarole, happy New Year,
haven’t you anything to fear!

I en pasè tótt dågg’ i mî?
e av regàl al mî surî?
såul par vàdderv bî cuntént
båcca lèrga coi bianc dént!

Vi regalo una barchetta
da salirci sopra in fretta
navigare tutto l’Anno
senza aver neanche un malanno!

Tiritera all’Anno Nuovo
un zucchetto un raglio un uovo
a s’arvdrän fra èter dågg’ mî?
mé av salût al’inpruvî?!

Sandro Sermenghi

Di un bambino solo

Caro Babbo Natale
perchè non mi porti ai giardini
per conoscere
tanti altri bambini?

Lo so, io sono solo e abbandonato
e proprio per questo, ti prego
ora che sono grandicello
ti chiedo di essere accompagnato
in mezzo ad altra gente
che dà allegria
che si fa compagnia
che compra regali
e fa spese pazze
in giro per tutte le piazze
addobbate di luci e colori strani

E mi tremano le mani
se decidi di portarmi via
magari dentro la tua vita
che senz’altro non è uguale alla mia

Ma almeno adesso fammi contento
Non lasciarmi solo
anche in questo Natale
Ti chiamerò babbo, se vuoi,
tanto lo so, tu puoi ma non hai la forza
di fare questo
ti voglio bene, tanto bene
ma non protesto

Gavino Puggioni

Published in: on dicembre 25, 2011 at 07:49  Comments (3)  
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Canto di Natale (a modo mio)

Ho mani e gambe doloranti
A forza di buttar giù Babbo Natale dai balconi
Per liberarli dal vischio e dalla transumanza
Dall’allegoria di canti e stelle inutili
All’evento
E pure il gelo contro
Ché  è notte fonda e mi si ghiaccia l’avvenire
Ed il sorriso stentato.
Eppure corrono i pensieri in cerca di un senso
Della spiegazione al perché per tradizione
Ci si debba indebitare fino al prossimo Natale
Al fine ultimo e non solo di dare a tutti
Un regalo da scartare la tavola imbandita
E un cuore nuovo ma non vero.

Però negli occhi scuri dei ragazzi neri
Fermi agli angoli delle strade in cerca
Del prossimo schiavista che gli dia lavoro
Giornaliero e l’illusione di essere parte del mondo
C’è il gelo del passato che non tollera presente
Né futuro e nelle orecchie non hanno canti
Né cori di angeli celesti
Ma come stalattiti di gelo
Oppure le onde increspate del mare burrascoso
E la dolcezza della laguna innevata
Nemmeno li sfiora.

Che la speranza non sia neve
Che il vento non porti solo passioni passeggere
Che i treni veloci arrivino in stazione
Che gli uomini possano tornare dal lavoro stanchi ma vivi
Che i sorrisi non siano falsi e le ferite già guarite
E le spalle coperte i piedi caldi
E le mani libere da ogni tremore, per tutti.

Maria Attanasio

E’ quasi Natale


E’ quasi Natale,
sento che è di neve
la stella che danza nel cuore
fresca irrora il mio sangue
percepisco desiderio d’amore
le mani si nascondono a frugare
nelle tasche colorate
pepite silenti ancora brillano
sono tornata bambina
forse lo sono sempre stata
aspetterò che scenda Babbo Natale
dal gran camino,
spero che mi porti solo
un caldo mantello lucente
come un vero abbraccio d’amore,
abbraccio magico
a fugare tristezza gelida nel cuore.

Roberta Bagnoli

Published in: on dicembre 23, 2010 at 07:04  Comments (8)  
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