Al vespro

Fermati, oh sole!
Un uomo s’è perso
e l’angoscia gli grida
che sta traboccando.

Tutto è da fare,
in pochi momenti,
troppo è da dire
in esigui secondi:
questo balletto
era solo una prova,
adesso ha scoperto,
come operare;
questo avanzare era
un sogno mal speso,
ed ora conosce
tutto il valore.

Fermati, oh sole!
Risorgi dall’alba,
riporta le perle
d’istanti svenduti.

Flavio Zago

Published in: on maggio 25, 2012 at 07:03  Comments (3)  
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Al torrente

Riflessivo, paziente
attende,
il pescatore del ricordo.
Maestro di rivi,
bello di solitudine,
riemerge umide figure.

Sul ballatoio crepato
gerani spiumati e
il balletto spirato
di calzini bucati,
sciorinati in parata.

Giorni fanciulli
decantano miti
di riti di elfi,
nell’albero cavo
sulla tana del tempo.

Il potere assoluto
un caco verde
caduto, fra tanti
e scagliato
al nemico stregato

Verità smarrite,
cantilene sbiadite
in minuetti lontani,
confuse
nelle nebbie
dei rimpianti.

Ripone ora la canna,
il pescatore.
Ritorna.
Riveste il presente
per non perdersi,
come vorrebbe,
tra alluci al vento,
tra rami di pruni,
suoi dedali d’allora

Flavio Zago

Sinistri rumori


Eccomi
tempo stempiato,
che mi passi sul capo
come fossi soltanto
un croccante lombrico.
Sono onirico chicco
sotto il tuo piede,
un cartoccio rigonfio
di fuggevole sbuffo.
Ma prima d’effondere
l’ultima goccia di fiato,
d’inaridire
la mia stilla di luce
morderò questa vita,
mi farò danzatore.
All’ultimo passo
del balletto spietato.
Che altro non sono
tra tasche e salotti
tra campi ed asfalti,
gli scricchi che ascolto.

Flavio Zago