Sogni

 
Il giorno perpetua i suoi problemi
in questa notte che mi vede insonne.
M’affaccio cercando il ristoro della luna
col suo fascino che parla di magia.
Ossuta una mano vedo spigolare
tra i rifiuti da altri abbandonati
a cui dare forse nuova vita
cercando tra giornali accartocciati.
Due occhi fissi un abito di cenci
una bambola par guardar sorpresa
ostile l’apparenza ma non per chi
abbandonato ha il conformismo
cercando dentro sé la libertà.
Le accarezza i capelli  sussurrando bisbigli
un linguaggio di due cuori alla deriva
Se la pone accanto sul giaciglio d’asfalto:
per questa notte avrà con chi dividere
sogni.

Elide Colombo

Cliché

Dimmi chi sono io,
tu che m’hai dato l’abito
ornata come bambola,
dimmi se son io quella che vedi.
M’hai toccata
ritoccata l’immagine
più di quante volte ormai,
non so più se vivo, appaio
se di notte in giorno
mi creo o mi subisco.
Ho remore in contorno
interiora d’attributi vani e vari
che m’hai pigiato dentro
accozzato senza senso.
Dimmi chi sono cosa o chi
io ero prima del tuo attacco,
chè oggi m’ascolto
ma non è il vagito mio che piango.
Non è mia la traccia impersonale
che mi s’aggrappa al collo
quel fatuo balordo stereotipo
che l’anima non rende.

Assolvimi ora
lasciami ritrovarla pura sostanza
fuori dai tuoi effimeri confini.
Concedimi una corsa sola,
lieve,
in punta di piedi appena,
veloce,
perchè sguarnita dentro
terso il maquillage
non mi si veda l’immane trasparenza.
Accordami la fuga se non altro,
lascia che domani mi sovvenga
ancora l’essere che nacqui
là dove l’orma nuova che m’è innanzi
calzi il passo vergine
dell’ultimo incedere.

Daniela Procida

Matta?


Aminta bella
vestita di lana sgualcita
anche d’estate
con le scarpe vuote
e i capelli zafferano
girovaghi
nell’Op
dentro  viali di tigli
a passo strozzato
misurando a voce
i perimetri
le aree e le scale
con Arianna
in braccio
bambola di pezza ninnata
e consunta di lacrime
e baci
che dorme con te
da anni e anni
dentro le sbarre e
quasi pare vera
e canta.
La tua Arianna
te l’hanno strappata
infante
dalle braccia secche
prima di farti l’elettroshock.
Tu le canti
parole e poesia
e i seni sono
ancora turgidi
d’allora.

Tinti Baldini

La bambola di pezza

Bambola

Hanno rotto la tua bambola di pezza
quella rosa, sempre chiusa nell’armadio
–  ricordi quanto fosse bella? –
Una nicchia sul divano tra i cuscini
le sue trecce sistemavi
e di viaggi e giochi le storielle
poi ridevi
sulla sella cavalcioni:

la tenevi stretta stretta per la vita
chè nessuno mai te la rubasse…

L’hanno rotta la tua bambola di pezza
mezzo metro di graffette di metallo
a rattoppo di due lembi di tessuto
made in Italy

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L’han trovata ieri l’altro su in soffitta
tra i ritagli di giornale e roba vecchia

avvolta da cento metri quadri di silenzio.

Beatrice Zanini

Published in: on novembre 12, 2009 at 08:34  Comments (5)  
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