Messaggio

Emozioni passate tra il vento
e parole e battiti del cuore

Vago io dea e maga
tua musa
nell’infinito spazio dell’anima.
Tra spettri e baratri
nei deserti senza oasi
in corsi d’acqua cristallina tra il verde fitto
della foresta di mangrovie.
Passo tra il sole, catturo la luce
Nel buio con il bagliore delle stelle
inebrio il tuo cuore di emozioni nuove
Di sussulti desiderati e nascosti
tra i segreti pensieri dell’anima

Gianna Faraon

Gente in movimento


Non si cambia mai
eppure si va
piano piano
dolcemente
fino in fondo
il cuore che sa
non mente
e si abbandona
alla luce tenue
della sera.
Non si cambia mai
si nasce dal dolore
di un altro
che poi ci tiene la mano
e noi potendo vorremmo andare
ma si resta ed è amore
così
piano piano
dolcemente
fino in fondo
il cuore che sa
non mente
e saliamo scale
e scendiamo in baratri
mai immaginati
prima
lentamente si va
anche solo per amore.

Maria Attanasio

Published in: on aprile 10, 2010 at 07:32  Comments (7)  
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Voglie

Mi è presa voglia
di un’ altra stazione
scendo a piedi nudi
e non scavalco
mi metto sopra
le anime dei morti
e
le ascolto tutte.

Alcune hanno voce
di calcina e terra
altre di sparo
altre ancora bambine
chi non risponde
chi m’afferra le gambe
per tornare
chi ringrazia la morte
chi mi carezza
chi m’insulta
d’invadere
confini
altri cantano ….

Mi è presa la voglia
di
un’altra stazione
di cercare la vita
in faccia a risate nuove
voglio
cercare risposte
in mezzo alla gente
dove andate
che fate
se pensate
quante volte al giorno
e se vi viene sonno
riposate o andate oltre?
Credete davvero
a tutto quello che dicono
pensate davvero che la vita
sia tutta nel proprio destino
siete davvero convinti
che non ci sia
più
la mezza stagione
che basta davvero non voltarsi mai indietro
e vi
siete mai chiesti il vero prezzo del sangue
perchè i generali non
muoiono mai
quante anime si sono salvate
con quante e quali preghiere
avete paura di vivere
o di morire?

Mi hai messo la voglia
di riprendere il treno
e di pensare alla vita
chè i morti
dentro sono
e ce ne chiedono altra
e altra ancora
e più risa e schiamazzi
d’ infanti
e più domande
e sole per scaldare
sulla cresta dell’onda
e per farlo
m’occorrono
un’ocarina e
un sasso di fiume
per cantare e
sentire dove e se
arriva la voce

e la voce arriva
da chi vuol ascoltare
passa sui ponti
passa
nei polsi
passa nel vento
come il suono delle campane
ed è amore che
sa di sale
dopo il mare
è amore che sa di vento
passata l’estate
è il
passo incerto del bambino
quando impara l’orma del suo andare
è
l’incedere lento del vecchio
che ha imparato la vanità della fretta
è
mare è sole
è fidarsi è un po’ lasciarsi andare
al vuoto che dentro ci
fa girare

E quella voglia
d’inesausta tensione
slancio di pellegrino
in viaggio affannoso
è caparbia e ostinata
costeggiando i baratri
e uno se la avvoltola
intorno al collo
come boa di struzzo
color fragola
e lo strizza d’umore
perchè altri ne bevano
il sapore.

Tinti e Maria

Foibe

 
Carsici baratri profondi e scuri
Custodi involontari
Di abominevoli vergogne
E di voluti silenzi decennali
Di rei conoscitor d’ infamie
Da cancellar da la memoria
Or luce è fatta
Sui martiri negati
Vittime di infima sorta
Colpevoli innocenti
Negletti dalla storia
Come immondizia gettati
A morir vivi
In fondo al pozzo ammucchiati
Da ideali puzzolenti
Come lor carne putrefatta,
Qual è la differenza, deh!
Se mai sapete,
Tra un pozzo…e un forno ?!

Armando Bettozzi

Published in: on febbraio 10, 2010 at 07:18  Comments (6)  
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