Quando sarò ricordo

Quando sarò ricordo
non avrai di me nemmeno il volto
ti rimarranno parole
di polvere lieve e di silenzio
sparirò dalle tue mani
come una sigaretta in più
che si fa lenta spirale di fumo
Non potrai più vedermi
né bere ancora il mio sorriso
e sarà perso in quelle dita
per sempre il mio calore
come in una tazza vuota
del tuo caffè americano
Quando sarò ricordo
ti resterà il barlume freddo
di un’alba senza voli
e dentro quella voce strana
di qualcuno che ti amava
e ancora non sai come
e ancora non sai quanto
Udrai chiamare un nome
perdersi lontano e fioco nell’invocare
invano il lume di un tuo sguardo
e forse potrai sentire le mie labbra mute
baciarlo ad occhi chiusi e spenti
anche quel tuo ultimo rifiuto

Fabio Sangiorgio

All’orizzonte

All’orizzonte…
un barlume di speranza
riaccende il fuoco
spento dal nulla

Esultano i sensi
per l’imminente evento,
e l’ansia tiene vivo
il lasso di tempo,
conteso e represso
da vili pensieri

E’ un giorno di festa
per le rosee vedute,
e gli amanti s’acquetano
in attesa del fato

I volti tirati mostran
ora le pieghe
del sorriso gaudente
che primeggia sul viso

Ciro Germano

Published in: on dicembre 19, 2011 at 07:04  Comments (4)  
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…Gli occhi della notte

Gli occhi della notte
terribili e sacri
mi spiano, mi spogliano,
mi conducono, mi perdono.
Non mi perdonano.

Gli occhi della notte
mi assassinano il sonno
mi rubano il respiro
e non mi concedono

-rintoccassero pure i battiti del cuore,
battessero pure in rapidi rintocchi-

neppure l’estasi di una chance
fra le fessure dei sogni,
neppure un bicchiere di mare
per affogare le arsure,
neppure un barlume di oscurità
per coprire i lampi inquisitori
di quelle luci accese.

Silvano Conti

Published in: on dicembre 6, 2010 at 07:19  Comments (2)  
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Per il mio amico Sandrino

Poesia “indeformabile”

PR AL MÎ AMÎG SANDRÉN

An vói brîsa fèr di c’nómm
mo Sandrén, col såu poesî,
t métt al côr in alegrî,
mo, capîri, al srêv pó cómm
agranplères só pr i mûr
pr ascultèr d avsén di fiûr
frecuentèr däl pésst ziclâbil
con poesî indeformâbil.
I vêrs, qué, i pêrden la lómm
e i fan däli acrobazî,
mo, s’t adrôv la fantasî,
té t al vadd un quèlc barlómm.

§

Non voglio fare delle smancerie
ma Sandrino, colle sue poesie,
ti mette il cuore in allegria,
ma, quanto a capirle, sarebbe come
arrampicarsi su per i muri
per ascoltare da vicino dei fiori
frequentare piste ciclabili
con poesie indeformabili.
I versi, qui, perdono la luce
e fanno acrobazie,
ma, se usi la fantasia,
riesci a vedere qualche barlume.

Amos Lelli

Felicità raggiunta

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla
al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto di un bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

EUGENIO MONTALE

Published in: on febbraio 5, 2010 at 07:16  Comments (3)  
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