Gesto

Non è vero che non successe nulla
quando tirasti fuori la mano dalla tasca
e a braccio teso tagliasti l’aria
da sinistra a destra
dall’alto verso il basso
successe che a braccio teso
tagliasti l’aria
e ciò ebbe il suo peso
l’aria non è più come prima
è tagliata.

BARTOLO CATTAFI

Published in: on maggio 9, 2012 at 07:38  Comments (10)  
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Orgogliosa ripida vertigine

 
Dall’alto, dalla cima della vetta
più alta, scorgo solcate dai trasporti
d’uomini e cose, piccole le vie,
piccola la piazza dai sei fari
a valle. Annidono casine su minori
alti colli a me d’intorno: contemplano
in orgogliosa ripida vertigine
l’orrido del burrone aspro nel basso.
.
Làbile, l’umano è in festa grande
laggiù, oggi timido, mutevole nel tempo,
mentre fervido ammanta le stradine,
per il sacro corteo, di fiori e fede.
.
Filo d’argento fine, questa cima
è come una tribuna per i miei
pensieri più eccelsi: terre là, al Sud
piene di sete e di silenzio tenue,
di grigioperla e di brumàle freddo,
di questa valle senza tempo immersa
nei suoi mille ricordi, ampia e sinuosa.
Valle che accumula leggende, mentre
al tramonto cantando scende il vento
stanco di trascinarsi sulle cime.
.
Ed in fondo … il mare, mare di schiuma
che alacre, umano il brulichìo accarezza
spumeggia e copre, fin quasi a volere
velare la bellezza della vita,
la “felice esistenza” tante volte
anelata dall’uomo e mai avuta
al suo supporre, pieno di tristezza:
.
si spezza e passa precaria dalla notte
la vita. Diventa adesso eterna nella luce.

Paolo Santangelo

Notte di lucciole e stelle

 
Chi vuole con me guardare
Il gioco delle lucciole
Nel buio intermittenti
La danza luminosa
Sorpresa agli occhi che alleggerisce?
Vorrei una presenza silente accanto
Che non faccia di me rapina
Chi qua con me vuole essere?
Scorro gli anni e non trovo che sogni
Momenti su momenti in cui
Ho desiderato accanto qualcuno.
Parlano sempre tutti di sé
Mi catturano nel loro mondo
Ma ad ascoltare in silenzio chi c’è?
Sono sola: il vetro aperto nella notte
Il capo reclinato sul braccio poggiato
Al finestrino chiusa nell’auto.
Sola con tutta questa dolcezza e libertà
Sarebbe talmente bello condividere
La pienezza di questa notte!
Chi potrebbe stare con me in questa
Sera di lucciole e stelle
Puntini luminosi nel buio
Chi se non il ricordo di te
Che mi eri accanto
Un prato in declivio nel buio
Come allora camminare sull’erba
Sederci accanto e vicini sentire
Che la bellezza del mondo ci illumina
Noi due soli sembravamo essere
Uniche creature sulla terra noi due.
La tua voce che un po’ declinava
Verso il basso e sfilacciava
In poche parole colme d’emozione.

azzurrabianca

Kènosi

Alzò la testa
dalla faccia altera,
bella, pacata,
verso il cielo azzurro;
biondi i capelli,
incoronati da spine lunghe
e taglienti, del sangue
umano suo,
si stavano tingendo
d’un rosso
sempre più scuro-cupo
e, andando
verso il basso,
sul torturato corpo
crivellato di chiodi
pretoriani,
senza resistenza
all’umano strazio.

Poi forte chiamò: Elì,
Elì, io muoio
in una delle tante terre
che Tu hai creato;
ed è per Te ch’è stato necessario,
koinòsis per amore,
che io venissi ucciso da quest’odio,
soffrendo come ora soffro io.

Adesso, Padre mio,
sarai placato!
Ed Io sono, con Te per Te ed in Te,
primitiva sembianza.
Dopo avere compiuto
Missione contro il Male,
nel segno della Fede e della Santa
Alleanza . . .
ma d’odio e male n’è rimasto ancora

Paolo Santangelo

Nell’aria musica

E’ verde l’erba
dove gli sposi
hanno fatto
la promessa

la festa inizia
tra la tavola imbandita
e l’onesto vino
che ci allieta

sotto un ciliegio generoso
c’è un clarinetto, un basso
e due chitarre
e ho uno swing nel cuore
che …

ti mantiene il posto

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 10, 2010 at 07:23  Comments (5)  
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