Invento

Quando sento il comprimersi
delle pareti addosso
morse che m’imprigionano
e non lasciano scampo
allora in un sogno io evado.
Invento cieli da sorvolare
raccolgo mari e prati in fiore
di presunte sagome il battere
di un cuore,
e mani per una carezza
braccia intorno a riscaldare.
E di questa parvenza
illusoria
il mio fabbi -sogno a nutrire.

Beatrice Zanini

Published in: on maggio 20, 2012 at 07:38  Comments (2)  
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Silenzio d’abisso

Seduta.

In silenzio.

Non c’è
nemmeno
l’ombra
della sera.

Ma sugli occhi
sfibrati
di stanchezza
una piccola luce
guida
la trasformazione.

Salto,
senza pensare,
nel mio
seduto silenzio.

E sento
il battere
delle vene
nelle arterie
asportandomi
lenta
dentro culle
profumate
d’incoscienti
subconsci
tra abbandoni
di letarghi
movimentati.

E non mi conosco…
Non ancora… no.

Glò

Published in: on maggio 26, 2011 at 07:23  Comments (7)  
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Il dono

Il dono eccelso che di giorno in giorno
e d’anno in anno da te attesi, o vita
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto), non venne: ancor non venne.
Ad ogni alba che spunta io dico: “È oggi”:
ad ogni giorno che tramonta io dico:
“Sarà domani”. Scorre intanto il fiume
del mio sangue vermiglio alla sua foce:
e forse il dono che puoi darmi, il solo
che valga, o vita, è questo sangue: questo
fluir segreto nelle vene, e battere
dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti
unicamente perché sei la vita.

ADA NEGRI

Published in: on marzo 7, 2011 at 07:26  Comments (3)  
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Notturno

O canto della civetta
felice giungi alle mie orecchie
impazzite: fruscii, vuoto
e poi nulla.
La notte inarca la sua gobba;
o canto della civetta,
veloce lingua di fuoco
tu l’attraversi.
Solo
antivedo nella tenebra
il nullo futuro, la vita:
comprendo il fruscio…
le mie orecchie tacciono.
Non più il sordo battere
del cuore sul timpano,
ma aereo strido
realtà raggiunta
nel silenzio oscuro.
O canto della civetta
felice giungi alle mie orecchie
impazzite di gioia.

Nino Silenzi

Di soste

Sto qui
con la sola tristezza
di sempre.
Il battere della pioggia
annulla ogni sentire
e i miei silenzi dissolti
sui muri
colano speranze.

[ sono giorni di gesso
a infastidire i sogni ]

– Dove sono gli ingressi d’ulivo
protesi in abbracci di sole
e le tue mani a frugarmi
quadrifogli, da riempirci le sere
d’estate ? –

Ho spazi di sedute
in attesa
– e sosto –
in ogni parola sbriciolata
per ritrovarmi.

Beatrice Zanini

Sono solo momenti

E sono solo
momenti
che ti attraversano
rapidi
accarezzando
emozioni
che esaltano
qualche minuto
aria che respiro,
occhi che s’ illuminano
nei tanti giorni
senza nome,
s’aggrappano
i pensieri
tra il batter d’ali
dell’attesa,
si dissolve il profumo
di un ricordo
sono solo momenti
in un pianto senza lacrime…

Beatrice Zanini

Published in: on agosto 26, 2010 at 07:12  Comments (4)  
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Sottovoce

Ce l’ho strozzato in gola
come suono a percussione
il battere di un sole
sulla stria di pelle
concessa all’occorrenza

-se il gioco vale la candela-

e condiviso solo per amore.

Solletica pareti diversificate
mutevoli per mano della scienza
riconvertite al tatto
di altre bendisposte
e occhi senza indugio

se a rimpolpare un dentro
estinto

tu venirmi incontro sottovoce.

Beatrice Zanini