D’insostanza

Per dire sono __vista da dentro__
un fuggi fuggi di batteri
una colonia di sistemi organici
vorrei sapere quanto mi esisto nel
nittitare dell’occhio
pre-vedo fantasmi daltonici
sprizzare  sangue verde fieno
taglio di vene nel subbuglio
prossime le scadenze

scorgere da lontano l’uomo__senza corpo__
la testa con l’accento dei curiosi
farsi carta da bollo per
cospiratori poeti
boccacce con punteggiatura solenne
d’irreligiosità

sulla strada di polvere
non ha bisogno delle scarpe
la nostra voce scalza

Cristina Bove

Piccola luna in un gioco di scatole cinesi

Dell’Otto Aprile, come appari grande
a noi, che ti osserviamo dalla Terra!
Eppure, simbolica minuscola,
tanto influisci sui destini umani!

Sei Luna.
Quella degli Innamorati.

Sei Luna piena
di natura istinto dei lupi,
che reclamano il domani
ti pregano e comunicano
con te ululandurlando
le represse ansietà dei loro amori
e
le nostre paure.

Nitida e grande appari questa notte,
unigenita figlia della Terra
di mìcrobi, battéri e qualche umano:
etnìa di minoranza parassita,
anche se questi crede
d’essere il grande perno della vita.
.
Ed è nessuno!
.
Come sono niente
intiere nebulose e d’universi,
che un giorno finiranno

in BLACK HOLES
ritornando Energia,
in un gioco di scatole cinesi.

Paolo Santangelo