Futura

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
I russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà Futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna, si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco, più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c’e’ il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani

LUCIO DALLA

Autunno 2011

 
Un batticuore riaffiora  
quando gli occhi
inumiditi rievocano
l’angoscia s’aggruma
dispiaciuta.
L’istante si scioglie
al tepore di carezze.
È l’autunno dove
trattengo  le foglie.

Rosy Giglio

Published in: on dicembre 2, 2011 at 06:54  Comments (7)  
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L’orgasmo (multiplo)

Eh, lo so che questo titolo farà sobbalzare le sopracciglia, innalzare le statistiche degli accessi ed incuriosire i più birichini, ma non vi preoccupate, non c’è nulla di scabroso o vietato ai minori… Si tratta del nuovo pezzo del nostro caro Sandrèn, sempre ironico e sagace, che stavolta si è fatto in…sette per raccontarvi una storiella “edificante” alla sua maniera, confezionata in sette lingue diverse! Come sempre quando il componimento è particolarmente lungo vi indirizzo su di un link esterno dove potrete trovare la pagina dedicata alla poesia del nostro poliedrico, polimorfo, polisemico, poliglotta (e chi ha più poli ce li metta) amico Sandrèn!

L’orgasmo (multiplo)

di

Sandro Sermenghi

Published in: on ottobre 16, 2011 at 06:54  Comments (7)  
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Perse_(h)o

Tu che passi tra ciottoli di riva
e non apprendi mai
la lingua dei serpenti
miraggi d’angiporti lambiscono il ritorno
e delle vite antiche
– ti suggerisce il mare –
eppure vedi
oltre lo stretto grido
oltre la stanza grigia di medusa
annegare nel sangue il batticuore
e d’ogni umano umore fare versi.
Allontanati allora dallo specchio
la pietra che saresti
diventerebbe un monumento
al nulla.

Ecco
sono disperse
anzi dis_perse_o (fingendo l’h)
e le ho perdute sì
perdute tutte
le mie speranze d’essere poeta.

Cristina Bove

Auguri profetici


Ah le piccol cortesie
che conducon per le vie
non si sa verso qual meta
il caprone od il profeta!
Ecco è là, che ci dirà
il bel sogno di città
affannate alla rincorsa
di un’offella tutta morsa
con l’ardente desiderio
di fuggir dal putiferio
che un gran rio ha inventato!
Ma noi no all’invasato
ribadiamo! E con amore
sussurriam col batticuore:
luce a te ed agli amici!
Poi… nettiamo le narici.

Sandro Sermenghi