Se prima non termina il viaggio

 
 
 
Se
prima
non termina il viaggio,
la nòia,  precipuo sènso
di trepidi oggi, non c’è più,
ma  stanchezza battaglia coraggio
o viltà.
.
So
di esser
vile, non mi annoio, mi stanco,
ammirando bellezze di Sogno.
Irreale la vita di sempre
è male tristezza, bisogna guardarsi
d’intorno.
.
Al
risveglio,
la pelle, pendente al mio collo,
rupìta da’ solchi rugosi, profondi,
marcati,  segnano fronte spaziosa,
e improntano gli occhi
di zampe.
.
E
la testa,
capo con radi capelli, di grigio
canuto, tremante, amètrope, mentre
il ventre, gonfiato cascante adiposo, 
partécipa  totale al biorìtmo
del viaggio.
.
La
continua illusione,
creata dal sogno, giovinezza
di onirico verbo dormo…
Apro gli occhi invecchiati. Lucido
alfine sveglio scorgo la pista.
Finita…
.
Un
viaggio di nome
partenza tornata:  in esso
ritrovo la fonte, la lama di Luce
dall’Ombre. Sgregato mi fondo
nell’Altra come avevo sperato.
Per sempre.

Paolo Santangelo

Antico borgo

Arroccato sopra un colle
Maestoso appari
Cinto da massicce mura antiche
Incorporate nella roccia
Celato in parte tra sempreverdi
E alberi in fiore
Ti riveli al mondo
Attraverso una stretta via
come un serpente ti avvolge
ti protegge dalle folle curiose
bramosi di calpestare
il tuo suolo senza tempo.
Esplorare cunicoli
assaporare il passato
rivivere epoche lontane
anch’io come loro ti voglio toccare
accarezzare quelle pietre
imprimere nella mente la storia
respirare l’aria di saggezza che ti circonda
vedere le bellezze più nascoste
far si che il mio sguardo sia sazio
così la mente e il cuore

Gianna Faraon

COLTIVIAMO LA SPERANZA

Lasciate che ci congediamo dall’ Italia, con tutte le sue miserie e le ingiustizie, affettuosamente, con la nostra ammirazione per le bellezze, naturali e artificiali, di cui è piena fino a traboccare, e con la nostra tenerezza verso un popolo, naturalmente ben disposto, paziente e di temperamento mite. Anni di abbandono, oppressione e malgoverno hanno operato per cambiare la sua natura e fiaccare il suo spirito; gelosie miserabili… sono state il cancro alla radice della nazionalità… ma il bene che era in esso c’è ancora, e un popolo nobile può, un giorno, risorgere dalle ceneri. Coltiviamo la speranza.

CHARLES DICKENS

Incontro in circolare

Alta, bruna, fiancuta,
sotto un soprabito disadorno,
la bella ragazza confusa
nella misera folla
d’una vettura circolare interna,
pareva sorda a ogni affanno.
Ferma sul corridoio, un po’ appartata,
le sue gambe di statua
sostenevano gli urti
come solido ponte un fiume in piena.
Non gloria in lei spirava,
non frenesia di vita o giovinezza,
ma una decisa e forte indifferenza
luceva nei suoi occhi assorti e aguzzi.
Era di quelle
romane bellezze
che son rare anche a Roma,
dove mai non s’incontrano
senza un muto stupore.
Era un grande segreto
della vita di Roma
che m’appariva in luogo men propizio,
nella forma più degna.
Donde veniva, ove andava
la bella romana chiomata
di lucidi e ricci capelli?
Quale mestiere o cura attribuirle?
Spostandosi verso l’uscio
trovò qualcuno con cui discorrere
famigliarmente.
E mi volgeva le spalle
alte com’ali tese.
Al Colosseo discese leggermente,
scomparendo ai miei occhi, oimé, per sempre.

VINCENZO CARDARELLI

A te acqua

 
Essenza, che scorri come il sangue
come il pensiero, mia certezza
sei la vita, e piangi emozioni
TU LIBERTA’
Fecondi equilibrio, trasparenza,
ti livelli  in  superficie a specchiare
dintorni, bellezze e doni  anche al chiuso
scenari  in cavità estremi
gioiosa
come l’aria t’involi  a cotonare spazi
stilli in trasparenza
e nutri l’eterno

Rosy Giglio

Vomita la Terra violentata

Essere in coma
Tubi, trivelle
conficcati
nella profondità
delle tue viscere
dura crosta violata
da forti braccia meccaniche
ribellati per tanto scempio
vomita ed erutta
melma nera e cenere
e fuoco minaccioso

Zampillano alti
i tuoi escrementi infuocati
coprono i cieli di neri fumi
di acri odori

Nascondono le bellezze
di cieli trapuntati di stelle
di acque limpide

Sottraggono
la vita alla vita
luce alla luce
nulla più ritornerà
nel passato

Un manto nero e tenebroso
ricopre le bianche onde
che si innalzavano
tra mille picchi d’acqua
fontane di vita
che popola i fondali.

Creature ignare
come eserciti alla deriva
impotenti nella difesa
si avviano a morte certa

Sinuosi esseri carichi
di fascino e bellezza
trasformati in neri mostri

Sacrificati
dal manto nero
che ricopre i mari

Spietati e avari esseri
seminatori di morte
calpestano
te terra
generosa e bella
amata e sfruttata
dall’umano.

Da esso violentata
deturpata
della tua infinita bellezza
è giunta l’ultima ora.

Gianna Faraon

Gentil donzella

Gentil donzella, di pregio nomata,
degna di laude e di tutto onore,
ché par de voi non fu ancora nata
né sì compiuta de tutto valore,
pare che ‘n voi dimori onne fiata
la deità de l’alto deo d’amore;
de tutto compimento siete ornata
e d’adornezze e di tutto bellore:
ché ‘l vostro viso dà sì gran lumera
che non è donna ch’aggia in sé beltate
ch’a voi davante non s’ascuri in cera;
per voi tutte bellezze so’ afinate,
e ciascun fior fiorisce in sua manera
lo giorno quando vo’ vi dimostrate.

GUIDO GUINIZELLI

Stupire il mondo col sogno dell’incanto


Con un grido vuole stupire il mondo. Poeta, il mondo
è tuo! Guarda la luna argentea raggiante, nel campo
del cielo, folgoreggiante quasi superba. Una stella
lo guida forse Arturo o la grande Orsa Maggiore
in bagliore più vivido e più puro: attratto dove
mai nessun uomo mise il proprio piede. Il lungo
sguardo del poeta è fiso: immagina lassù bellezze
altere. Orridi misteri, fiori di campi,  boschi
montagne, fiori di cimiteri che pure lì ci sono.
Ma dopo, al sogno dell’incanto, cede: dietro a un colle
si è nascosta la luna, si spengono le stelle ad una ad una.

Paolo Santangelo

Una lacrima in maggio

sembra grande disordine
appena versata pare
creare al mondo intero
un debito, un dovere.
Una lacrima in maggio
sveglia gli uccelli notturni
tutti, nei loro nidi
sconvolgendoli come
fosse una eclisse
per quel velo improvviso
di una vita più chiara.
E la terra dovrà faticare
nel fabbricare nelle sue viscere
diamanti, mentre i mari
avranno nuove conchiglie
non  uguali a quelle di prima.
Ed i fiori cambieranno
le loro modalità nel
fiorire, così le stagioni
con neve e con grano
accumuleranno le bellezze
serbate ogni giorno nel tempo
Tu allora nascosta nel fieno
raccoglierai i frutti
e gli entusiasmi
di ciò che hai sparso non vista
della tua lacrima di maggio.

Marcello Plavier