Il caos

Nella città ferita
è scoppiato il caos,
l’orda sfibrata
ribalta
da lungo stiramento
si staglia a misura di sassi…
ombre giganti feriscono
con l’arma
che sgrida le promesse
demandando
alla parte serrata
l’altra chiave
si versano istinti rappresi
si sveglia la jungla
senza guinzaglio di leggi
e greggi feriti, ma belve
possono vivere senza codici…
quelle scappate dallo zoo
guardano ammutolite
dai cantoni
la torba degli umani
senza legge.

Giuseppe Stracuzzi

Davanti alla Villa


Mulino di Parisio, via Toscana
vie dell’infanzia
e di giorni speciali
marchiati a fuoco.
Mille-Miglia
era un gioco alzarsi all’alba
poi aggrappata al collo di mio padre
aspettare che il rombo dei motori
nato là, oltre il mistero della curva
tuonasse fino a rimbalzarmi in petto.
Ruggenti belve
che schizzavano grigie e polverose
tra due selve di folla.
Ecco la Maserati, la più attesa
ecco un pezzo del cuore di Bologna!
Ecco Taruffi!
e Nuvolari, senza più la coda e lo schienale
rimasti in un tornante d’Appennino.
Ecco gli eroi!
Tutti mio padre li riconosceva
aveva respirato insieme a loro
quel profumo di olio e di benzina
nella fabbrica là sul Pontevecchio
e sugli asfalti.
Io, con lui, annusavo quella polvere
e gioivo, e tremavo
come tremavano i vetri delle case
lì sulla strada, davanti alla Villa.
Vie Toscana, Parisio
teatro dei miei giochi a nascondino
dietro il canale
tra i sacchi del Mulino.

Viviana Santandrea

Se son malato

Se son malato vago tra la folla
del sobborgo. Ma l’umido grigiore
invernale mi rende triste e solo.
A soffi sale sulla via un afrore
caldo da una palestra sotterranea
ove giovani e nude belve assalgono
nemici immaginari, in basso a scatti soffiando.
Un vecchio mendicante guarda,
con me, la scena senza nostalgie.

SANDRO PENNA

Published in: on gennaio 22, 2010 at 07:18  Comments (2)  
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