Alba

MADRUGADA

Rápidas manos frías

retiran una a una

las vendas de la sombra

Abro los ojos todavía

estoy vivo

en el centro

de una herida todavía

§

Rapide mani fredde
ritirano a una a una
le bende dell’ombra
Apro gli occhi
sono
ancora vivo
nel centro
di una ferita ancora fresca.

OCTAVIO PAZ

Published in: on giugno 8, 2012 at 07:00  Comments (4)  
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Dolore di bambino

INFANT SORROW

My mother groaned, my father wept,
Into the dangerous world I leapt;
Helpless, naked, piping loud,
Like a fiend hid in a cloud.

Struggling in my father’s hands,
Striving against my swaddling bands,
Bound and weary, I thought best
To sulk upon my mother’s breast.

§

Mia madre gemette, mio padre pianse
nel periglioso mondo balzai
impotente, nudo, lamentandomi forte
come un fantasma nascosto in una nube.

Lottando nelle mani di mio padre
agitandomi contro le bende che dovevano avvolgermi
legato e stanco, ritenni la cosa migliore
il ripiegarmi sul petto di mia madre.

WILLIAM BLAKE

Published in: on maggio 28, 2012 at 07:35  Comments (3)  
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Prima del principio

ANTE DEL COMIENZO

Ruidos confusos, claridad incierta.
Otro día comienza.
Es un cuarto en penumbra
y dos cuerpos tendidos.
En mi frente me pierdo
por un llano sin nadie.
Ya las horas afilan sus navajas.
Pero a mi lado tú respiras;
entrañable y remota
fluyes y no te mueves.
Inaccesible si te pienso,
con los ojos te palpo,
te miro con las manos.
Los sueños nos separan
y la sangre nos junta:
somos un río de latidos.
Bajo tus párpados madura
la semilla del sol.
El mundo
no es real todavía,
el tiempo duda:
sólo es cierto
el calor de tu piel.
En tu respiración escucho
la marea del ser,
la sílaba olvidada del Comienzo.

§

Rumori confusi, incerto chiarore.

Inizia un nuovo giorno,

è una stanza in penombra

e due corpi distesi.

Nella fronte mi perdo

In un pianoro vuoto.

Già le ore affilano i rasoi.

Ma al mio fianco tu respiri;

intimamente mia eppur remota

fluisci e non ti muovi.

Inaccessibile se ti penso,

con gli occhi ti tocco,

ti guardo con le mani.

I sogni ci separano

ed il sangue ci unisce:

siamo un fiume di palpiti.

Sotto le tue palpebre matura

il seme del sole.

Il mondo

non è ancora reale,

il tempo è dubbio:

solo il calore della tua pelle

è vero.

Nel tuo respiro ascolto

la marea dell’essere,

la sillaba scordata del Principio.

OCTAVIO PAZ

Published in: on febbraio 26, 2011 at 07:12  Comments (2)  
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Dissolvenze

Dardeggiano occhi,
tramontano sguardi
l’anima intona
una triste canzone.
Questa notte il poeta,
sul foglio, non è riuscito
a rimare l’orgoglio.
Strali di penne
danzano al vento
e salticchiano, buffi
pensieri pinguini.

Io urlo il mio nome
sul nulla
ma il bisillabo cozza,
si spezza tra gli incisivi.
Verticale,
l’amore imbizzarrito
sfida tutti
i recinti del cosmo.

Questa notte
di giorni smarriti
strappo bende a illusioni,
leggo loro la mano,
ne rapisco il destino
e l’affido all’animo pio
del boia di cuori.

Flavio Zago