Il guerriero

“Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri”

TATANKA IYOTANKA

Published in: on febbraio 11, 2012 at 07:17  Comments (4)  
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Chisciotteide

 
A voi, di nobil censo,
lo dicon vostre insegne,
io, prode cavaliero
montato su destriero,
final giudizio chiedo
.
Dovrete sentenziare,
con alto aulico dire,
che bella tra le belle,
nell’universo intiero,
primeggia la mia dama.
.
-Tu nobil schiatta vedi
in noi poveri cristi,
e, ohibò, ti siamo grati.
Ma per sputar sentenza
vederla noi vogliamo !-
.
Felloni e anco marrani
mio verbo contestate ?
Che… ? Forse per sapere
che luna in cielo splende
necessita il vederla ?
.
-Non è proprio l’istesso,
larva d’un cavaliero,
la luna godimento
apporta al mondo intiero.
A te soltanto, invero,
dattela la tua amata.
Che almeno un suo ritratto
potessimo ammirare !-
.
Oh di gran puta hijos
la lancia assaggerete !
Carica a pancia bassa
cavallo mio fedele.
Ma non così, poffarre,
la terra mi fai arare !
.
-Addosso a ‘sto buffone
che merita lezione !
Usiamo quelle insegne,
che poi sono bastoni,
puniamo l’arroganza
di chi, prova non dando,
imporci vuol sentenza.-
  .
Ahimè m’hanno conciato,
mio immaginato bene.
Per raddrizzar gl’inganni,
che oscuran la giustizia,
sghembo dovrò ambulare
p’andar dove conviene.
.
Se poi tu vuò lenirmi,
porta al futur’incontro,
immago tua adorata,
che più del mio bel dire
sarà il suo guardamento.
.
E poi, già che qui siamo,
un altro dono chiedo,
 perché questo m’han detto,
battendomi quei prodi.
Non so di che cianciasser,
gridavano… d’un fiore.
Da qualche parte certo
dovrà portar calore.
.
Mio fido Dozzinante,
quanto dolor m’avvolge.
E su, non protestare,
sbagliato ho forse il nome,
ma chiaro è il mio pensare.
.
Un giorno fui  investito
d’una divin missione:
il mondo ripulire
d’ingiuste ipocrisie.
Per realizzar ‘sto sogno
‘sta strada obbligo è il fare.
.
————Così, caracollando,
tra un ahia e un poffarbacco,
condusse la sua vita.————-
.
Miguel, mancino monco,
questo ci ha raccontato,
mostrandoci un inetto
che, sempre ottuso, lotta,
negando questo mondo.
.
Ma Unamuno, il grande,
riscrive altra avventura.
Quei solidi ideali,
ch’eran la sua cultura,
nel Don errante incarna.
.
E chi capir volesse,
le due versioni approcci
per somme, poi, tirare.

Piero Colonna Romano

Il mio cielo

MI CIELO

Días de ayer que en procesión de olvido
llevais á las estrellas mi tesoro,
no formareis en el celeste coro
que ha de cantar sobre mi eterno nido?

Oh Señor de la vida, no te pido
si no que ese pasado por que lloro
al cabo en rolde á mi vuelto sonoro
me dé el consuelo de mi bien perdido.

Es revivir lo que viví mi anhelo,
y no vivir de nuevo nueva vida,
hacia un eterno ayer haz que mi vuelo

emprenda sin llegar á la partida,
porque, Señor, no tienes otro cielo
que de mi dicha llene la medida.

§

Oh, giorni di ieri che in processione d’oblio
il mio tesoro portate verso le stelle
non prenderete posto nel celeste coro
che dovrà cantare sul mio eterno nido?
Oh, Signore della vita, solo ti chiedo
che quel passato che piango
mi ritorni infine, fatto cerchio sonoro,
a darmi il conforto del mio bene perduto.
Rivivere quel che ho vissuto è il mio anelito
non vivere di nuovo la nuova vita:
fa’ che verso un eterno ieri intraprenda
il mio volo e mai giunga alla partenza,
giacché, o Signore, non hai altro cielo
che colmi la misura della mia gioia.

MIGUEL DE UNAMUNO Y JUGO

Addio

Vieni, siediti qui sul mio letto
Vorrei stringerti ancora una volta al petto.
Ora tocca a te, bambina mia,
aiutarmi, poco a poco, ad andare via….

Fatti ancora accarezzare i capelli…
ricordo sempre il momento, tra i più belli,
quando, tra strepiti e dolori,
con amore ti aiutai a venir fuori.

Ti ho aspettato tanto pazientemente
e ti ho cresciuto, lavorando alacremente,
adesso ti vorrei lasciare il mio testamento
per lenire un poco, se posso, il tuo tormento.

Vorrei lasciare a te, anima mia,
una traccia del mio passaggio, che non vada via.
Vorrei che tu sapessi che io sarò ovunque
se tu mi penserai e mi parlerai comunque.

Se porterai con te, in ogni istante,
la speranza, l’entusiasmo e le emozioni tante
che insieme abbiamo sempre condiviso
e come, dopo un dramma, abbiamo ritrovato il riso.

Adesso sono io che ho paura
come per te era il buio di una notte scura.
Sì, te lo confesso, ora ho timore
dell’ignoto e di provare ancora del dolore!

Ma se tu mi terrai la mano, mio piccolo fiore,
io me ne andrò serena, piano senza fare rumore.
Non piangere, amore mio, ti voglio tanto bene,
sarò la tua mamma sempre… se tu la chiami lei viene!

Anna Maria Guerrieri

Di un bambino solo

Caro Babbo Natale
perchè non mi porti ai giardini
per conoscere
tanti altri bambini?

Lo so, io sono solo e abbandonato
e proprio per questo, ti prego
ora che sono grandicello
ti chiedo di essere accompagnato
in mezzo ad altra gente
che dà allegria
che si fa compagnia
che compra regali
e fa spese pazze
in giro per tutte le piazze
addobbate di luci e colori strani

E mi tremano le mani
se decidi di portarmi via
magari dentro la tua vita
che senz’altro non è uguale alla mia

Ma almeno adesso fammi contento
Non lasciarmi solo
anche in questo Natale
Ti chiamerò babbo, se vuoi,
tanto lo so, tu puoi ma non hai la forza
di fare questo
ti voglio bene, tanto bene
ma non protesto

Gavino Puggioni

Published in: on dicembre 25, 2011 at 07:49  Comments (3)  
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La dignità

Per alcuni …
è commerciabile,
per taluni altri
ha un valore…
inestimabile

Non è un bene
di consumo,
né un cimelio
antico o raro,
ma, di certo,
son sicuro,
che chi l’ha…
se la tien cara

Il suo limite
è precario,
e compromesso
di continuo,
dal sistema
o malattie.

Al buon Dio
dovrò affidarmi
per poter chiudere
in bellezza,
senza che
si possa perderla
ancor prima …
della vita

Ciro Germano

Published in: on dicembre 10, 2011 at 07:40  Comments (6)  
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Quanto tempo umano son già vissuto, quanto ne vivrò

(Ovvero tiritèra in litanico elenco)

AMO.
 

Del puntino azzurro

La Terra

la   verde  erba,                                                                      

la flora con le rose

il  sasso

l’ acqua

I  libri  scritti

dagli  Altri,  

la fauna: gli animali.

Il   tramvai

con  chi  lo guida,            

il   viver  nuovo                                     

con   vetture                        

catalitiche,                       

il   supersonico,                   

l’ acceleratore                      

di   particelle

atomiche: progresso

non . . . autodistruggente 

 

Le   umane,                                

tradizioni:                                     

le   feste,                                                  

fiere   di   paese.

il   Natale,

con   il   suo

presepe,

alternarsi

assoggetto

di   stagioni,

l’ utopìa . . .

di   contraddizìoni.

                                                               

La   medicina,  nuova:

i  trapianti del  cuore,

e   d’ altro

de l’anatomìa,

per   vicinarsi

colui

che  non vuole

morire.

 

L’ affetto

la   speranza,

la letizia

d’ esser stato                               

creato,                               

la   vita

l’ illusione                             

ed   il   sogno,                      

le   passioni,                        

l’ amore

per   l’ amor.

LA   LUCE.

 

ODIO.
                                                     

Prima   della   Fine                                                                                                                                                                                          

e   combatto.

E  il  fuòco                                            

il   Male.

Il terrorismo.

Le   guerre,

e   tutti                                                                      

gli  altri                                       

elementi

per combattere.

 

Soprusi fatti

dagli  umani . . .                                 

in   ogniovunque

corrotti:

contro il male,

di  tutti  i  tempi,

donaci la Forza delle Forze,

Primo Creatore

e con il Bene

aiutaci a vincere

per la nostra Eternità

assorbiti da Te. In simbiòsi.

Paolo Santangelo

Se stasera sono qui

Se stasera sono qui
è perché ti voglio bene
è perché tu hai bisogno di me
anche se non lo sai.

Se stasera sono qui
è perché so perdonare
e non voglio gettar via così
il mio amore per te.

Per me venire qui
è stato come scalare
la montagna più alta del mondo
e ora che sono qui
voglio dimenticare
i ricordi più tristi giù in fondo.

Se stasera sono qui
è perché ti voglio bene
è perché tu hai bisogno di me
anche se non lo sai.

Se stasera sono qui
è perché ti voglio bene
è perché tu hai bisogno di me
anche se non lo sai.

MOGOL  E  LUIGI TENCO

Published in: on ottobre 25, 2011 at 07:36  Comments (3)  
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Legame

Perché questo filo d’acciaio non si stacca
da questo ventre lacerato?
ti trascino da troppo tempo
ti possiedo da sempre
Infinite estati e inverni
albe e tramonti
Fiumi di lacrime abbiamo attraversato
Questo filo che ci lega inseparabilmente
ci sorregge, ci aiuta a non affondare
tra le cascate impervie della vita
La mia non volontà
di spezzare questo legame
che mi uccide un po’ ogni giorno
consapevole che ciò accade
è fonte di vita
la mia vita, e tua
Le tue viscere sono
da sempre unite alle mie
Io capisco il tuo dolore
ti guardo e già conosco
il tuo pensiero
Non sono veggente ma
la tua anima inquieta
carica d’amore e di dolore
non si può separare dalla mia
Tutto è unito
dal il DNA che porti nelle vene
nella pelle, nel cuore.
Tutto ciò che ami io amo.
I tuoi errori sono i miei
ciò che generi le mie paure
Prima dell’evento io lo percepisco
nel bene e nel male ciò che succederà
Cammino su quel filo mille volte
dall’inizio della tua vita
questo succederà fino alla fine della mia
dammi tu la forza per rompere questo filo
Perché tu non debba portarlo come impiccio
fino alla fine dei tuoi giorni
Perchè io non sia zavorra per te.
Che almeno i miei occhi stanchi
possano vederti volare
senza i fili che ti legano a me
che tu possa vivere senza la solitudine
che ti accompagna da sempre
Che la consapevolezza e la forza che hai
siano doni per vivere l’amore
possa essa far superare gli errori e i rimpianti

Gianna Faraon

L’Illuminato

 
Verità vanno cercando,
sulla strada della seta,
e cavalli cavalcando,
cercheran chi li disseta.
.
Questi candidi destrieri,
oro e azzurro  finimenti,
porterann’i forestieri
verso mete convenienti.
.
 “Cara Amal, amica mia,
su raccogli il tuo sitar,
canta  per la nostra via,
rendi lieve questo andar.”
.
La violenza del deserto,
la durezza del percorso,
li stremarono di certo
anelando ultimo sorso.
.
Ed alfine all’orizzonte,
sopra un monte, sulla cima,
la città di tutte l’onte,
Samarcanda s’avvicina.
.
Quivi giunti chiederanno,
destra e manca ansiosamente,
“chi alla sete non fa danno,
chi disseta veramente ?”
.
Ricevuti nel castello,
dal sultan della regione,
ecco il re di quel bordello
che impartisce la lezione:
.
“Quei che qui non vo’ restare,
esecrando ‘sto mercato,
scelse solo il meditare
fino all’ultimo suo fiato.
.
Con la vaga tua compagna,
guadar l’Oxus voi dovrete
e scalando la montagna
nella grotta il troverete.”
.
Si rimisero in cammino,
gonfio il cuore d’emozione,
certi del loro destino
di trovar la soluzione.
.
Grande gioia fu per loro
la caverna rinvenire,
nella mente quasi un coro
per l’auspicio divenire.
.
E così, dinanzi a loro,
ecco appare il gran vegliardo,
vestimenta prive d’oro,
tanto affetto nello sguardo.
.
“Wahid altri m’han chiamato
sin da quando rinunciai
a restare in quel mercato,
fonte di primieri guai.
.
Quell’ è un luogo di vergogna,
di Babel la confusione
e vi regna la menzogna
quale unica ragione.
.
So che voi state cercando
Verità, unico bene
e per questo, camminando,
qui giungeste dopo pene.
.
Tu bruciasti tuo passato
ricercando savi esperti,
ora in luogo malfamato,
ora andando per deserti.
.
Non v’è saggio, qui nel mondo,
che rispondere saprebbe,
quel che chiedi, vagabondo,
dentro il cuore albergherebbe.
.
E nel cuore dell’onesto
ben nascosta c’è una luce,
guarda là con un pretesto
solo il ben ti ci conduce.
.
Quest’io dico alla partenza:
Verità, suprema dea,
accompagna l’esistenza
di chi amor ognor si bea.”

Piero Colonna Romano

(n.d.a.  I nomi arabi Amal, Oxus e Wahid corrispondono rispettivamente a : la speranza, il fiume nei pressi di Samarcanda e l’ineguagliato. I cavalli simboleggiano la mente ed i finimenti la fantasia che la orna. Così come il deserto simboleggia il mondo in cui viviamo e la durezza del percorso, il vivervi. L’ultimo sorso, ahimè, è la morte, desiderata per gli stenti subiti. Samarcanda è stata scelta perché punto centrale della via della seta, quindi  luogo frequentato da un’umanità fatta di mercanti, notoriamente non proprio sinceri.)