E sul finir

Chiudo gli occhi su emozioni
senza valigie il cuor
a riporrer va in cassetti
sogni per riposare
e il vento cala
su silenzi
che rompo strappando
respiri di carta
nell’amarezza
la bassa marea fa spiaggiar
l’anima resa cieca
dal mosto di pensieri
mentre
un altra alba passeggera
sola
indugia
con un biglietto in mano
al capolinea della notte

Pierluigi Ciolini

Vita mia

 
Vento pungente
sul dorso della strada.
Vola il biglietto
dell’ultimo tram perso,
volteggia
.
intona canti stanchi
.
e danza
tra le chiome sbiadite
di scordanti radici.
.
E tu,
occhi amari
che mi domandi piano,
se ancora
ti afferro la mano.
.
Alita il gelo,
qualche fiocco cade,
.
presagio solitario
in fondo al cuore.
Passano risate
e un cane,
la coda esclamativa,
fiuta e rifiuta.
tracce vaghe;
i miei pensieri.
.
Ed io,
.
occhi sfatti,
che su vetrine intrise
di borse, impronte
e  lustrini di Natale mi scorgo
e mi domando invano
se ancora
so prendermi per mano.                    

Flavio Zago

Noi (8 marzo 2012)

 
Noi che nascevamo a rischio fra un rifugio e un bengala
noi che giocavamo a nasconderci in un sottoscala
noi che per i nostri padri era … un futuro migliore
noi che obbligavamo i maschi a giocare al dottore
noi che già a nove anni la sapevamo “lunga”
(ma non ci sognavamo di andare a un “bunga-bunga”)
noi che urlavamo “Kappedo!” con biglie colorate
noi che il cortile era nostro nelle sere d’estate
noi che con trenta centimetri, già era una gonna
noi che fino a ventun anni non eri una donna
noi che sul bus non si arrivava mai a pagare il biglietto
noi che, alte un soldo di cacio: “Oggi cosa mi metto?”
Noi che si aspettava domenica per ballare allo Sporting
noi che ci addormentavamo per sognare Dean Martin
noi che più aumentan le rughe più parliamo d’amore
noi che ogni primavera ci germoglia il cuore
.
noi che sarebbe bello riprovarci ancora!

Viviana Santandrea

Una fiumana in piena

 
col corpo di marea allaga i campi
dell’officina dove s’é introdotta
relegando lo spirito di fiori,
eletta locandiera offre albergo
al sol che passa sotto gli spiragli
e conduce un granello di sabbia
nel guscio di conchiglia di mare
per tradurlo in perla preziosa,
ma presa dal cappio raccoglie
coi muscoli i fiori,
e chiude la porta
del supermercato alimentare
a chi non ha i soldi
per pagare il biglietto,
e sull’attesa scarnificata  
pianta il gonfalone.
Raggiunge la vecchiezza si dipana
da questo assito tumefatto e spoglio
rischiarato da lembo di tramonto
oltre lo sbarramento
e accampa segni
di potere occupare un privilegio
amalgamando suppliche e pretese.

Giuseppe Stracuzzi

Lentamente muore

A MORTE DEVAGAR

Morre lentamente quem não troca de idéias, não troca de discurso, evita as próprias contradições. Morre lentamente quem vira escravo do hábito, repetindo todos os dias o mesmo trajeto e as mesmas compras no supermercado. Quem não troca de marca, não arrisca vestir uma cor nova, não dá papo para quem não conhece. Morre lentamente quem faz da televisão o seu guru e seu parceiro diário. Muitos não podem comprar um livro ou uma entrada de cinema, mas muitos podem, e ainda assim alienam-se diante de um tubo de imagens que traz informação e entretenimento, mas que não deveria, mesmo com apenas 14 polegadas, ocupar tanto espaço em uma vida. Morre lentamente quem evita uma paixão, quem prefere o preto no branco e os pingos nos is a um turbilhão de emoções indomáveis, justamente as que resgatam brilho nos olhos, sorrisos e soluços, coração aos tropeços, sentimentos. Morre lentamente quem não vira a mesa quando está infeliz no trabalho, quem não arrisca o certo pelo incerto atrás de um sonho, quem não se permite, uma vez na vida, fugir dos conselhos sensatos. Morre lentamente quem não viaja, quem não lê, quem não ouve música, quem não acha graça de si mesmo. Morre lentamente quem destrói seu amor-próprio. Pode ser depressão, que é doença séria e requer ajuda profissional. Então fenece a cada dia quem não se deixa ajudar. Morre lentamente quem não trabalha e quem não estuda, e na maioria das vezes isso não é opção e, sim, destino: então um governo omisso pode matar lentamente uma boa parcela da população. Morre lentamente quem passa os dias queixando-se da má sorte ou da chuva incessante, desistindo de um projeto antes de iniciá-lo, não perguntando sobre um assunto que desconhece e não respondendo quando lhe indagam o que sabe. Morre muita gente lentamente, e esta é a morte mais ingrata e traiçoeira, pois quando ela se aproxima de verdade, aí já estamos muito destreinados para percorrer o pouco tempo restante. Que amanhã, portanto, demore muito para ser o nosso dia. Já que não podemos evitar um final repentino, que ao menos evitemos a morte em suaves prestações, lembrando sempre que estar vivo exige um esforço bem maior do que simplesmente respirar. Somente a perseverança fará com que conquestemos um estágio pleno de felicidade.

 §

Lentamente muore chi non cambia idea, o discorso,

ed evita le proprie contraddizioni.

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno lo stesso tragitto e gli stessi acquisti al supermercato,

chi non cambia la marca,

chi non rischia e non cambia colore dei vestiti,

chi non parla e chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru e la sua compagna quotidiana.

Molti non possono comprare un libro o un biglietto del cinema,

ma molti possono, e tuttavia si alienano davanti ad un tubo di immagini

che porta informazioni ed intrattenimento ma non dovrebbe,

con appena 14 pollici, occupare tanto spazio in una vita.

Lentamente muore chi evita una passione,

chi preferisce nero su bianco e i puntini sulle “i”

piuttosto che un vortice selvaggio di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo

quando è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,

per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita

di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge e chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’autostima

magari per la depressione,

che è malattia seria che richiede un aiuto professionale,

e poi muore ogni giorno

chi non si lascia aiutare.

Lentamente muore chi non lavora e chi non studia,

e nella maggior parte dei casi non è una scelta, bensì un destino:

quindi un governo latitante può lentamente uccidere una buona parte della popolazione.

Lentamente muore chi passa i giorni a lamentarsi

della propria sfortuna o della pioggia incessante

rinunciando ad un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Molte persone muoiono lentamente,

e questa è la morte più ingrata e traditrice,

perché quando sta arrivando veramente, siamo già troppo impreparati

a passare il poco tempo rimanente, e così domani

è troppo tardi per essere il nostro giorno.

Dal momento che non possiamo evitare una fine improvvisa

evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che esser vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore

del semplice fatto di respirare.

Soltanto la perseveranza porterà

al  pieno raggiungimento della felicità.

MARTHA MEDEIROS

Wagon-lit

Obliteri.
Già l’orologio
fischia la stazione
e la corsa
passa il passo
al ciglio
del respiro.

La lavanda vera,
offre in braccio
il pigiama suo
più bello

E’ tardi.

Neppure
il tempo
per lavarti i denti
e sciacquare via
l’ultimo sogno
alla toilette.

Rimani così,
pensieri pieni
di scienze esatte,
a meditare
sul resto
delle divisioni
del mondo.

A bocca persa.

La mappa
della vita
in mano,
un biglietto
scaduto
nell’altra.

Flavio Zago

Vita

per salire là in alto
mi occorrono fiori nuovi che si schiudono
e le tue labbra maestre, sulle mie
mi servono piume di pettirosso
grandi ali e corde d’arpa nel vento
per salire come allora sulla tua pelle

mi occorre il biglietto di un tempo
scritto tra i raggi del mattino
e due bottoni d’occhi chiari
per allacciarmi ancora al tuo cammino.

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 23, 2010 at 07:11  Comments (7)  
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Stazione

Se ti scorgo
andare e venire
e ti chiedo di che sei fatta
cosa farai di te
apri le braccia e mi indichi
come se tu fossi mia
y te pregunto
la noche donde yo estoy
donde tų estas junto a mi
por que esta ansia
no es un billete
a salir el tren del primer viaje.

Marcello Plavier

Published in: on luglio 5, 2010 at 07:30  Comments (5)  
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Buonanotte fiorellino

Buonanotte, buonanotte amore mio,
buonanotte tra il telefono e il cielo.
Ti ringrazio per avermi stupito,
per avermi giurato che è vero.
Il granturco nei campi è maturo
ed ho tanto bisogno di te,
la coperta è gelata, l’estate è finita.
Buonanotte questa notte è per te.
Buonanotte, buonanotte fiorellino,
buonanotte fra le stelle e la stanza,
per sognarti, devo averti vicino,
e vicino non è ancora abbastanza.
Ora un raggio di sole si è fermato
proprio sopra il mio biglietto scaduto.
Tra i tuoi fiocchi di neve, le tue foglie di tè.
Buonanotte, questa notte è per te.
Buonanotte, buonanotte monetina,
buonanotte tra il mare e la pioggia,
la tristezza passerà domattina
e l’anello resterà sulla spiaggia,
gli uccellini nel vento non si fanno mai male,
hanno ali più grandi di me
e dall’alba al tramonto sono soli nel sole.
Buonanotte questa notte è per te.

FRANCESCO DE GREGORI

Passeggeri della notte

Su binari di pensieri
sferraglianti nell’oscuro
l’illusione incatenata
lamentosa batte i pugni

è quel treno
di fantasmi
liberato
senza freni
d’una spinta
ha sol bisogno
della nuda
sua miseria

l’infinita consumata
vinta mostra
il suo biglietto
fazzoletto rugginoso
che vuol
sventolare ancora

salgono timidi
gli albori
di rugiada rivestiti

passeggeri su
un marciapiede
s’incamminano
tra agnelli e lupi

spasimi e lacrime
sono finiti
a lucidare

forse …..

le soglie del cielo

Pierluigi Ciolini