Fermare la luce

Vorrei
fermare la luce del sole
perchè il giorno
sia più caldo

per i nostri cuori
abituati al freddo
intenso
dei nostri sentimenti

abituati
al buio dell’amore
verso tanti
troppi bambini

abituati come siamo
a correre
sempre di fretta
in questa vita ansiosa
veloce
troppo veloce
nei binari
di infelicità
terrena

Gavino Puggioni

Published in: on giugno 24, 2012 at 07:03  Comments (7)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E’ scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E’ avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

 

WISŁAWA SZYMBORSKA         (1923-2012)

Se dovessimo

marciare insieme
su quei binari vuoti
tra sassi e pervinca
tenendoci
per mano
mentre sfeccia
la vita
e arde il sole

se dovessimo
portarci
appresso
pane e miele
per spanderlo
sull’asfalto
soffocato
di pioggia

se dovessimo
raccogliere
briciole
con la nuvola
delle nostre mani
per
darle in pasto
ad altre mani

e poi
tornare
perchè ci sia uno spazio
dove dare sia anche a perdere
e
perdonare
se dovessimo
cambiarci gli occhi
e le mani
per essere
migliori
o soltanto arrivare
a domani
e ridere alla gramigna
alla
malasorte
a chi ci assomoglia
e pianta chiodi
nei nostri cuori
per
allegria

se dovessimo andare
insieme come binari
a fianco a fianco
senza sospetto
ti cederei il passo
e  mi inchinerei
all’amore che dai
con la voce e le parole
quando sono io
a non saper continuare

Tinti e Maria

Cometa

 
Tu,  fluorescente strale,
aquilone infuocato
trafiggevi la notte
punteggiata di luci
e con essa gli sguardi;
gli sguardi a noi che
attoniti, c’incollavamo
a quei tubi cilindrici
per carpirti il mistero.
Noi,  folla d’ignari
Ch’entro gl’immensi e ristretti confini
Del nostro tempo,
per binari terreni
e cieche orbite
costellate di ostacoli
il vero andiam cercando;
(unico propulsore: la speranza!)
Tu di certo la meta
Raggiungere saprai
Bella cometa – tu!
Noi… come boomerang
Spesso ricacciati
Torniamo spenti
Al punto di partenza
Per riprender la danza,
come un moto perpetuo
tra desiderio e noia
tra memoria ed oblio.
Già la tua ellissi sfugge
i nostri assilli;
le nostre notti
più non ingioielli,
e…per noi,
marionette presuntuose
inesorabilmente più remoto
diviene
il palesarsi dei misteri.

Viviana Santandrea

Tra discese e salite

Nella notte
binari segnano
destini di carrozze
che attraversando mondi
cullano sogni
arrugginiti da tempo

intanto che
angeli dormono
sotto ali protettrici

poveri diavoli aspettano
ognuno di scendere
nel proprio labirinto

e tenendosi per mano
sfuggevoli pensieri
si scompigliano
nel vento
di finestrini rotti

Pierluigi Ciolini

Published in: on novembre 26, 2011 at 06:54  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Se i sogni sono bugie

meglio mentire…..

Ho perso di vista me stessa
il mio ruolo non so bene
qual è…
Tra le rovine
di una casa non mia
ascolto il rumore
d’una ferrovia….
Immagino i treni
che passavano lenti,
vecchi binari
fatti di stenti,
carrozze scrostate
che storie raccontan,
eco di voci
pianti di donna…
Sulle rotaie
vecchia ferraglia
traccio una retta,
forse una sfida,
che mi conduca
e non mi divida
dalla bugia
che m’ha ridato la vita!

Beatrice Zanini

Published in: on ottobre 8, 2011 at 07:20  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Bologna – Strage 1980

 
 
 
Lancette lanceolate
dieci e venticinque
il mio orologio s’è fermato,
oggi non è aria qualunque
in tutti i calendari avvolti dai fiori
con la febbre una valigia abbandonata
sotto la data- giorno-mese
distese le case, la stazione
ordigno eco e pietà.
Oggi non posso raccontare, solo
memoria a ricordare chi c’era là
chi c’era dentro e fuori che
aspettava innocente un treno
per volare in scie di mare e di campagna.
C’era chi respirava luce, mentre poi
bruciava nella pelle
cadeva sul marmo e sui binari
spezzato sudario d’agonìa
e ancora io
li tengo tutti in grembo con coscienza
strana quiete senza respiro.

Aurelia Tieghi

Clochards

Ci siamo accartocciati
sotto tegole di cartone
senza guardare l’ora
o il pianto del tramonto
o il luogo disperso
in fondo alla memoria.

Abbiamo mischiato le ore
in cambio di assoluta indigenza.
La libertà di decidere
quando vivere e quando morire,
il riso nascosto di sentirsi diversi,
fuori dai giochi d’un mondo
che corre su binari senza stazione. 

Lorenzo Poggi

Published in: on agosto 28, 2011 at 07:37  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rimpianto

Resto lì con la mano sospesa
tra sogni deragliati
lucidi di pioggia i binari
rimandano promesse
ad ogni saluto e partenza.
Nel ritorno vuoto
accanto a me quel posto
è solo un sedile sfilacciato
colmo di assenze.
Folla invisibile
intrisa di follia in
attesa parsimoniosa
di nuovi giorni da vivere
con disciplina
senza un guizzo
che abbia sapore
se non il rimpianto
di non aver vissuto.

astrofelia franca donà

Infinito

Ombre gotiche lungo la parete
e fievoli lamenti affastellati sulle volte
a ricordarci il cielo.
Scorre pacifica la luna
su binari tracciati con calcoli infinitesimi
dal caso.
Volgono i volti all’infinito
a cercar tra sipari e scene nascoste,
il cancello del paradiso.
Ma troppo grande è l’immensità,
ci siamo persi tante volte dentro
che uscirne fuori non è più ragione,
ma solo un abbassar lo sguardo
ammutoliti.

Lorenzo Poggi