I sorrisi del cielo

Aspetto così i sorrisi del cielo,
passo insicuro a trovare la strada
che mi riporti al non confondermi
dentro la nebbia che gli occhi mi colma.

Guardo all’indietro stanco ma fiero,
spulcio i momenti di appagamento
e li catturo, li stringo e costringo
a scivolare nel tempo dell’oggi.

Lontano dall’ovattato silenzio,
quanto rumore staranno facendo
onde al rinnovo menando scogliere,
quale concerto staranno allestendo

per farsi udire da chi sta pensando
al modo adatto a non essere stagno,
acqua nell’acqua che ferma rimane,
mentre ha bisogno di rigenerarsi?

Lassù, mia fortuna, azzurro risponde
ancora scarso, ma intanto si vede
come una chiazza che nuvole spiazza
per inghiottire residue tristezze.

Aurelio Zucchi

Generale il tuo carro armato

GENERAL DEIN TANK

General, dein Tank ist ein starker Wagen
Er bricht einen Wald nieder und zermalmt hundert Menschen.
Aber er hat einen Fehler:
Er braucht einen Fahrer.
General, dein Bomberflugzeug ist stark.
Es fliegt schneller als ein Sturm und trägt mehr als ein Elefant.
Aber es hat einen Fehler:
Es braucht einen Monteur.
General, der Mensch ist sehr brauchbar.
Er kann fliegen und er kann töten.
Aber er hat einen Fehler:
Er kann denken.

§

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente
Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
Ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
Ha bisogno di un meccanico.
Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
Può pensare.

BERTOLT BRECHT

Ho bisogno di calore sulla schiena

di sostegno sui fianchi del divenire
ho il bisogno di ridere, udire, capire
giocherellare scherzare
ho bisogno di bighellonare ruotando
sulle tue guance, sulle tue labbra fin quando un bacio
sarà nelle stanze della passione, nella devozione
Un milione di boccioli sul davanzale dell’ amore
li vorrei toccare, sfogliare
e fra le ore minuscole
di un disco in vinile vorrei ascoltare
il mare, e quanto manca
alla riscossa fulminea del karma
ancora adesso il mio tutor si scarna per
ritornare a bilanciare la vita.

Aurelia Tieghi

Notte

 
Notte
vieni a guarire i nostri dolori
notte così limpida e chiara
i nostri pensieri non sanno
così precise le tue piccole luci
ad orientare nel buio
notte fredda invernale
apro la finestra
tutte le finestre
notte
disperdi tu con la tua vastità
i dissapori i nostri malumori
il tuo scuro profondo immenso
ci attrae l’anima
fa vuoto al superfluo
ci rammenta chi siamo davvero
senza mai capirlo è questo mistero
che siamo e non sappiamo
notte che mi dai la voglia
di scappare via
più in alto più su
dove si può guardare
dove si può ammirare
dove nessuno ti farà tacere
e dove non ci sarà nemmeno
il bisogno di parole

azzurrabianca

Filamenti

Stringe il sorriso
dietro le grate di ferro
come l’urlo di un bambino
in poco spazio.
Perché si sa che i bimbi
ne hanno bisogno
e molto,
per non sentirsi prigionieri
in erba.
Le gabbie degli adulti
non hanno fondamento
a volte,
e sopprimono le voci
degli impulsi,
a freddo.
Così si strozza
il gusto
sullo smalto bianco,
ogni volata un fermo:

e si filano fibre sottobanco.

Beatrice Zanini

Abbazia di San Galgano

Riposare mente e corpo
poter fare a meno
di sperare nella sorte
alzare gli occhi al cielo
tra gli archi e le colonne
di questo monastero
senza che l’anima debba chiedersi
se ciò che sente è vero.

E nei muri macchiati dal tempo
nei silenzi profondi
racchiusi in queste pareti di pietra
ritrovo qualcosa di perduto
o forse, meglio dire,
che non ho mai avuto
in tutta la mia vita

Nelle porte di legno massiccio
intrise di passato
nella luce tremolante
delle candele accese
nel profumo d’incenso
che mi pervade inebriante
ascolto sereno il tempo passare

Senza che nessuna paura
mi devasti la mente
o che un umano bisogno
ne alteri il pensiero
sono giunto fino a qui
seduto su questa panca
e come dalla cima di un monte
contemplo il mondo intero.

Sandro Orlandi

Sognatori

“L’umanità ha bisogno di persone d’azione, ma ha anche bisogno di sognatori per i quali perseguire disinteressatamente un fine è altrettanto imperioso quanto è per loro impossibile pensare al proprio profitto”

MARIE CURIE

Published in: on dicembre 27, 2011 at 07:04  Comments (3)  
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Here, There and Everywhere

To lead a better life
I need my love to be here

Here, making each day of the year
Changing my life with a wave of her hand
Nobody can deny that there’s something there

There, running my hands through her hair
Both of us thinking how good it can be
Someone is speaking, but she doesn’t know he’s there

I want her everywhere
And if she’s beside me I know I need never care
But to love her is to need her

Everywhere, knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching her eyes and hoping I’m always there

I want her everywhere
And if she’s beside me I know I need never care
But to love her is to need her

Everywhere, knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching her eyes and hoping I’m always there

Here, there, and everywhere
Here, there, and everywhere

§

QUI, LÀ E IN OGNI LUOGO

Affinchè la mia vita sia migliore
Ho bisogno che il mio amore sia qui

Qui, cambiando la mia vita ogni giorno
Con un movimento della sua mano
Nessuno può negare che là ci sia qualcosa

Là, passando la mano tra i suoi capelli
Pensando entrambi come può essere bello
Qualcuno sta parlando ma lei non sa che è là

La voglio in ogni luogo
E se mi è vicina so che non ho bisogno di nient’altro
Ma amarla è aver bisogno di lei

In ogni luogo, sapendo che l’amore è condividere
Ciascuno credendo che l’amore non muore
Guardando i suoi occhi e sperando di essere sempre là

La voglio in ogni luogo
E se mi è vicina so che non ho bisogno di nient’altro
Ma amarla è aver bisogno di lei

In ogni luogo, sapendo che l’amore è condividere
Ciascuno credendo che l’amore non muore
Guardando i suoi occhi e sperando di essere sempre là

Essere là e in ogni luogo
Qui, là e in ogni luogo

PAUL MC CARTNEY

Published in: on dicembre 4, 2011 at 07:39  Comments (2)  
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Son fors’io

 
 
che ha tanto
ma tanto bisogno
degli altri?
.
E di altro,
altro ancora,
in durata terrena.
E ho fame
e ho sete
e ho sonno
e mi drogo
e mi lodo
e mi ammiro
e m’imbrodo
ed uccido.
.
Come uno zombie
.
Cammino,
senza paura,
perché so.
Perchè devo
sapere
ma ho sonno.
.
Programmato . . .
.
Un atavico sonno
dal passato:
ma non è vero sonno:
è un perpetràr nei secoli
gli affanni
dell’amara progenie,
grazie a quell’ Io,
che gli atei
dichiarano l’Iddio.
.
Ora speriamo
Di poterci ancora,
organizzare
a non far premorire
il nostro mondo Terra.
.
Con cuore grande
.
col sentimento
con i nostri peccati,
e irraziocinio:
grazie o Dio!
.
PRIMO CREATORE
Fin dall’inizio
della fine,
bestialitas mundi?,
dell’eterna alleanza.

Paolo Santangelo

Published in: on dicembre 1, 2011 at 06:55  Comments (15)  
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Torna

Torna alla tua casa che senza te è vuota
e mute sono le stanze senza i tuoi passi.
Di te e del tuo canto sento il bisogno,
le tue foto ora accarezzo, a loro parlo
lontano da chi folle vedermi vorrebbe.
A quella tua essenziale presenza
non diedi importanza come se giusta
fosse per diritto e non per merito.
Quanto grande eri lo dice la tua assenza,
quanta musica ci fosse lo dice il silenzio.
Non c’era spazio abbastanza, ora
Questa casa è orrendo maniero.
Fantasmi di felicità perduta s’aggirano,
gridano il loro non essere stati amati,
accettati e capiti.
Torna ad asciugare le indegne lacrime
di chi non t’ha saputo amare e solo
s’aggira in questo universo oscuro.
Al mio piangere di colpa dona pace,
perdona l’indifferenza da te subita
come schiaffo alla tua voglia d’amare
con gesti di quotidiana semplicità.
Ero un re senza saperlo.
Ora son schiavo di cosciente nostalgia.

Claudio Pompi