Dolce sera

Ti attendo
alla mia finestra
sospesa nel vuoto
quando
il cielo si dilata
di blu – violetto.

Odo
i tuoi passi
setosi
frusciare
nel silenzio
denso
di malinconie.

San
di miele
i tuoi baci
mentre
mi cingi
collane indaco
a illuminare l’anima.

Graziella Cappelli

Published in: on maggio 14, 2012 at 06:55  Comments (13)  
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Io trasporto

 
Un terremoto di alfabeti monchi
di consonanti disadorne
di vocali affilate come lame di amore denutrito
mentre muori parafrasando arcobaleni miopi
e giumente negre…
bella, Lou, annegata nella melma dell’etica e dei narcotici
con i piedi intinti nel colore blu per lasciare tracce di cielo
sui pavimenti bianchi dello spaccia angelo bianco degli elettro fans ,
shock di paradisi ampere
shock di dormitori anoressici
shock di elettroshock eterosessuale
sperimentazione artistica
osso
per i cani…
i buchi che hai nelle braccia lasciano presagire brandelli di materiale cosmico
e detriti di occidente denuclearizzato,
oh, Lou, che passasti da monastero a bordello a portaombrello a corsia d’emergenza
in turbo barella priva di freni e sterzo e navigatore stellare
lucidando cappelle mostruose in vagoni merci del cuore
deglutendo sconfitta abbassando mutande e detergenti intimi e poeti post bellici
cantatori dei tuoi seni cannibali cresciuti tra allevamenti in gabbia
tra luce calda e scimmie di stagnola
Lou, divulgatrice delle finestre cieche e degli amplessi sottomarini
Lou, stelo bucato
trapassato remoto
trapassata
dai mille aghi muti
                                di dio.
Non ci si può liberare dal tuo odore, dalla tua biblioteca di profumi segreti,
vorrei dormire ogni notte nell’accogliente grotta della tua anima
e danzare come una bestia affamata grammo dopo grammo liberandoti le vene
e sfiorare la tua schiena,
Lou,
         dove ogni neo è il capitolo di un bacio.

Massimo Pastore

Adesso che ritardo chiedi all’alba

Disturbo arreca quel vocìo di notte
quando tu credi d’essere del sonno.

È l’ultima città ch’ancor non dorme,
meteore di carne parcheggiate
solo ad un metro dal Casino Royal,
sul marciapiede che si fa teatro.

T’affacci sul terrazzo della luna
e questa volta gli occhi vanno giù,
canotte bianche a scoprir tatuaggi,
vuoti di birra in bilico sui bordi.

Ritorni a letto quasi barcollando
sperando ancora nell’accesso ai sogni
ma sogno nel frattempo é l’incontro
con i vent’anni che non van dispersi,

con l’afa d’oltre mezzanotte al Sud,
fette d’anguria enormi tra le mani,
il blu del mar ch’aspetti di vedere
assieme a labbra a colorar mattini.

E quindi del dormir poco t’importa
adesso che ritardo chiedi all’alba.

Aurelio Zucchi

Cuore blu

In te, una semplice maglietta
ma col profumo del desiderio
una sintonia di sguardi d’oltremare
d’indaco rivestiti.
In te parole mai esistite
inventate solo per me
come corde di violino
tasti di un pianoforte
parole da far vibrare i sensi
fino a tingere di blu il cuore
come cielo trapuntato di stelle.
In te quell’attimo di follia
di lecita trasgressione
che trasforma case in castelli
coperte in tessuti di broccato.
In te filigrane di coralli e perle
guglie di merletti
elevate al cielo
come braccia alzate dopo una rosa rossa.
In te nuvole di spuma
prati viola profumati di lavanda.
In te fughe repentine
dove la realtà cede il posto al sogno.
Il mio.

Sandra Greggio

Colori

Sui muri da mani di giovani artisti
disegni colorati che sanno di vita.
Richiami inascoltati di chi del solo
grigio è stanco, di un mondo grigio
è stufo.
Colori accesi che anche di notte
gridano voglia di vita.
Sui muri di periferia dimenticata
Messaggi di luminosa disperazione
Che come luce di stella arriverà
Dopo inutile viaggio nel tempo
E nello spazio resterà ignorato,
condannato.
Il giallo della follia,il rosso dell’amore,
il nero del futuro, il blu di un cielo
che non odori di smog e cemento,
il rosa di una speranza che morire
non vuole, il bianco su cui scrivere
un domani diverso.
Il verde di un albero mai cresciuto,
mai piantato perché l’asfalto
la terra gli ha rubato.
Colori, immagini su un muro
scagliati con la rabbia di chi
di grigio non vuol morire.

Claudio Pompi

Preghiera al cielo

Sale la luna
nel buio della notte
il blu del cielo
mi fa pensare ai tuoi occhi
buona notte amore
ovunque tu ora sia
c’è ancora una speranza
in fondo alla malinconia
Quanto tempo è passato
ormai sono solo e vecchio
ma c’è una ruga nel cuore
che non si vede allo specchio
stringo nella mia mano
ancora mentre ti penso
una foto di noi due
che ormai non ha più senso

Ma adesso che viene il buio
potrò sognarti ancora
immaginare che il tempo
non sia passato in un‘ora
mi basterà guardarti
sentirti dentro di me
amore mio
raccontami di te
amore mio
finalmente sono con te.

Sandro Orlandi

Published in: on luglio 7, 2011 at 07:14  Comments (6)  
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Acqua di lago

Acqua di lago toccata dal vento
morbide onde accarezzano idee
travolte dalla vita
rotolanti nella sabbia dei problemi.

Riflessi emanano luci intermittenti
in un alito di sentimento
rubato al tempo.

Acqua trasparente
blu plissettato come vasto manto
a difesa della natura.

Sassi multiformi fermi a osservare
attendono pazienti
di trasformarsi in esseri viventi
per poter navigare immergendosi
in acque pure.

Maristella Angeli

Published in: on luglio 3, 2011 at 06:50  Comments (8)  
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Giorni

Vi erano giorni
per credere nell’opera
del mare
i suoi occhi pieni
culle di cielo
variavano
nella vastità

Vi erano giorni
colmi di strade dove
la montagna mediterranea
scendeva, s’appoggiava al blu
ne scorgevo la forza odorosa
anche se
pareva annegare

Vi erano giorni grandiosi
da incorporare
che scioglievano il moto del sale
lo spettacolo azzurro
mi inghiottiva
avvolgendo la sfera dei miei viaggi.

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 25, 2011 at 07:08  Comments (4)  
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Immersione

Nel blu della notte
mi tolgo lo scafandro di diffidenza
e ascolto, in apnea,
il tuo mare di bugie.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on giugno 13, 2011 at 07:08  Comments (10)  
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Cerco poesia in questo tempo strano

Cerco poesia in questo tempo strano
laddove so di non trovarla quasi più,
nei buchi tetri di solitudini taciute
o intorno ai tavoli dei bar deserti.

L’assenza di voci, non dico di sospiri,
insiste lungo le strade ingarbugliate
e plumbei i volti sono ora diventati
nell’euforia della dura rassegnazione.

Qualcuno mi dica dov’è che son finiti
gli allegri caroselli di tante umili genti,
gli innocenti svolazzi d’ammiccanti gonne,
il blu immacolato dei vecchi jeans.

Metalli, argenti, bronzi e ori finti
si sono sostituiti ai riflessi della vita
e splende il luccichio d’indegna vanità
mentre la terra geme, insieme a me.

Ridatemi il prezzo che ho pagato
per l’illusione di abitare in pace
un campo che confortevole credevo,
che invece, inesorabile, mi esclude.

Cerco poesia in questo tempo strano…

Aurelio Zucchi

dedicata al “Cantiere Poesia”