UNA GIORNATA IDEALE

Una giornata ideale sarebbe al mare in primavera oppure nel tardo autunno, quando si è così fortunati che  capita una giornata che non fa ancora freddo ma nemmeno quel caldo molesto che ti appiccica i panni addosso, ed al mare ci vanno quelli a cui piace davvero. Quelli che ne sanno cogliere le proprietà terapeutiche senza lasciarsi bruciare la pelle dal sole perché fa tendenza. Quelli che si accontentano di un panino e lasciano enormi pezzi di mollica ai gabbiani. Quelli che portano i bambini e gli tolgono lentamente il maglione perché non sudino troppo. Quelli che portano i cani a correre sulla riva stando bene attenti che non lascino ricordini poco simpatici. Una giornata ideale per me sarebbe proprio da passare al mare, nonostante si pensi che io non ami il mare in realtà è la calca sulla spiaggia che non mi piace, le distese di ombrelloni senza quasi spazio tra l’uno e  l’altro, proprio non mi attirano. A me piace il mare, quella distesa d’acqua così immensa che si può solo immaginare abbia mai una fine, non mi piace la sabbia, preferisco le spiagge coi sassolini. L’ideale sarebbe andare dopo una notte di mare mosso, sarebbe bello trovare non solo bottiglie di plastica e rifiuti in genere, ma conchiglie delle quali non conosco il nome: non per questo posso fare a meno di notare la perfezione della natura nelle piccole cose. E quei pezzi di legno levigati dal mare che sembrano sculture, che come succede per l’arte moderna, ognuno ci vede dentro quello che vuole e forse non ci vede niente. Una giornata ideale di fronte al mare con un panino ed il vento leggero sul viso ed il calore dolce del sole che mi attraversa i vestiti e nessuna voglia di tornare.

Maria Attanasio

Pezzi di vetro

L’uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l’angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
nè acrobati nè mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent’anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
“è mia”; sottindente la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l’uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.

Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice “È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito”.
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.

FRANCESCO DE GREGORI