Scosse

Mentre la terra si burla della povera gente
le rovine sotterrano respiri e grida
mozzate a metà
(la vita è su una ghigliottina, si sa).
Riverbero irrispettoso di qualcuno che sorride
al suo portafoglio di parole e promesse:
esistono monumenti da rielaborare con fondi
di concerti poi dimenticati
(le istituzioni sono un circo, si sa).

Come una guerra, forse peggio:
ognuno a braccetto con il proprio pallido viso
che ad ogni paura si rimbocca di coraggio,
di sopravvivenza mescolata a miracolosità inerme
(è al destino che appartiene la vita, si dice)
proprio mentre manca (e mancherà per sempre)
il pane, infarinato di polvere e detriti
di parenti, amici, conoscenti
o di chiunque altro visto solo così
senza sorriso o lacrima
l’uragano si rimbocca le coperte
con la morte improvvisa
(la terra si scuote, è viva, si dice).

Tutto il baccano di ricostruzione
si spalma su accuse d’un paese
che affamato di giustizia
piange ancora i morti
su ali che di vorace e forte e bella
non ha ancora ripreso (ancora) a volare…
mentre si piange sempre sull’impotenza
d’un fuori controllo immune da colpe umane
(forse; ma questo non si sa, si dice).

Glò

Il silenzio

Non c’è silenzio mai fino in fondo: l’ho veduto
e poi tenuto in me, come un fiore ai libri belli.
Il verso del trifoglio nei prati:era la notte
il tempo dei veggenti
dell’ombra nei bicchieri.
Il tempo che le donne si tuffano nei laghi
e afferrano maniglie protese
lunghe file, di vasi e di lampioni
di coniugi a braccetto.
Era la notte falso armistizio, un giorno luna
coyote in mondi quasi impossibili
il fruscio, di due lenzuola in grave disuso.
Mai silenzio, perfetto per davvero
c’è solo stare soli.

Massimo Botturi

Noi

in anagramma
noi,
segugi di noi stessi
col fiuto addormentato
nell’apnea d’una sindone
illusoria.
Sarà la vita karmica
a prenderci a braccetto
con l’insegnamento della sofferenza.

Glò

Published in: on giugno 15, 2010 at 07:37  Comments (6)  
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