La donna continua

 
La donna continua a portare
brocche d’acqua sulle spalle
seduta sulla barca
che mai indietreggia
e nei suoi occhi dilaga
mare calmo,
verde smeraldo.
L’uomo è un faro immobile
sconfitto dalla notte
ha paura e non raggiunge
quella barca di pelle dolce
che nuda dondola
sulla spiaggia rosa del sogno.
Avrei una preghiera
quasi un tenero sussurro
da porgere al tuo orecchio
non fare come quel faro
abbandonati alla fiducia della vita
offrile il tuo cuore interamente
e luce sarà tutto intorno,
anche te irradierà.
Avrete amore,
amore immenso
e ve ne sazierete
senza patirne più la fame.
  

Dedicata a tutte le donne e gli uomini del mondo perché siamo tutti sulla stessa barca e insieme dobbiamo traversare la vita per raggiungere la riva dell’Amore.

Roberta Bagnoli

Destini – destinazioni…

 
Dove posano le loro brocche
le donne delle sabbie
che dalla sete inondano i deserti?
e dove i bimbi
si riparano dal sole
se le notti dei deserti
non portano respiro alle anime senza confini?
le notti sono quelle
esattamente come furono create con le stelle
e i corpi
i corpi sì sono quelli
che nessuno mai immaginò di dover coprire con la Terra
dove andranno gli uomini
che attraversano le sabbie
per incontrare il mare
se non ritorneranno dalle donne con le brocche?

Enrico Tartagni

Published in: on febbraio 20, 2012 at 07:32  Comments (9)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Poesia di oggi

Feroci fiumi montani
acque  come sproni
rapide corrono
verso la piana

Sul ponte ogni mattina
transitano donne
con brocche sul capo.
Il bosco, abitazione
fatta di canne
per il boscaiolo
domatore  di zanzare
decapitatore di alberi
in attesa.
Alcune barche
di legno selvatico
cariche di sementi
vanno dove corre
un rumore d’aratri
Dalla mia poltrona
il sole avvolto di piume
accarezza il mio volto
ah, potessi riscaldare
questa  vita
vicino ad un cuore,
intima stufa.
Ecco la sera
che come nave
ancorata di fronte
alla luna
dalla mia finestra
estrae una radice
quadrata
di una meteora.

Marcello Plavier

Vecchio ciliegio

Siamo cresciuti insieme,
primavera
dipingeva di fiori le tue brocche,
ornava il davanzale di foglie verdi
e di vermigli avventi
la bicromia stagliata sul tuo viso,
ed io coi trilli
arrampicato ai rami
coglievo i tuoi colori
e li gustavo
col sapore degli anni zampillanti,
e mi ricordo
quando muto e spoglio
aspettavamo insieme i tuoi germogli.
Ora il tempo è passato,
quest’autunno
eziandio mie foglie ha rattrappito…
ma tu vecchio ciliegio
aspetti ancora
il canto che ti scioglie
dalla briga del verno,
mentr’io svolazzo
dentro una bottiglia
in questa stanza muta
dove la primavera non dissonna.

Giuseppe Stracuzzi

Carezze come brocche

 
Carezze come brocche
colme d’acqua chiara
hai versato di passaggio
sulla riva incantata del cuore;
si è sciolto il tempo in respiri
di vivida speranza,
in attimi eterni di placido,
infinito amore.
Ha smesso il vento di spirare
canto funesto di atroce disfatta,
ha smesso il mare di urlare
pianto di anime abbandonate
su zattere senza futuro,
ha smesso la terra di sotterrare 
il pane spezzato della pace.

Roberta Bagnoli

Published in: on febbraio 26, 2010 at 06:56  Comments (10)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,