Tre fiammiferi

TROIS ALLUMETTES

Trois allumettes une à une allumées dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
Et l’obscurité tout entière pour me rappeler tout cela
En te serrant dans me bras.

§

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

JACQUES PRÉVERT

Published in: on maggio 5, 2012 at 07:42  Comments (6)  
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Confini

Nell’aria della sera
che arrotola gli ultimi fianchi del giorno,
io vado a caccia del miglior confine
per addentrami nei boschi di fiaba.

Ancora un po’ attenderò paziente
i coni della notte senza l’alta luna
e lì alloggerò l’ultimo urlo del vento,
cruda roccia che il sole abbandona.

Cosa sognerò nel buio di poche stelle,
che mi ricordi i fasti delle alte Corti,
che riaccenda luci e voglie matte
perché riveda la casa impossibile?

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 2, 2012 at 07:07  Comments (6)  
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Partire

Partire
all’improvviso partire
col cuore in gola
e l’animo in pezzi
correndo
partire.
Nel buio del finestrino
cerco una ragion d’essere
cerco un senso
che non esiste,
non esiste.
Trovo la notte invece
il buio della malinconia
la tristezza dell’addio.
Partire
presto, far presto,
correre
per arrivare da te
per abbracciarti
per tenerti stretta
raccogliendo le tue lacrime
per soffrire
e soffrire
ancora soffrire…
insieme a te.

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 29, 2012 at 07:07  Comments (8)  
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Ricordi azzurro-chiari

Oh esiliati dell’anonima montagna,
Oh gioielli dai nomi soffocati nella palude del silenzio,
Oh voi, di cui il ricordo pallido si è smarrito
nell’acqua torbida del mare della dimenticanza,
dov’è finita la limpida origine dei vostri pensieri?
Quale mano devastante si è portata via i vostri volti aurei?

In questo vortice, artefice del buio,
dov’è finita la vostra calma lunare?
Se, dopo questo tormento, portatore di morte,
il mare si calmasse,
se le nuvole si svuotassero di sofferenza,
se la luna portasse affetto,
giungerebbe il sorriso?

Se il cuore della montagna si intenerisse,
crescerebbe l’erba e ci sarebbe l’abbondanza?
Sulle sue alte vette, uno dei vostri nomi diverrebbe il faro?
La comparsa dei vostri ricordi azzurro – chiari,
darebbe speranza agli occhi stanchi dei pesci spaventati
dal tumulto del torrente?

NADIA ANJUMAN

L’ Osservazione del [mon] Se

Mi accompagno in una qualsiasi anteprima d’appoggio.
Constatando che tra le punteggiature esiste
un effimero alcolismo da strapazzo, ma non folle
di dis/egualiata dis/umanità.

E’ possibile che osservo tutto al buio?
Forse anche no.

Lo strimpellìo d’un bagliore
mi toglie di dosso ogni bavaglio
accappucciato per difesa,
MA
non per l’invisibile trauma
del non voler capire [me].

Glò

Published in: on aprile 23, 2012 at 06:49  Comments (4)  
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Non ora

 
 
Non ora
Non in questo giorno
Grigio da far spavento
Io non vedo stelle
In questa notte
Non vedo luce
Nel giorno che arriva
Solo angoli bui
E la paura
Mi assale
Non ora
Non in questo istante
Che non sento
Ma è il mio presente
Ed io non ci sono
Come se mi camminassi addosso
Senza ombra e contro vento
Finirà questo buio dentro
Questo vuoto d’anima
Che mi assale
Alle spalle?

Maria Attanasio

Published in: on aprile 6, 2012 at 07:13  Comments (7)  
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Traversata notturna

Lo sciabordìo del mare
scandisce i nostri pensieri,

il vento li trasforma
in sussurri senza parole.

I tuoi occhi mi vedono al buio
le mie mani ti sentono senza toccarti.

Tutto è perfetto
e scivola via senza fare rumore.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on marzo 27, 2012 at 07:08  Comments (6)  
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Fiat

ritrovamento fossile dell’anima
annunciazione
portata in superficie per la resa
e invece di sorprendersi per molto camminare
è nel restare fermi che s’incide
la propria impronta

spiegare al cieco nato le misure prospettiche
al sordo l’armonia
al corpo l’insostanza
e scrivere la vita con gli steli
di fiori secchi

se non fosse l’inciampo nell’oscuro
della spietata luce
non avremmo contezza
non ci sarebbe fossa a pretenderci vivi
in odore di santità distorta

gli assassini del corpo hanno le aureole
porgono cieli tondi in cui specchiare il niente

ci vuol coraggio a immergersi nel buio
del proprio esistere

Cristina Bove

Le ali di un angelo

Avevo scolpito una statua di dolore,
freddo come quel marmo il mio cuore.
Solo pensieri e interminabili silenzi,
notti di luna senza poesia e dolcezza,
stelle che schegge di felicità sembravano.
Frammenti di una sola stella distrutta.
Davanti a lei passai i giorni e gli anni,
lucida di lacrime su di lei versate.
Dal buio dei pensieri spuntò un angelo,
con le sue ali l’anima mia avvolse,
a se la strinse e la portò in volo, a lei
mostrò un cielo dimenticato da tempo.
Restarti accanto, disse, voglio per sempre.
Mai è per sempre, guardati intorno.
Volerai lontano al primo alito di vento
Che avverso soffierà su di noi.
-Se è questo che temi apri il tuo cuore-
Tagliò le sue ali e le pose ai miei piedi.

Claudio Pompi

La luce nella lampada

Non mi adombro se non capisco
cosa si celi
dietro la luce nella lampada…
quanto ancora possa ridefinire i contorni dell’immagine
di me
fino a trasformarne l’origine
e la genesi
non saprei
dipende dai sorgere dei soli dal tramontar di stelle e lune
dalla musica che cambia le mie note sopra il rigo
ed io ricambio dei favori
la luce con il buio.

Enrico Tartagni

Published in: on marzo 21, 2012 at 07:33  Comments (4)  
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