Anno nuovo

 
Anno nuovo
inventario vecchio
senza alcuna scelta
ci ritroviamo a riordinare cassetti
a sfogliare vecchi ricordi
a riesumare antiche speranze
siamo gusci ancora da riempire
pensieri baldanzosi
che sbiadiscono nel lento divenire
danza satura di ore
informe massa di idee
culmine di caos
che non può fare altro
che capovolgersi
quando si tocca l’infimo abisso
la risalita è d’obbligo
che l’augurio non tardi
a spaziare l’orizzonte
che la luce della rinascita
faccia presto a mostrare
il buongiorno nell’armonia
di un canto a più voci
nel respiro della natura
cuore d’amore universale.

Roberta Bagnoli

Sera

Stanco si addormenta il mondo
avvolto dalla coltre della notte.

Riposa, caro, sotto le ciglia chiuse
distendi la curva schiena dei monti
chiudi le corolle dei fiori

Veglia una mamma sulla culla del bimbo
nella stanza di borotalco
Veglia una donna sola
rimpiangendo un bacio non dato
Veglia un infermo
catturando le ultime stelle

Lunga o breve che sia, la notte sfumerà
in un’alba splendente

E dare il buongiorno
sarà rinascere ogni volta
dal buio della notte.

Sandra Greggio

Published in: on settembre 22, 2011 at 07:45  Comments (8)  
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Scomparsi

All’improvviso, senza motivo,
se non quello di una ottenebrata
e sconvolta mente… scompare.
Resti da solo davanti a quella porta
a chiederti dove sia.
S’apre il mare delle incertezze,
navighi tra un dubbio e una speranza,
rischi il naufragio nell’angoscia,
nell’attesa infinita davanti a un telefono
che non squilla, a una porta chiusa.
Ripercorri quella vita per capire,
alla fine ti fermi davanti a quella porta
oltre la quale c’è il buio di una notte,
dove tutto si inabissa o un alba di nebbia
che tutto ammanta e confonde come
i tuoi perché senza risposta.
La vita continua ma dentro qualcosa
è fermo, sospeso sul mare dell’incertezza.
T’accorgi, senza volerlo, della normalità
che manca.
Non hai una stella, triste o gioiosa da seguire.
Navighi alla deriva tra la morte e la vita.
Aspetti che quella porta si apra, che il telefono
Squilli.
Ti manca quel buongiorno disattento
così come un addio che non c’è stato.
Tutto è sospeso, silenzioso.
Il tuo mondo si è fermato davanti
a quella porta chiusa come la mente
di chi andandosene
più di una morte lascia il vuoto.

Claudio Pompi

Tirando le somme

Avrei voluto comprendere
una finestra più in là
oltre a quel cortile
di passi anonimi
e “buongiorno” bisbigliati
dell’anziana vicina
che stende sorrisi
e coperte colorate
O un naso più in giù
in fila con le formiche
ai piedi delle verdi pareti ,
mossi dalla brezza
[l’erba dei prati in primavera ]
e di rugiada .
Se avessi potuto, ora avrei
nei capelli
un catino di luna rovesciato
e nelle tasche
qualche centesimo
di certezza in più.

Anileda Xeka

Quante poesie


Una per la Gente una per chi si pente
Una per chi se la piglia una per mia figlia
Una per il cuore una per l’amore
Una per un bambino una per il destino
Una per sorprendere una per chi si vuole arrendere
Una per il buongiorno una per un ritorno
Una per la fede una per chi non più crede
Una per la rosa una per ogni cosa
Una per i vecchi una per chi si arrampica sugli specchi
Una per emozionare una per chi non sa parlare
Una per gli ammalati una per gli emarginati una per gl’indaffarati
Una per gli equilibristi una per le persone tristi
Una per chi la vorrà una per la felicità una per la città
Una per la notte una per le mie lotte

Una per chi non da retta
Una per chi a Natale per diventare buono non aspetta

Ognuna un seme che può sembrare brutto
ma quando cresce porta un gran frutto

Pierluigi Ciolini