Porta Pila

C’è un uomo seduto che fuma, un altro sposta cassette
Un fuoco fatto con cartoni scalda loro le mani, si guardano muti
Una donna col burka prepara un bancone di frutta e verdure
Una vecchia aggrinzita mormora una nenia di sapori lontani
Mentre la nebbia piano si evapora nel giorno che nasce

Passanti frettolosi si avviano al lavoro salendo sul tram
I primi clienti si muovono fra i banchi leggendo i cartelli
Anche oggi si deve mangiare e la spesa è sempre pesante
Alcuni ambulanti cominciano i canti decantanti la merce
Il mercato si anima si mescolano donne di colori diversi

Un ragazzo arriva cantando portando caffè e panini
Il mattino si apre nel sole diffondendo luce e tepore
La piazza nasconde ancora l’antico parlare
Ora si mescolano lingue e dialetti di ogni paese
il ragazzo che ero non trova gli antichi clamori
a quei tempi non si era mai soli si respirava la gioia.
Ora vecchio nascondo nel cuore il dolce ricordo
Non c’è nulla più inutile di chi non aspetta più nulla.

Marcello Plavier

Donna dell’Islam


Desideri repressi
sotto le pieghe opprimenti
del burka.
Vai nei deserti urbani
su squallidi marciapiedi
cosparsi di cicche.
Rasenti
i muri delle piazze
senza volto
davanti alle vetrine.
Carovane in coda
ai semafori
nomadi in fretta
senza sorrisi
per mercati illusori.
Giunge la sera
sulle alte mura
della tua cella e
la voce del muezzin
invita alla preghiera
piegandoti
ripeti:
“Allah è grande.”

Graziella Cappelli