L’arte della polvere

 
Fino al vespro
le nostre biglie,
rotolavano tra i seni
dell’incanto
sfidando precipizi
acerrimi.
.
Imparavamo incauti
l’arte della polvere
che corteggiava
i respiri di gioco
o disegnava l’aria ferita
nell’assenza di una mano,
di uno straccio di amore
con cui lenire le patine
sul legno nodoso.
.
Fino al vespro
le nostre biglie coriandolo
si pizzicavano,
e urtandosi l’un l’altra
deviavano l’attesa
restando ferma la meta.
E imparammo
a puntare le ginocchia
in terra
facendo callo al dolore.
.
Saliva al cielo,
ricordo,
dai nostri passi bimbi
la polvere di gioco,
e tornavamo a casa
preghiera.

Stefano Lovecchio

Canto alla notte


Nel tuo baccello di stelle
ad uno ad uno
ho visto nascere
fotogrammi fulgenti
d’eterni sogni incantatori.
Nell’incertezza
delle tue braccia
rannicchiandomi ho tremato,
nudo cuore smarrito,
levigato
da ogni callo di realtà.
Ho invidiato la morte
col suo assordante,
infinito mantello,
amato il filo d’erba
che commuove l’alba
con muta rugiada,
e ho abitato l’istante,
mattone del tutto
che figura l’essere.
Ma questo inesorabile
migrar di comete,
alla perenne ricerca
d’altri natali, Notte,
scaglia immani,
astronomici silenzi
sulle mie labbra avvinghiate,
inabissando in mari diversi
l’infinitesimale mio
cercar poesia.

Flavio Zago

Quando l’anima duole

Quando l’anima duole
non c’è rimedio immediato
L’impalpabile non cicatrizza
e neppure fa il callo

Anna Maria Guerrieri

Published in: on aprile 22, 2010 at 07:37  Comments (5)  
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