Ho sudato camicie

 
per mantenere il tuo amore
sollevato montagne
e lanciato catapulte
spillato otri e consumato stivali
mangiato cipolla e cenere
per darti pace d’amore
cucito brandelli e ricucito
stracci diventati
scialle di porpora
cavalcato e scavalcato
pianto a risata garganella
di vetri sulle rive
per vederti sorriso.
.
Secoli di fatica e ora
dove spando  muscoli d’amore?

Tinti Baldini

Non perderti

A te donna stanca del tuo vivere
all’ombra di rimpianti che nubi
diventano nel tuo cielo di sogni,
volgo il mio pensiero
dal cuore di uomo che ama nasce
invocazione al tuo io morente,
al tuo sentirti ancora donna,
al sentir che il tempo passa come
acqua tra le mani protese senza
che amore, anche carnale, tra loro
si posi per darti ali che a quel cielo
di sensazioni dipinto ti sospinga.
Lascia per un momento di pace
i tuoi sorrisi che altri illudono
e di comodo egoismo si nutrono.
Esci dal tuo nido di madre, moglie,
di donna che non dà pensieri,
dai tuoi libri in fretta letti e richiusi,
dalle camicie stirate dalla cena
che ognuno accontenti.
Almeno per un momento, uno solo,
ama chi per primo a te darà amore.
Non sarà tradimento ma breve respiro.

Claudio Pompi

Valigie

Voglio cantare tutte l’ore grigie
in questa solitudine pensosa
mentre raduno ogni mia vecchia cosa
a riempir le mie vecchie valigie.

Oh le valigie, le compagne buone
dei poveri viaggi in terza classe
vecchie, sfiancate, fatte con qualche asse
sottile e con la tela e col cartone.

Le camicie van qui da questa parte,
quaggiù ai colletti cerco di far posto,
lì le cravatte e qua, quasi nascosto,
un manoscritto, e ancora libri e carte.

Ecco il pacchetto della mamma. Odora
vagamente di cacio e di salame.
Già, se avessi in viaggio ancora fame.
E questo libro e un altro, un altro ancora.

Dove vado? Non so. Ma mi sovviene
d’averla pur desiderata questa
partenza come, il piccolo, la festa
che col serraglio e con la giostra viene.

Dove vado? Non so. Ma pare a me ch’io debba
vivere senza scopo, allo sbaraglio;
e a tratti con l’inutile bagaglio
partir per i paesi della nebbia…

MARINO MORETTI