La casa col cancello

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Noi camminiamo sempre insieme
perchè tanto
noi due
non stiamo lì a guardare se lontana
c’è la meta
o se le nostre scarpe ricompongono le impronte del passato
per noi due
basta il filo
che tendiamo nell’aria che separa i nostri sguardi
che riconoscono i sentieri lasciati indietro
trasformarti senza darcelo a vedere
in un cammino che non desidera sapere
ne ciò che è stato
ne ciò che diverrà…
noi ci fermiamo qui
alla casa col cancello …
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Enrico Tartagni
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Published in: on marzo 30, 2012 at 07:38  Comments (3)  
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Una cattedrale nel mio cuore

 Cattedrale
 
 
Ho costruito per te
una cattedrale nel mio cuore,
una cattedrale senza ceri
ma con i tuoi occhi
ad illuminarmi il cammino,
senza Santi ma con il tuo cuore
a farmi del bene,
senza voti
ma con le tue mani
per costruire le ore di tutti i miei giorni.
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Ho costruito per te
una cattedrale nel mio cuore,
senza cori
ma con la tua voce
a ricordarmi ancora quanto amore
si può dare ed avere
dagli occhi dalle mani,
dalla voce dal sudore dal sangue
dal petto e dal ventre,
Madre.

Maria Attanasio

Published in: on marzo 27, 2012 at 07:18  Comments (11)  
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Stella cadente

 
Luce limpida che accarezza il cielo,
scintilla notturna che traspare nel vento,
compagna di sogni e speranze…
Illumini il buio del mio cuore
guidandomi verso il sole del mattino.
Ed è così che, nel cuore della notte,
la mia anima ridisegna un nuovo cammino

Annalisa Savarese

Published in: on marzo 10, 2012 at 07:04  Comments (8)  
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Legittima estorsione

 
La norma presuntiva
allaccia il tempo
dell’agnello e del lupo
ai giorni nostri,
il mostro di mille teste
complici
che puntano
al banchetto
è legittima mafia
corazzata,
dirottano le pieghe
con l’avallo
potente
del diritto
delle pale del mulino a vento
che aspetta al varco
lance di cartone…
e don  Chisciotte indomito
persevera il cammino
confidando
in qualche spada
che si unisca al coro…

Giuseppe Stracuzzi

Un sogno, un viaggio

 
In fondo a quel molo senza uscita
liberammo le ali dell’albatro
perché fossero da guida
ai nostri  pensieri.
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Non seguimmo la strada del bosco,
né la scia della chiglia sembrava sicura.
Scegliemmo una nuvola scura
come stella polare del nostro cammino
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Poi ancora a tentoni
sparpagliammo le braccia
alla cerca di luce
dormendo per sbaglio
nel letto del fiume.
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Conchiglie trovate per caso sul greto
e vasi strappati al profondo del mare
ci porsero tracce di orme lontane
e bisbigli sommessi di antichi rottami.

Lorenzo Poggi

Strada maestra

Morire, per rinascere:
il silenzio degli alberi,
è l’autunno senza foglie.

Mano nella mano,
scolari e pali,
accompagnano,
predestinati, la via.

Ma perché
continui a ridere,
a gridare?
Quando,
quando crescerai?

Certo, di là,
ci sarà più spazio
per essere grande.
Certo, ritroverò
la sincera luce azzurra
e l’immane quiete
di rami contorti e protesi
a trafiggere il cielo,
per perpetuare il rito del tatto.

La mia vivida lingua sarà muta
solo quando avrà perso le radici,
e l’ anima orfana
solo quando mi avrà mangiato.

Proseguo imperterrito, intanto,
il mio cammino d’alunno di vita.

Flavio Zago

Published in: on febbraio 18, 2012 at 07:18  Comments (4)  
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Io son sì stanco

Io son sí stanco sotto ‘l fascio antico
de le mie colpe et de l’usanza ria
ch’i’ temo forte di mancar tra via,
et di cader in man del mio nemico.

Ben venne a dilivrarmi un grande amico
per somma et ineffabil cortesia;
poi volò fuor de la veduta mia,
sí ch’a mirarlo indarno m’affatico.

Ma la sua voce anchor qua giú rimbomba:
O voi che travagliate, ecco ‘l camino;
venite a me, se ‘l passo altri non serra.

Qual gratia, qual amore, o qual destino
mi darà penne in guisa di colomba,
ch’i’ mi riposi, et levimi da terra?

FRANCESCO PETRARCA

Desideri

Mi sono caduto addosso
con tutta la rabbia dentro
scavando gallerie nel deserto
e tanta voglia di te.

Adesso che lascio impronte
delebili
vorrei essere oltre l’orizzonte
a volare distanze bianche.

Solcare mari agitati
lasciando segni
indelebili
dei miei sogni incompiuti.

Sentire salire le voci
come fantasmi dal fondo
e scimmie aggrappate alla spalla
come pappagalli eterni.

E poi stendermi al sole
per cercare le stelle
strappate
dai ricordi di una notte.

Riprendo il cammino
rotolando sulle ginocchia
fino a sfondare il muro
dell’incomprensione.

Lorenzo Poggi

Dalla polvere

Fra le righe
di me
tra macigni
sul mio cammino
nelle battaglie perse
della ragione
non trovai

ma dalla polvere
del tuo amore
ancora su di me
e da parole nascoste
fra gli affranti
come fenice risorsi
e su giorni bui
spiccai il volo

Pierluigi Ciolini

Published in: on dicembre 28, 2011 at 07:17  Comments (4)  
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Ascolta il passo breve delle cose

-assai più breve delle tue finestre-
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E’ fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c’è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.

ALDA MERINI