Quandanco se finisser gli universi

 
Fiori,  come pensieri,
si ergono nell’aria
e nell’aulir svelto del vento,
spesso feroce,  e d’improvviso accento.
Il lago di un azzurro
più lucente dal Sole, prodigo,
ché di  marina indora
tra prato alpino e rivo spumeggiante.
Attesa al primo balzo,
alto,  il camoscio,
di vetta in vetta sempre più vicino,
poco ha di meno di un fortùito inconscio.
Il salto dell’umano
studiato e meno vano
non raggiunge l’amore:  pesa
di odio che lo circonda, immersi  siamo.
E la condanna è questa!
Noi siamo eterni:  saremo,
di passaggio, per l’Eterno avvenire,
quandanco se finisser gli Universi.
Solo Pace, Bontà, Perdòno, Amore
potranno  unirci al Primo Creatore.

Paolo Santangelo

Tête d’homme

Io ho una testa, la fonte della vita,
e solo quella . . . vetta che fora
nell’azzurro.
.
E la mia vita, tra i picchi
superbi di basalto della mia mente,
è appesa a un filo.
.
Piccoli movimenti con il capo. Immobile
corpo sotto, senza sensazioni, rupe
e prato fiorito di smeraldo, nella sua parèsi,
giova come custode della mente:
.
solo il cervello, come ghiaccio, nevi immacolate,
nient’altro, in scleròsi combatto, coi computers,
per accostarmi vagamente agli altri.
.
E, in parte, ci riesco: agile salto del camoscio,
volo dell’aquila regina maestoso, vigile fischio
di marmotta, rauco grido del corvo, smagliante
volo del fagiano d’oro.
.
Effimera illusione della vita che passa,
per tutti.

Paolo Santangelo