Constatazione amichevole

Non sembra più la stessa estate:
l’ortodossia del nudo di paglia
il sangue caldo.
Ma solo una carenza di aria,
una carlinga, per l’aviatore senza più nafta
e stelle al vetro.

Questa mattina ondeggiano gli alberi,
li amo.
Perché sono capelli di donna in un canale
e hanno gambe di donna
e tenerezze;
anche s’estate non sembra più la stessa,
e il giallo delle strade lavate toglie il fiato.

E tutte queste prugne selvatiche le amo
perché fan precipizio di uccelli in banchettare,
così l’estate sembra la stessa
anche per poco.
A ricordarlo viene anche il cero volto al santo
le tue levate notturne
l’orinare, senza mai niente addosso;
così che al buio sembri una lucciola smarrita
tra la magnolia e il muro,
un lontano temporale.

Massimo Botturi

Afrodite

Tu, che li baci d’ogni sorriso
come luna
stampata alla carlinga dell’aviatore solo;
non sai che tutte quante le pene
io ti vedo, svanire nel miracolo
dell’invenzione madre.
Che il vanto delle mani racconto
le tue avute
in sere d’insabbiate paure
di animate, colluttazioni in nubili corpi.
Ed ogni aurora
ben tesa dagli uccelli nel becco
qui mi viene
quando nel sonno ancora t’allunghi
alla memoria, del ventre mio
che piano respira
e s’accalora.

Massimo Botturi