Giornata Mondiale della Poesia 2011

La segnalazione mi è venuta da Roberta, e devo dire che sarebbe stato imperdonabile lasciare l’evento sotto silenzio!  Per quanto sempre in affanno ed in lotta contro il tempo, il nostro Cantiere non può ignorare la Giornata Mondiale della Poesia istituita dall’UNESCO, che coincide ogni anno con l’arrivo della primavera (sempre che quest’anno ce la faccia ad arrivare….). Speriamo davvero che significhi qualcosa, in questo mondo così gravemente colpito da sciagure non sempre inevitabili e non sempre da attribuire alla natura,  un mondo che sembra immerso in un inverno perenne di stoltezza, indifferenza e prosaico egoismo.  La poesia è ancora viva, perchè  è un bisogno dell’umanità: nulla è perduto, finchè ci saranno i poeti a dar voce alla speranza.

In questa pagina di Google potrete vedere alcune delle iniziative che si stanno svolgendo in questi giorni per celebrare l’evento. Noi nel nostro piccolo vogliamo contribuire con un piccolo omaggio alla nostra più grande poetessa, scomparsa da poco più di un anno,  nata proprio il 21 marzo di ottant’anni fa:

 

IL VOLUME DEL CANTO

Il volume del canto mi innamora:
come vorrei io invadere la terra
con i miei carmi e che tremasse tutta
sotto la poesia della canzone.
Io semino parole, sono accorta
seminatrice delle magre zolle
e pur qualcuno si alza ad ascoltarmi,
uno che il canto l’ha nel cuore chiuso
e che per tratti a me svolge la spola
della sua gaudente fantasia.

ALDA MERINI

La passeggiata


Partiam partiamo, partiamo pure
del ludibrio in liquidazione
verso le folli ematiche avventure
vendesi un’oncia di illusione
con lampone panna e cioccolato
e latte fresco di Pigmalione
il sindaco è stato avvisato
sull’invetriata si fa produzione
di talco sottovuoto inscatolato
audace odoroso apireno limone
sosta negli angoli della via
come candido flaccido lenone
refrigerati galloni di poesia
con stringhe ecologicamente mute
vivacizzate da vaporosa zia
volpi mattamente astute
introdotte dentro a scritte
regalano sacchi di vedute
su fitte palafitte di ditte
smercianti liriche con carmi
avanzan pinte di motoslitte
a decalitri sfilano gendarmi
pubblicitariamente inermi
per evitare azzardati allarmi
intanto kilometri di vermi
si sbracciano per contrabbandare
l’utilità di trilioni di germi
tu! non te ne devi mai andare
da questo splendor di parapiglia
il consumo è virile adorare
spanne fantastiche di meraviglia
subdolamente ad arte preparata
con due quattro palle e una biglia
seminar di metrica squinternata
di single su triangoli di terra
intenzionalmente sgraffignata
offresi slanciato zappaterra
per produrre bulbi di Tropea
da esportare in Inghilterra,
per un tantino di prosopopea
lo strambotto entra in idillio
con una lifting rifatta dea
scatta esternazione e cipiglio
in povero pleonasmo ridondante
di presunzione certamente figlio
sbilenco guercio stravagante
fra tesi ed arsi perde piede
stralunando il supremo garante
tutti quanti il con cui si siede
posate bene ad INIZIO APRILE
se in primavera ponete fede
si può svuotare il vecchio barile
perché il parlar non sia indarno
è pronto il detersivo del Brasile,
si scancelli quel figuro scarno
risciami allegramente la gente
peripateticamente sul lungarno
poi di nuovo a casa finalmente
torniam torniamo, torniamo pure
seduti all’ombra di alloro aulente!

Sandro Sermenghi

Straccione sognatore

Non mi sento giullare
che tragga, invitato alle feste
baccanali accordi per canti
di campagne elettorali;

nè men colui che nella notte
ricerca le stranezze cerebrali,
ridanciano ai carmi conviviali;

né quei che, torvo misàntropo,
impreca a tutto il mondo, per
il governo ladro e farmacisti.

Né sono un nibbio che tempra
l’ale al volo a una catena,
che lo tien stretto al suolo.

Sono un povero povero
straccione sognatore,
che anela il cielo azzurro,
ma s’inebria del ben triste
sussurro della pioggia

…come a una canzone.

Paolo Santangelo