Porta Pila

C’è un uomo seduto che fuma, un altro sposta cassette
Un fuoco fatto con cartoni scalda loro le mani, si guardano muti
Una donna col burka prepara un bancone di frutta e verdure
Una vecchia aggrinzita mormora una nenia di sapori lontani
Mentre la nebbia piano si evapora nel giorno che nasce

Passanti frettolosi si avviano al lavoro salendo sul tram
I primi clienti si muovono fra i banchi leggendo i cartelli
Anche oggi si deve mangiare e la spesa è sempre pesante
Alcuni ambulanti cominciano i canti decantanti la merce
Il mercato si anima si mescolano donne di colori diversi

Un ragazzo arriva cantando portando caffè e panini
Il mattino si apre nel sole diffondendo luce e tepore
La piazza nasconde ancora l’antico parlare
Ora si mescolano lingue e dialetti di ogni paese
il ragazzo che ero non trova gli antichi clamori
a quei tempi non si era mai soli si respirava la gioia.
Ora vecchio nascondo nel cuore il dolce ricordo
Non c’è nulla più inutile di chi non aspetta più nulla.

Marcello Plavier

Pioggia sui vetri

Ieri volevi la pioggia
dicevi
com’è romantica,
il ticchettìo
sui vetri
concilia
il nostro amore.
Pozzanghere,
fango,
il fiume ha straripato
si è portato via
i cartoni,
qualcuno non saprà
dove dormire.
Com’è romantica
la pioggia sui vetri,
ci giriamo sul fianco
abbracciati
sotto le coperte –
il gatto
non trova più
la strada di casa.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on settembre 18, 2011 at 07:13  Comments (7)  
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Il tempo

Ladro di ombre,
di cieli stellati
e chiarori lunari
con amori vissuti,
amori mai nati
Ladro di sogni infantili
mutati in notti insonni
tra vecchi pensieri ammuffiti
tra cartoni strappati
tra nastri scoloriti
che raccolgono pensieri
mai espressi
Ladro di un passato
frettoloso e inquieto
alla ricerca di te
tempo svanito.

Gianna Faraon

Published in: on luglio 1, 2011 at 07:34  Comments (3)  
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Raffaella

Raffaella dormiva
nel suo letto di cartoni sognava
di dipingere la volta del cielo
coi colori dell’arcobaleno.

Raffaella parlava nel sonno
col suo unico amore
lo guardava negli occhi e sorrideva
gli chiedeva: “facciamo l’amore?”

E sotto di lei vedeva
il mondo a testa in su che la guardava
c’era una grande folla che l’applaudiva
e finalmente lei non si sentì più sola.

Raffaella tremava
col freddo che faceva tremava e sognava
di scrivere poesie in riva al mare
la neve che cadeva senza far rumore
sulla panchina dove i giornali bagnati
mandavano il profumo di fiori e di estati
di vite consumate e di occasioni perdute
correndo per appuntamenti mancati…

Ma d’improvviso il sole
uscito da una nuvola
col suo calore
la prese tra i suoi raggi
così sinceri
la riportò nel mondo…
…quello di ieri.

Raffaella puzzava,
Raffaella beveva
Raffaella era sporca
ma Raffaella…
era viva!

Sandro Orlandi

Come lucertole al sole


Senza capire
senza più sperare
strade lucide di pioggia
da strisciare
e ridere al ricordo
di labbra piene di vita
e piangere con gli occhi offesi
l’odio dei calci presi
all’angolo
o sotto un portone
sotto i cartoni
per difendersi dalla notte gelata
ma c’è stato un tempo in cui
inseguivi aquiloni
e ti ripromettevi di imparare
i nomi delle costellazioni
ed avevi il fiato corto
degli amori veloci
sapevi a memoria
le poesie di Neruda
nessuna offesa
solo qualche ferita
ora il vino dal cartone
scende giù in gola
e stranamente non ti scalda
ma un po’ consola
e non c’è fede qui
che lavi via lo sporco
che liberi dai cattivi odori
solo quel tempo che resta
nella pace della notte
finché quiete duri
prima che il mondo
ritorni a correre ed urlare
quel poco e niente che vale
poi come lucertole
ci si scalderà al sole.

Maria Attanasio