Ajsha

La domenica che rivide Ajsha
non volle farsi leggere la mano.
La vide assorta, chiusa come una i,
che guardava soprattutto il cielo.

Le domandò allora cosa avesse,
dov’è ch’era finito l’estro suo,
la parlantina solita di sempre
ai piedi dei gradini della chiesa.

Rispose lei ed anche a malapena
di non avere voglia della vita.

Nessuna quotidiana profezia,
Ajsha chiese al signor Mario Rossi
notizie fresche della Primavera
mentre cascate di capelli neri
smorzavan flussi dell’antico ardire
e in rossi lobi gli ori erano rame.

Aurelio Zucchi

Legame

Perché questo filo d’acciaio non si stacca
da questo ventre lacerato?
ti trascino da troppo tempo
ti possiedo da sempre
Infinite estati e inverni
albe e tramonti
Fiumi di lacrime abbiamo attraversato
Questo filo che ci lega inseparabilmente
ci sorregge, ci aiuta a non affondare
tra le cascate impervie della vita
La mia non volontà
di spezzare questo legame
che mi uccide un po’ ogni giorno
consapevole che ciò accade
è fonte di vita
la mia vita, e tua
Le tue viscere sono
da sempre unite alle mie
Io capisco il tuo dolore
ti guardo e già conosco
il tuo pensiero
Non sono veggente ma
la tua anima inquieta
carica d’amore e di dolore
non si può separare dalla mia
Tutto è unito
dal il DNA che porti nelle vene
nella pelle, nel cuore.
Tutto ciò che ami io amo.
I tuoi errori sono i miei
ciò che generi le mie paure
Prima dell’evento io lo percepisco
nel bene e nel male ciò che succederà
Cammino su quel filo mille volte
dall’inizio della tua vita
questo succederà fino alla fine della mia
dammi tu la forza per rompere questo filo
Perché tu non debba portarlo come impiccio
fino alla fine dei tuoi giorni
Perchè io non sia zavorra per te.
Che almeno i miei occhi stanchi
possano vederti volare
senza i fili che ti legano a me
che tu possa vivere senza la solitudine
che ti accompagna da sempre
Che la consapevolezza e la forza che hai
siano doni per vivere l’amore
possa essa far superare gli errori e i rimpianti

Gianna Faraon

Dolci acque sempre più rare

C’era una volta un fiume.
Adesso è solo un torrente.
Cascate e cascatelle sui massi
spruzzano ai lati millegemme
iridescenti, su piante, su fiori,
che, quasi di nascosto,
suggono  dolci acque
sempre più rare:
ignare corrono ancora,
ma sempre più piano,
sempre cantando  meno.
Ruscèllo per conche più ampie
di pascoli verdi, per fresche
pinete, abetaie fino a valle
croscianti in muggiti
d’armenti, tra greggi belanti,
presepi viventi
di baite, margàri
di villiche case, di genti lontane,
ora assenti…

Paolo Santangelo

Legame

Perché questo filo d’acciaio non si stacca
da questo ventre lacerato?
ti trascino da troppo tempo
ti possiedo da sempre.
Infinite estati e inverni
albe e tramonti
fiumi di lacrime abbiamo attraversato.
Questo filo che ci lega inseparabilmente
ci sorregge, ci aiuta a non affondare
tra le cascate impervie della vita.
La mia non volontà
di spezzare questo legame
che mi uccide un pò ogni giorno
consapevole che ciò accade
è fonte di vita
la mia vita, e tua.
Le tue viscere sono
da sempre unite alle mie.
Io capisco il tuo dolore
ti guardo e già conosco
il tuo pensiero.
Non sono veggente ma
la tua anima inquieta
carica d’amore e di dolore
non si può separare dalla mia.
Tutto è unito
dal il DNA che porti nelle vene
nella pelle, nel cuore.
Tutto ciò che ami io amo.
I tuoi errori sono i miei
ciò che genera le mie paure
prima dell’evento io lo percepisco
nel bene e nel male ciò che succederà.
Cammino su quel filo mille volte
dall’inizio della tua vita,
questo succederà fino alla fine della mia.
Dammi tu la forza per rompere questo filo.
Perché tu non debba portarlo come impiccio
fino alla fine dei tuoi giorni.
Perchè io non sia zavorra per te.
Che almeno i miei occhi stanchi
possano vederti volare
senza i fili che ti legano a me.
Che tu possa vivere senza la solitudine
che ti accompagna da sempre.
Che la consapevolezza e la forza che hai
siano doni per vivere l’amore.
Possa essa far superare gli errori e i rimpianti.

Gianna Faraon

Mentre l’eterno avvolge


Religione negli atomi dell’acqua
di vita in una eternità dorata,
sulla montagna di albiche cascate,
calli di pini giovani di muschio.

Il vortice nella città. È passato:
giorno, ansante, acre, irrespirabile.
Tutte le tinte, sensazioni strane,
le prospettive, scorci più impensati
son passati nel minuto affannoso…

Un rumor di ferraglie, notte nera,
Treno lontano che divora il piano:
biscia fosforescente, strìa di luce.

Suoni dal fiume. Il mistero del fuoco
è delicato come l’uragano
della mia pazzia. Non una sosta,
nella vita mia, si calcian ciottoli,
al buio, nella fonda notte senza
volere, sperando, mentre l’Eterno
avvolge gli altri Mondi vagabondi
in simbolitragedia dell’inferno
o dolce paradiso…
.                                  . Monte pieno
di passi, sassi che non vuoi calciare:
rumori vuoti di anime sporche
fanno la eco in miliardi di stelle.

Paolo Santangelo

Carnevale

Riempirò il mio giorno con cascate
di colori e di suoni,
con nature morte e melograni
e l’uva che sporge dal vaso.

Indosserò tessuti color dell’arancio
e mantelli verde smeraldo.

Colorerò la mia faccia
per non sapere la razza
e girerò intorno
per conoscere il mondo.

Toglierò gli occhiali da sole
e passerò tra la gente.

Cercherò di dare spettacolo
per non essere visto,
pensando alle capanne di fango
ed ai deserti della nostra coscienza.

Lorenzo Poggi

Ciliegio fiorito

Ciliegio fiorito,
giardino segreto,
labbra sospese
su occhi affamati
e mani assetate
delle tue mani,
della tua pelle
che profuma
e mi accende,
e di nuovo divampa
in torrente impetuoso,
che rompe il respiro,
che affronta dirupi
e sogna cascate,
alla luce del sole,
agli occhi del mondo.

Ma, dimmi,
quanto dista il futuro,
sarà brusco risveglio
o ancora rifugio,
calda neve di Maggio,
cristalli di fiore
che il sole non scioglie?

Kinita

Published in: on aprile 15, 2010 at 07:18  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Bellezza screziata

PIED BEAUTY

Glory be to God for dappled things—
For skies of couple-colour as a brinded cow;
For rose-moles all in stipple upon trout that swim;
Fresh-firecoal chestnut-falls; finches’ wings;
Landscape plotted and pieced—fold, fallow, and plough;
And all trades, their gear and tackle and trim.
All things counter, original, spare, strange;
Whatever is fickle, freckled (who knows how?)
With swift, slow; sweet, sour; adazzle, dim;
He fathers-forth whose beauty is past change: Praise Him.

§

Gloria sia a Dio per le cose variegate,
Pei cieli di accoppiati colori come una vacca chiazzata;
per le macchie rosee che screziano la trota nuotante;
per le cascate di castagne dal colore di carbone appena acceso,
per le ali del fringuello; per il paesaggio a macchie e a toppe,
parco, terra brulla, campo arato;
e per tutti i mestieri, e i loro arnesi, strumenti e attrezzi.
Tutte le cose contrastanti, originali, disparate, strane;
tutto quello che è cangiante, che varia (chi sa come)
col rapido il lento, col dolce l’agro, con l’abbagliante l’opaco;
Colui le produce la cui bellezza è al di là dei mutamenti: lode a lui!

GERARD MANLEY HOPKINS