Allegoria

(Giovani amori)

Così, lieve danzavi
sul tappeto del mondo,
col tuo essere errante,
vago sussurro.
Artista immane,
l’inventarughe del tuo viso,
intarsiava
pieghe sinuose, piene
di mille domande nascoste.

Scorrevi i tuoi giorni
stranieri, con l’estro
del rivo dell’alpe.
Cascatelle i sorrisi leggeri,
che posavi incauta qua e là,
tra le mie cose.

Ed uno, fra tanti
l’ ho custodito
e nascosto,
tra i miei sogni veri.
L’uso le sere d’Inverno,
per riattizzare
comete errabonde
e rischiararmi di luce celeste,
mentre cerco le mille risposte,
nascoste,
tra le grinze
dei sorrisi di Dio

Flavio Zago

Dolci acque sempre più rare

C’era una volta un fiume.
Adesso è solo un torrente.
Cascate e cascatelle sui massi
spruzzano ai lati millegemme
iridescenti, su piante, su fiori,
che, quasi di nascosto,
suggono  dolci acque
sempre più rare:
ignare corrono ancora,
ma sempre più piano,
sempre cantando  meno.
Ruscèllo per conche più ampie
di pascoli verdi, per fresche
pinete, abetaie fino a valle
croscianti in muggiti
d’armenti, tra greggi belanti,
presepi viventi
di baite, margàri
di villiche case, di genti lontane,
ora assenti…

Paolo Santangelo

Respirare l’azzurro

Canzone
lungo un sentiero
di farfalle
diffondersi di note
profumate d’erbe.

Risveglio nel bosco
ricami in controluce.

Cascatelle tra felci
incresparsi di pensieri
in fiore viola.

Respirare l’azzurro
e posarsi
sulle ali di un falco
nel vento.

Graziella Cappelli