Gioco col vento

Gioco col vento che mi parla
tra foglie ingiallite dal tempo
e come fiume in piena
racconta i silenzi dell’anima.

Ridere, correre, gioire
per poi fermarsi ad ascoltare
i battiti del cuore che risuonano
all’unisono con la melodia della natura.

Sfuggenti sono i ricordi malinconici
scivolati negli inganni della vita
insieme a parole vuote
che ora tacciono per sempre.

Libera da catene di falsità
m’inoltrerò nella limpidezza del cielo
e senza costrizioni di tempo
spalancherò il cuore a nuove emozioni.

Patrizia Mezzogori

La gioia di scrivere

Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
Ad abbeverarsi ad un’acqua scritta
che riflette il suo musetto come carta carbone?
Perché alza la testa, sente forse qualcosa?
Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
da sotto le mie dita rizza le orecchie.
Silenzio – anche questa parola fruscia sulla carta
e scosta
i rami generati dalla parola “bosco”.

Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
lettere che possono mettersi male,
un assedio di frasi
che non lasceranno scampo.

In una goccia d’inchiostro c’è una buona scorta
di cacciatori con l’occhio al mirino,
pronti a correr giù per la ripida penna,
a circondare la cerva, a puntare.

Dimenticano che la vita non è qui.
Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
Un batter d’occhio durerà quanto dico io,
si lascerà dividere in piccole eternità
piene di pallottole fermate in volo.
Non una cosa avverrà qui se non voglio.
Senza il mio assenso non cadrà foglia,
né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

C’è dunque un mondo
di cui reggo le sorti indipendenti?
Un tempo che lego con catene di segni?
Un esistere a mio comando incessante?

La gioia di scrivere
Il potere di perpetuare.
La vendetta d’una mano mortale.

WISŁAWA SZYMBORSKA

Il suo candido manto d’ermellino

 
Il monte
ribelle s’aderge
fiero,  ancor per ora,
bianco di ghiacci:  sue catene avvinto,
cinto di nubi e stagliato d’azzurro.  
.
Il suo candido manto d’ermellino
discende in cento rivoli
sempre di più cantando,
con un tinnante murmure e argentino;
ma è un canto triste…  
.
Ché perde le sue sengie in rocce nere:
freme ogni tanto in quella forza
fiera,  sovrana
sull’uomo,  che semina di croci
e di preghiere  la paura d’ignoto
e dell’ agghiaccio
più fiòco

Paolo Santangelo

Grigi pensieri

Tra lecci e tralicci d’aria rarefatta,
in attesa di spicchi di cielo,
si consuma un altro giorno.
Vengono fuori albori autunnali
e piogge paleolitiche
a misurar ossa di dinosauri.
E’ l’alba del mondo, paludi gasate
e catene montuose che fanno il solletico
appena sott’acqua.
Son pensieri rappresi come lacrime di pioggia
nel grigiore del cielo.

Lorenzo Poggi

La carezza del vento

Ho provato
tante volte
ad ascoltare
il chiacchierio confuso
dei platani
nelle giornate di vento.
Il fruscio delle foglie appare
come un’onda impetuosa
che sbriciola preghiere confuse.
Quello dei platani,
invece,
è un mormorio dolcissimo
che invita
al riposo e all’oblio.
L’urlo delle querce
sembra l’imprecare possente
dei condannati
che scuotono con violenza
ceppi e catene.
Solo i pini
lasciano filtrare con dolcezza
il vento tra i rami,
coperti di muschi e licheni.
Loro mi regalano frazioni di silenzio
ed invitano alla pace interiore.
Per questo io li amo
con tutta l’intensità del mio cuore.

Salvatore Armando Santoro

Vi assolvo

 
Uomini degni
che alzerete la testa
dalle miserie del globo
voi disperati frutti della terra
che abbatterete le porte del sopruso
sollevandovi schiavi in armi
dal fango delle strade
dai campi sommersi di rifiuti
e dalle tavole marce dei barconi
gettando le odiose catene
in faccia al nemico di sempre
Io vi assolvo fin d’ora
per il vostro sacrilegio di sangue
e per ogni santo regicidio
Vi assolvo per quando
li rovescerete dai loro scranni
questi laidi e fetidi usurai
con le loro avide consorterie
che scommettono sulla nostra pelle
questi allibratori di morte
che avvelenano la Terra
e che giocano alle guerre
perché tanto il banco vince sempre
questi ladri di futuro
sanguisughe con nome e cognome
che si nascondono
sotto l’alibi del  mercato
e arricchiscono nell’ombra
vendendo anche ciò che non è loro
questi  imbonitori da circo
che inventano leggi scuse e monete
con tutti i loro politici lacchè
arroganti e impostori
maledetti per sempre
a marcire all’inferno
Io giustifico in pieno
la vostra vindice furia
e la sete di giustizia
che li spazzerà dalla storia
e plaudo a chi inciderà
la loro libbra di carne
perché paghino finalmente
il debito che hanno con l’umanità
Io vi assolvo fin d’ora
dalla colpa di non avere colpe
e dal peccato di sperare ancora
con mani pure di rabbia
in un mondo migliore di questo

Il Temporeggiatore

Mistero

Come mi si affollano attorno fantasmi a me cari
Vedo amore, gioia, dolore cuori in fermento
Mi sento legato a loro con catene infrangibili
Sono silenziosi, alcuni felici altri malinconici
Vedo in tutti loro l’amore che supera il tempo e lo spazio
Il loro amore che affronta sole, luna, stelle
Li avvicino cerco il contatto, invano, sono impalpabili
Non hanno forma né colore, tacciono comunicando
L’amore che nutre la vita, diffondendone il profumo
Là nella immensità dell’universo.

Marcello Plavier

Published in: on dicembre 3, 2011 at 07:06  Comments (4)  
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Follie d’ogni giorno

 
è di ruggine
ormai
questo tempo
fatto di noi
e di pensieri.
anelli di fumo
catene
poesie di polvere
su strade
che conducono alla follia
è grido di libertà
corde accarezzate
sul legno delle chitarre
sui fianchi di donna
negli occhi innocenti della miseria
nel fumo acre delle morti assurde
nelle lacrime delle madri
e i sorrisi incoscienti
dei bimbi e dei pazzi

astrofelia franca donà

Il Re degli orologi

Il Re degli orologi
ruba lo scettro al moto del sole
adopera la linea dell’ombra
con l’obelisco di pietra
per controllare la luce
creando l’eccesso

Con le dita a presa
tra denti meccanici
e lamine metalliche
divora il mio tempo

Il Re degli orologi
a destra e a manca
aggiusta le catene
vernicia i pesi
sincronizza battiti
col pendolo
al muto linciaggio.

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 14, 2011 at 06:59  Comments (9)  
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Per te amore mio

POUR TOI MON AMOUR

Je suis allé au marché aux oiseaux
Et j’ai acheté des oiseaux
Pour toi
Mon amour
Je suis allé au marché aux fleurs
Et j’ai acheté des fleurs
Pour toi
Mon amour
Je suis allé au marché à la ferraille
Et j’ai acheté des chaînes
De lourdes chaînes
Pour toi
Mon amour
Et je suis allé au marché aux esclaves
Et je t’ai cherchée
Mais je ne t’ai pas trouvée
Mon amour

 §

Sono andato al mercato degli uccelli

E ho comprato degli uccelli

Per te amore mio.

Sono andato al mercato dei fiori

E ho comprato dei fiori

Per te amore mio.

Sono andato al mercato dei rottami

E ho comprato catene

Pesanti catene

Per te amore mio.

Poi sono andato al mercato degli schiavi

E ti ho cercata

Ma senza trovarti amore mio.

JACQUES PRÉVERT

Published in: on settembre 17, 2011 at 06:56  Comments (4)  
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