Le coccinelle sul filo di grano

Dietro ogni spiga del grano dorato
nascosta è una virgola di cielo.
Scorre sullo stelo,
il passo frettoloso
di gialle coccinelle in fila indiana.

S’arrampicano e giungono su in cima
una dietro l’altra, ordinate.
Sorprese e incantate,
lo guardano, quel sole,
come lì giunto fosse solo allora,

nascosto, prima, dal bosco ombroso e fitto
di gambi lunghi e snelli.

Per nulla impensierite dal tragitto,
sotto le elitre preziose d’arte,
le alette tenerelle
ardon per la voglia di tuffarsi
là dove ancora dormono le stelle,
e avvicinar la fonte incandescente
nel fuoco azzurro, come uccelli in volo.

Fan come la chimera speranzosa
fa, salendo come fumo d’incenso
nel grande spazio della cattedrale:
sale fine colonna e sempre più
si spande e riempie il vuoto
e l’improfuma,
e va a lambire
i vetri colorati dove il sole
entra col raggio polveroso e pare
del ciel la grazia e la benedizione.

Armando Bettozzi

Una cattedrale nel mio cuore

 Cattedrale
 
 
Ho costruito per te
una cattedrale nel mio cuore,
una cattedrale senza ceri
ma con i tuoi occhi
ad illuminarmi il cammino,
senza Santi ma con il tuo cuore
a farmi del bene,
senza voti
ma con le tue mani
per costruire le ore di tutti i miei giorni.
.
Ho costruito per te
una cattedrale nel mio cuore,
senza cori
ma con la tua voce
a ricordarmi ancora quanto amore
si può dare ed avere
dagli occhi dalle mani,
dalla voce dal sudore dal sangue
dal petto e dal ventre,
Madre.

Maria Attanasio

Published in: on marzo 27, 2012 at 07:18  Comments (11)  
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Da dove vieni

Forse ci amammo per quel comune odore
che ammutolisce il mondo visibile nell’erba;
dopo piovuto come un incanto
dopo il nudo, che viene nello specchio dell’acqua
quando è vento.
Forse il modo
con cui cantavo il seno tuo pudico
e inviolato:
uno scrosciare furbo d’uccelli spaventati
un vuoto cattedrale
che riempie il cielo quando fa giorno.

Forse i segni, hai amato su di me
delle pagine trascorse,
quel mio tenerti come una coppa d’orli mozzi
senza sprecarti mai una sorpresa
un bisestile
un’ora fatta a noci col miele.

Forse il suono
dei campanili stessi premuto nella testa;
quando amavamo stare nei campi
e non a casa. Quando le foglie del granturco
tra le mani
dicevano il futuro
e valeva qualche cosa.

Massimo Botturi

L’organo

 
 
 
Suona un organo
nella cattedrale
vuota.
Si scioglie
il cielo d’inchiostro
colando sulle pareti
marmoree.
Una vampa
mi scuote
ai toni bassi e solenni
che irrompono
in ogni ricettacolo
innalzando
l’anima.

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 5, 2011 at 07:28  Comments (16)  
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…Solitudine settima

Il silenzio
concentra la parola
in dolce e lieve
solitudine settima

Percettibili varianti
anche il respiro
l’ansimo l’urlo il capogiro
il pianto

Suono impietoso
d’ organo di cattedrale
convulso cuore

Anche gli ulivi
in solitudine settima
trascendono
e convergono
sulla tua figura

S’inchinano
le canne al vento
gli occhi
al cielo

Silvano Conti