La vita

il fatto smarrito
nel nulla; ed è questo l’ uomo:
bambino piangente, una culla,
l’ òbito inizia….

Chi ha fortuna gode , pena
chi langue ed in mestizia soffre
(a volte) odiando, perché senza scampo
oppresso è dal più forte:

mastro di cattiverie ed egoismi
atàviche ingiustizie, del creato
a séguito progènie tramandato.

E solo un giusto – buononesto
timorato d’Iddio – retto, probo:
benedetto; se quel giusto esiste,
nel morir può godere della vita –
non solo quella eterna – anche mortale:
scoppio d’ azzurro e strepito di mare.

Ma questo prima d’autodistruzione,
ingorda per qualcuno che s’accresce
in rapporto d’egoismo inquinante,
umana creazione delinquente
e, peggiore realtà, che sempre mente.

Paolo Santangelo

Cattiverie

“Chi riesce a dire con venti parole ciò che può essere detto in dieci, è capace pure di tutte le altre cattiverie”

GIOSUE’ CARDUCCI

Published in: on aprile 27, 2010 at 07:19  Comments (3)  
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Dimentichiamo


Non per il ricordo
proviamo dolore,
ma perché dimentichiamo.
Dimentichiamo d’esser
stati bambini
rimproverandoli per un grido
o una domanda
e scordiamo i momenti
in cui stavamo imparando qualcosa,
certi, ora, di essere i migliori
nel farla,
dimentichiamo le cattiverie dette
e non quelle ricevute,
le promesse mancate
e non quelle mantenute,
ma solo per farle pesare;
dimentichiamo tutti
gli errori
commettendoli all’infinito,
dalla notte dei tempi
e la nostra anima
è macchiata.
Senza memoria,
senza domani,
continueremo a fare sempre
più luce fuori
ma sarà notte e freddo
dentro.

Gian Luca Sechi