After those Days

 
Strade senza traguardo
notti senza risveglio
canti di voci mute
stelle che fan sberleffi.
.
Luci senza chiarori
albe che san di fiele
tramonti allucinati
mari coprono terre.
.
Sfumano l’orizzonte
luci di rosso sangue
di soli neri aurore
i cuori opprimeranno.
.
Così noi camminiamo
smarrendo un mondo amico
che abbiamo violentato
 da cecità offuscati.
.
La luce spegneremo
sui nostri giorni tristi.
Vindice la natura
vi calerà il sipario.
.
Cercar nel pentimento
salvifico perdono
inutile speranza
a tempo ormai  finito.
 

Piero Colonna Romano

Rigattieri

Orologi di sfere in dicerie di ruggine
numeri color feltro
in calce voci di chicchere spaiate
giare cucite a fil di ferro
di verghiana memoria

ci si sposta nel tanfo delle cose
la spilla in filigrana del pavone
ha perso gli occhi
la teiera cinese chiccoriso
sul fornellino a spirito riposa

mi sento antica in versi, sarà mica
che il tempo ha patinato la mia voce?
È vero è sera
crepuscolo direi (se non fosse parola
assai usurata)
però mi dico, accade la giornata
e non si può chiamarla in altro modo
perciò se a notte mi ritrovo è notte
word suggerisce: tarda serata, buio
tenebre oscurità, perfino cecità
ma cosa importa
mi sveglio e scrivo la chincaglieria
delle mie insonnie.

Cristina Bove

Proverò a fermarti amore

Lame di luce
i tuoi occhi come creta
hanno modellato
il mio sentire fragile
da indifferenza ad abbandono
e ogni tuo espirare
mi ha allontanato dalla
terra sicura
e perduto tra i flutti
del mio orgoglio in tempesta
ti ho eretto statue d’ oro
nelle piazze della mia cecità,
a te nuova padrona dell’ avvenire
signora di un arrendevole regno.
Forse ora credi davvero
di poter fuggire dal male
ma ogni tuo battito è
un grido,
perchè hai voluto crearmi?
Ogni mia parola è un anello
della catena che ti
legherà a me, inconsciamente libera
ed io, per la vita,
prigioniero.

Gian Luca Sechi

Neve e fuoco

Legati poi che avevi i capelli, e sciolti i dubbi
entrasti come lenza di luna
in riva d’acqua, là dove il lago spegne le onde
e dorme pietre.
Dove più verde imprime alle canne il limo oscuro,
e cecità s’attacca alle cose
in quiete d’ombra.

Io t’aspettavo messo di guardia ai pochi panni
prendendo sandaletti e camicia
se poi uscivi, dall’ottica
in cui tu mi apparivi più vicina;
matura nei capezzoli bruni
neve, e fuoco.

Massimo Botturi

Speranza

E ora che ti ritrovo
dopo aver creduto
di essere riuscito
a perderti,
dopo la distruzione del mondo
e tutta la rabbia
e anni di cecità
mi viene da chiedere
le solite cose banali
e quanta gente avrà già visto
le stesse cose;
come posso credere che sarà diverso
per me,
non ho più la forza
perché solo finzione
mi aspetta
e penso con sollievo,
da non credere,
a quando sarà finita
questa recita
dove non mi è concesso
di avere l’unica
cosa al mondo
che vorrei
e non mi illudo certo
ma non smetto di sperare
quella insulsa, maledetta, tremenda speranza
che non so da dove venga
così che la possa
soffocare, schiacciare e dirle
di lasciarmi andare
qui o oltre
dove possa essere libero.

Gian Luca Sechi

Published in: on aprile 25, 2011 at 07:35  Comments (2)  
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Quarta di copertina

Il tempo in cui ti manco,
riempilo a parole.
Mai più leggero d’adesso sarò stato
né mai più giovane
nudo
o più beato.
Conoscimi le volte lontano
e non tremare:
cento candele fanno un bel giorno
e sarà buono, sapermi gambe senza catene
una radice
succhiata tutta quanta una vita.
Il tuo ragazzo
sarà la cecità a te risolta
dolci cose, tu mi dirai per quando è mancato
a volte il gusto
d’averci ombra e corpi sottili
addosso, bianchi.

Massimo Botturi

Published in: on maggio 26, 2010 at 08:30  Comments (4)  
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