Contro corrente

Contro corrente come bionde trote
fendevano la calca cittadina
due fanciulle insolenti di bellezza.
Curiosando strusciarono i musini
di maliziosa cipria qua a un acquario
di lusso di dormenti onde ravvolte
di stoffe per murene ed aragoste,
più in là a un brillante altar di calzature,
spume di cardi rossi per pianelle
di Cenerentola, lustrini e argenti
per taccuini da ballo. Scantonarono
a un tratto e una si chinò nascosta
dall’inquieta compagna ad allacciarsi
la giarrettiera a mezza coscia ignuda.
Le succhiò la corrente cittadina.
Vedo sempre la strada illuminata
da quel fulgore di carne di donna
nel marmo della pioggia settembrina.

CORRADO GOVONI

Il sogno

Non posso dimenticare
le favole:
esse regalavano sempre
la felicità finale.
Com’è triste la realtà
che la vita invece ci presenta!
I sogni del mattino
la sera si oscurano di ombre
e la scarna luce
delle strade del mondo
ci fa inciampare
su ciottoli sconnessi
che balbettano strani messaggi
a cui nessun cartomante
darà mai risposta credibile.
Anche la mia cenerentola
s’è invischiata in una ragnatela
appiccicosa.
Inutilmente il principe azzurro
si affannerà per liberarla
dal bozzolo in cui il ragno
l’ha imprigionata e confusa.
La nuova vita
le regalerà un destino diverso?

Salvatore Armando Santoro