25 Aprile


Anima mia respira
e vola libera
in questo giorno
che resiste orgoglioso
nella memoria dei pochi sopravvissuti
mostraci un volto integro e radioso
di sacra e inviolabile unità
eludi quel venticello nefasto
di disgregazione e d’intolleranza
che ammorba ed affligge
le radici del nostro belpaese
cogli rose di pace
deponile sulle lapidi a festa
e non scordare mai che siamo tutti figli
di un’unica madre generosa e pura
lascia che la voce di verità
carezzi cortecce d’alberi
e giochi con le fronde
del pensiero nato libero.
Anima mia sacra e infinita
non permettere che ancora
debbano piangere
dimenticate ed esiliate
le nostre care e antiche  “cetre”.

Roberta Bagnoli

8 marzo


Ed io non ho mimose
nè le vorrei  portare ai vostri  spenti
amari giorni e trascurate notti
donne della mia vita
donne per cui l’istante di un sorriso
varrebbe tutto l’anno di mimose
io no, forse però saranno rose
quelle che recherò nelle mie mani
quelle stesse che vi offro in ogni casa
mentre siete ai fornelli, a rassettare
o mentre ritirate i panni stesi
o mentre vi affannate tra il lavoro
la camera lo studio e il conto spesa
vi coprirò di mille e  mille rose
senza le spine, quelle le ho levate,
vi faranno da letto e da cuscino
e suonerò per voi cetre e liuti
cantando di ciascuna amori e vita
madri di madri, figlie, donne mie
che siete l’altra pagina del cielo
con me verranno con le braccia tese
gli uomini veri, padri, figli, sposi

Cristina Bove

Alle fronde dei salici

E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

SALVATORE QUASIMODO