Fettuccine fatte in casa

Prendi la farina, passala al setaccio:
se ne scende a pioggia sopra il tavolino.
Fanne un bel mucchietto, aprilo nel centro,
prendi quattro uova, scarta via la chiara
e nel cerchio vuoto, metti dentro i tuorli.
Prendi dall’esterno sempre più farina,
mischia tutto quanto, spruzza sale e acqua,
ora impasta il tutto,  fai che si compatti.
Appallotta bene…Giù un po’ di farina,
dai con palme e pugni, fin che è sagomata
una pasta gialla, tutta amalgamata.

Con il mattarello stendi quell’impasto,
finché non diventa una sfoglia tonda
sempre più sottile, dai con la farina
perché non si attacchi; stendi….stendi ancora!

Quando questo è fatto, bada alle tue dita,
mentre col coltello…tagli a fettuccine,
e stai pregustando la prelibatezza.

Metti il calderone sopra il fuoco acceso.
Quando l’acqua bolle, butta giù la pasta,
finché poi il camino te la rende cotta:
pronte da mangiare, le tue fettuccine.

Nell’insalatiera mettile a condire
col già preparato sugo d’oca, e gira…
Metti il parmigiano…gira, gira, ancora.
Poi con due forchette, tira su…e servi
dentro i piatti fondi che son li in attesa
mentre dalla bocca…esce l’acquolina…

Armando Bettozzi

Una lacrima in maggio

sembra grande disordine
appena versata pare
creare al mondo intero
un debito, un dovere.
Una lacrima in maggio
sveglia gli uccelli notturni
tutti, nei loro nidi
sconvolgendoli come
fosse una eclisse
per quel velo improvviso
di una vita più chiara.
E la terra dovrà faticare
nel fabbricare nelle sue viscere
diamanti, mentre i mari
avranno nuove conchiglie
non  uguali a quelle di prima.
Ed i fiori cambieranno
le loro modalità nel
fiorire, così le stagioni
con neve e con grano
accumuleranno le bellezze
serbate ogni giorno nel tempo
Tu allora nascosta nel fieno
raccoglierai i frutti
e gli entusiasmi
di ciò che hai sparso non vista
della tua lacrima di maggio.

Marcello Plavier