Di ballerina

 
sono i passi oggi
su palquet rosso di sera
e mosse morbide
di guanti di lino
come il cuore che
batte valzer
all’imbrunire
e le punte
sollevate
a smangiucchiare
bucce di mandarino
o forse croco.
Il capo chino a lato
sparge ricci
di lana vergine
sul prato
d’erba rasata
e profuma di
muschi e chicchi
sgranocchiati
dal merlo
al mattino…

Tinti Baldini

L’umore del tempo

Il sentiero è una spiga di grano
con i chicchi a far da selciato
e le voci dei passi attutiti.

E’ un cammino sofferto e passato
stretto tra mura di pianto,
pane amaro per andare avanti.

Sale forte il rumore del mare
dal cancello in fondo alla strada.
Se lo apri entri nel cielo
a cercare orizzonti schizzati per caso.

Il mare è la schiena d’un toro che corre
e prende a cornate gli ultimi scogli.

Lorenzo Poggi

Litania

 
I negri hanno la storia pendente nei tropici
 
I negri mansueti sotto la capanna dell’afa
I negri mosche negli occhi invocano la pioggia
I negri quelli nudi sul fronte cocente
I negri indefiniti nei voli delle locuste
I negri si mescolano ai chicchi di caffè
 
I negri nenie delle savane lamenti dei pigmenti
 
I negri stanno nei tronchi senza foglie
I negri con labbra carpite allargate alla fame
I negri dal poderoso collo lungo e variopinte collane
I negri figli di falli dalle mille dolenze
I negri luccicanti nei fiori di mussola
 
I negri sudore dell’Africa pura.

Aurelia Tieghi

Temporale d’amore

Ti penso
stesa sul letto
mentre ogni goccia di pioggia
in un bacio trasformo.
Ed alla pioggia mi concedo,
lasciando che mi inondi
mentre quei baci
affidati al vento
carezza divengono.

Unico e desiderato riparo
le tue braccia
spumose nuvole
che sempre mi accolgono.

E i tuoi occhi son ora
fulmini che mi saettano
Ed i vestiti inzuppati
intravedere lasciano
un tiepido raggio.

Ma forse non basterà a sciogliere
quei due chicchi di tempesta
spalancati
su un temporale
d’amore.

Sandra Greggio

Tienimi stretta

Al tuo corpo
E avvolgimi
Come la luce
Bacia
Mimose di marzo
E il profumo
Sa di pace
E d’azzurro
Fino a strapparmi
Il fiato
Fino a divenir
Tutt’uno
Anima e corpo!

Inebriami
Del tuo vino
Distillato
D’uva
E passione
Carezze sospese
In cieli
Che non so parlare
A giocar con la brezza
Che abbraccia
I campi di grano
E semina vite
Con i chicchi
Dispersi
Nell’aria !

Amami
Come un poeta
In esilio
Che s’inchina
Al mare
E seppellisce
Tra le onde
Le sue lacrime
Malinconia
D’un canto
Che porta in serbo
Un nuovo sorriso
Un sogno nuovo
Da donare
E salvare in volo

Cammina
Accanto a me
E fammi sentire
Come se questa
Fosse
La mia terra!

Anileda Xeka

Vecchio mulino

Macina
il vecchio mulino
in fondo alla vallata,
dove anche l’acqua é ingrata
e puzza di cloro.

S’ode
l’altalenante rumor
della pala che gira
e lo stridio delle cinghie
varca i vecchi muri di pietra
e si disperde
nel silenzio della vallata.

Dalla vecchia porta
lenta s’invola
una rada nebbia
che la pietra solleva
dai chicchi che macìna.

E quel profumo
dolce
di buona farina
riporta giorni sereni
quando si riusciva ancora a gustare
il sapore del pane,
fresco di forno,
che bruciava le mani
ed addolciva il palato.

Salvatore Armando Santoro

Languido tango

Tango
sull’orlo di un delirio
tra braccia che stringono
e posseggono la mia vita.
Tango
questa danza d’amore
coordinati passi
e mosse sinuose
lente carezze di
sguardi brucianti.
Chicchi di melograno
son perle di sudore
su labbra vermiglio.
Perfetto incastro
di corpi e respiro
cuori ritmano
un paso doble
perdutamente languidi
in un complice casquet.

astrofelia franca donà

Ho visto


Ho visto campi di grani
sfarsi in chicchi di bronzo
al trasalir dell’igneo tramonto.
Ho visto fardelli di sacro dolore
affastellati su nude spalle
spargersi al vento.
Ho visto nubi plumbee
spiovere acqua pesante
come rabbia lucente.
Ho visto…Ho visto…
Quante cose ho visto
ma ancora non ho visto
la terra partorire
gemme di duratura pace.
Non ho visto pascere
insieme lupi e agnelli
senza finire a miseri brandelli.

Roberta Bagnoli

Published in: on luglio 12, 2010 at 07:05  Comments (12)  
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Anime elette


Come tocco di campana in festa
lieve risuonerò nell’ansa stretta del tuo cuore.
Mi riconoscerai dalla scioltezza,
cadranno come chicchi al sole le parole.
Altrove se ne andranno impalpabili ansie
e svaniranno in un fragore di risate
le tue paure oscure.
Sarò nocciolo duro, inalterato
e tu atomo liberato, recuperato.
Saremo particelle nobili, speciali,
luminarie, quelle che silenziose
stanno ad aspettar che un raggio le trafigga
e all’istante le riconosca anime tremanti,
elette per amore.

Roberta Bagnoli