La fonte da scoprire

 
 
Nel cuore di donna
crogiola lenta
la fiamma di dolore,
nel corpo ormai consunto
si lava ogni traccia d’impurità,
nel chiostro perfetto
di solitudine e silenzio
si leva alle prime luci
l’alba bianca, scabra
come l’anima immensa,
intatta, ancora immersa
nella fonte da scoprire.

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 30, 2012 at 07:23  Comments (11)  
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Nel chiostro

Fiori ed erbe rare
coltivate con cura
teneri germogli di meditazione
mortificazione del corpo
esaltazione dell’anima
concimata col pentimento
annaffiata con la penitenza.
Intorno ad un pozzo
passi lenti di sandali
consumati dagli anni
passati a levigare ciottoli
antichi come il tempo
Figure scure nel chiostro
bisbigliano sussurri
pronunciando preghiere
nel silenzio assoluto.
Tocchi di campanella
a richiamar le ore
sofferte in umiltà
e mani giunte
a raggiungere un cielo
sempre troppo lontano.

Sandro Orlandi

Nel ghetto della paura


Sei luna di marmo
quando rifiuti sogni mirabili
e ti cristallizzi in spiccioli
di gelida rassegnazione.
Sei sole di fuoco
quando sciogli col canto
sulle labbra il triste gelo
e corri incontro alla vita
fino a consumarti piedi e mani.
Sei raggio di vento
bocciolo di rugiada
ansa ancora da scoprire,
porto da lambire.
Sei paglia da incendiare
sei vino nel calice di pace
sei acqua inconsumata,
infinita, sapiente
sei luce nel chiostro solitario
sei ombra nella calura d’estate
sei muro di cemento,
quasi incrollabile.
Sei tutto questo e ancor di più
ma non sei niente
se togli all’altro il diritto alla vita
se neghi al fratello la speranza
se ignori il rispetto
ed isoli i diversi nel ghetto
della tua stupida paura.

Roberta Bagnoli

Si è fatto buio

Le parole mi tornano in mente,
le nostre parole,
nell’agonia informe del loro vagare
nubi sospese sopra mari in burrasca,
in attesa che il vento
le liberi
dal  loro pianto sommesso.

Sciamano dal passato,
in fremito d’ali,
voci
che inondano l’aria
di ombre tremanti
mentre insonni pensieri
di un oscuro deserto
si lanciano in volo
pellegrini
orfani
senza più fede.

Travertino e alabastro
pomice e lava
come un chiostro
sento ora la vita
chiostro alla penitenza creato
che amore carnale e primavera teme,
vani sforzi oltre la brezza trascina
mi allontana inavvertitamente
mettendo a tacere
il disegno passato.

Quanta musica riempie lo spazio
e avvolge in unico velo
due anime in tormento mute,
quante timide notti a sedere
sulla sponda del letto
in segreto lamento
per non avere occasione
di sussurrare parole
che abbiano dentro
il lento ritmo  dell’eternità.

La mia voce è cessata
e la notte pulsa di pensieri sgomenti
che fissano assorti nel loro mutismo
il mio io profondo
dall’ ignoto confine oltre la vita.

Kinita e Marcello