Sfogliando…

 
una cartolina segna la pagina
indietro nel tempo vola il pensiero
s’illumina il viso, un sorriso.
Tornerò! Ti ho nel cuore
i tuoi luoghi alti
dove ammirare l’intorno
l’infinito e unico azzurro.
L’eco dei nostri sorrisi
t’invadeva come cicale al sole
accaldata ti svelavi tutta
mentre ai piedi ti baciava il mare

Rosy Giglio

(Poesia I^ Classificata all’ottava edizione del Premio “Tortoreto alla Cultura 2012”)

Published in: on giugno 20, 2012 at 07:22  Comments (10)  
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Gli angeli

Quello che si prova
non si può spiegare qui
hai una sorpresa
che neanche te lo immagini
dietro non si torna
non si può tornare giù
Quando ormai si vola
non si può cadere più….
Vedi tetti e case
e grandi le periferie
E vedi quante cose
sono solo fesserie…
E da qui….e da qui…
…qui non arrivano gli angeli
con le lucciole e le cicale..
E da qui….e da qui….
non le vedi più quelle estati lì
quelle estati lì

Qui è logico
cambiare mille volte idea
ed è facile
sentirsi da buttare via!!
Qui non hai la scusa
che ti può tenere su
Qui la notte è buia
e ci sei soltanto tu
Vivi in bilico
e fumi le tue Lucky Strike
e ti rendi conto
di quanto le maledirai…..

E da qui….e da qui…
qui non arrivano gli ordini…
a insegnarti la strada buona…
E da qui….e da qui….
Qui non arrivano gli angeli.

VASCO ROSSI

Conca d’Oro

 
Percorsi valli e monti.
Gente dal duro idioma,
d’umanità impregnata
e di cultura antica.
.
Sovente ostacolavan
armenti il mio cammino
quel tempo io passavo
ad ammirar quei siti.
.
Lucenti erano i cieli,
di grano le campagne,
colline ricoperte
di pochi alberi spogli.
.
Frinivan le cicale
sotto impietoso sole,
un asino arrancava
sotto il suo basto grave.
.
Quindi da una collina
scendevo verso il piano
e innanzi a me s’apriva
col suo respiro il mare.
.
Di zagara l’aroma
allora m’inebriava,
tappeto verde scuro
la conca ricopriva.
.
Monti di rosso bruno
facevano cornice.
D’aranci e di limoni
giardini profumati.
.
E sullo sfondo azzurre
danzavano le onde
a completare un quadro
degno d’un paradiso.
.
Così passaron gli anni
e ancor con quel ricordo
nell’isola tornai,
cercando un perso sogno.
.
Quel bel tappeto verde
cemento divenuto.
Di zagara il profumo
in pizza già mutato.
Dei monti la cornice
in gabbia trasformata.
E quel brillante cielo
dal fumo già oscurato.
.
Persino il mare amato
allontanarsi sembra.
E il sogno ch’era un tempo
nell’oggi naufragato.

Piero Colonna Romano

Estate

Bambino
il pomeriggio d’estate
s’andava a riposare
solo il tempo
per uno sguardo
al campo dietro casa
e mi faceva paura
e mai avrei voluto
trovarmi lì
nel calore soffocante
in cui pareva
nessuno potesse esistere.
Dietro i vetri
il ronzio delle cicale
mi trascinava fuori
col pensiero,
dove tutte loro
in una moltitudine informe
cantavano per sé
cercando di spiccare
sulle altre,
senza sapere che
sarebbe arrivato l’inverno
a cancellare i loro
inutili sforzi.

Gian Luca Sechi

Sera d’estate

 
Dicono ci siano state, io non ricordo,
altre estati così;  l’ho sempre amata
questa stagione così calda e bella
questa poi…
più delle altre mi toglie il respiro
.
Provo stasera a sottrarmi al suo abbraccio:
qui, nella verde oasi tra le case
percorsa dai su e giù della ciclabile,
ricerco un’illusione di frescura.
.
La mia curiosità varca i balconi
attratta dai rettangoli di luce
variamente arredati;
fotogrammi sfuggiti alla moviola
di un film muto.
Privacy messe a nudo
dall’impudica afa  che attanaglia
e in cui io mi figuro
esistenze serene. 
Pare strano
ma non so immaginare
nella luce il dolore;
piuttosto lo vedo annidarsi
nella penombra
d’intimità racchiuse
e persiane abbassate.
.
Ma non voglio pensarci!
Ora qui ci sei tu
ci sono io e una magica estate
che ci avvolge romantica e sensuale
e a tratti ci stordisce con l’effluvio
del gelsomino
che ormai va sfiorendo
tra un continuo
frinire di cicale.
Intorno e oltre, storie quotidiane.

Viviana Santandrea

…Mentivano

Mentivano
di dolci parole
gli sguardi
arroccati nel tempo
dei ricordi.

: cicale cicaleggiavano all’estate

Mentivano
gelidi (di morte)
soavi sequenze
d’anime spente
a rincorrerli invano.

: per una bugia ritrovata
quante smarrite verità?

Chiedevano
alla luna.

Silvano Conti

Published in: on novembre 25, 2011 at 07:12  Comments (4)  
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Cicale

Assordanti,
ripetitive,
noiose.
Quella sega
stridente
le orecchie
mi avvilisce.
Eppure le amo,
nel caldo torpore
d’un pomeriggio
mediterraneo,
abbracciati ai rami
degli ulivi,
delle betulle,
ai Piani di Galatina,
mi ricordano
affetti ormai finiti,
carezze e rimbrotti
che riposano
tra i lumini
d’un camposanto
che mi opprime
e mi tormenta.

Salvatore Armando Santoro

Afa

 
su nuvole colorate
libra il respiro
il piede oltre il confine
brucia l’angolo il sole
la luce oscurata dal braccio
e dall’aria muta, sfatta,
s’aggrappa il pensiero
mentre s’assonna nell’afa.
Fuori assordano l’aria le cicale
il tempo sembra stazionare
s’odono solo aerei  in volo
passi scricchiolare per le scale.
Lieve il respiro della mia bimba vicina
bella anche nel sonno
petali le sue guance
l’afa non sembra sfiorarla.

Rosy Giglio

Published in: on settembre 21, 2011 at 07:24  Comments (9)  
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Al mio funerale

Vi guarderò dall’alto di mura
vestirmi di tunica bianca
e spargere fiori sul ricordo di me.

Qualcuno scolpirà una pietra
con parole infinite:
qui giacciono le spoglie mortali
di uno dei tanti
che provò a vivere
senza riuscirci.

Adesso che provo a morire
sol le cicale zittiscono,
è un mestiere nuovo
tutto fatto di passato
tutto fatto di lasciato.

Se qualcuno raccoglierà
le foglie d’idee sparse su carta
non sarò morto invano.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 15, 2011 at 06:57  Comments (7)  
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Choka

 .
Placido mare
sole rosso nascente
alba d’estate
.
Flutti salati
alla luce dei raggi
risplende il mare
.
Bimbi festosi
costruiscono castelli
in riva al mare
.
Fasci di sole
riflettono festosi
sulle finestre
.
Caldi colori
grandi frutti maturi
succoso miele
.
Spighe dorate
ondeggiano nei campi
futuro pane
.
Cala la sera
friniscono cicale
parlan d’amore
.
Breve la notte
sui campi già fioriti
stilla nuova rugiada
.
Patrizia Mezzogori