La vita ritorna

 
Le spighe parlano
mentre si lasciano
carezzare dal vento
straordinario evento
vederle ondeggiare
parlano una lingua
di verde natura
quando matura
celere imbiondisce
al tocco di Cerere
rimane cenere
quando le lambisce
la lingua divoratrice
d’ogni forma di vita
eppure purificatrice
di una terra ardita
nel riproporre
vita rinnovata
nelle nuove
verdi spighe
miracolo cosmico
ricrea il biologico
ciclo vitale
dalla spirale
della morte
ritorna la vita…

 Antonietta Ursitti

Published in: on luglio 3, 2012 at 07:27  Comments (2)  
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LA COSA PIU’ INGIUSTA

La cosa più ingiusta della vita è il modo in cui finisce. Voglio dire, la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo… Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa? Che cos’è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, cosi ci si leva subito il pensiero. Poi in uno ospizio dal quale si viene buttati fuori perchè troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare a quarant’anni fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono, feste, alcool, erba ed il liceo. Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisce il tutto con un bell’orgasmo!

WOODY ALLEN

Il progetto

 
 
 
La sorella che aspetta
con la falce
la stagione della mietitura
non sunteggia
l’essenza di un pensiero,
il peso di un rimorso,
un sentimento…
nasconde i suoi programmi
dietro un velo
con la complicità
di tutti passeggeri al capolinea
perché nessuno
dell’altro campo
svela il suo cammino.
Un forestiero passa inosservato,
compie il ciclo
sotto gli occhi sereni
della folla,
il chicco seppellito nella zolla
spunta la testa
culmina man mano
nelle proficue spighe,
patisce il verso della molitura
compie la metamorfosi
e profuma
su desco apparecchiato
del progetto.

Giuseppe Stracuzzi

Apre e chiude le ali

Una farfalla splendida,
ali turchesi-arancio,
mentre scrivo la scorgo,
penso: il giardino antropico,
dal clima spaventoso,
séguito di alluvioni,
è entrata in casa mia
per rimanere illesa?
.
Stenta ad uscir dal vetro
chiuso della finestra,
che in immediato apro:
.
Apre e chiude le ali.
.
Piano, con la pazienza
e con delicatezza,
dopo cotanto sogno,
e l’aiuto, insperato,
di un piego di giornale,
temendo di guastarla:
.
s’alza e congiunge l’ali.
.
Con la pazienza e cura
di un frate Certosino,
riesco, senza ferirla,
a farla uscire.
.
Torna a vivere ancora,
anche per poco, in questo
terminabile giardino,
finendo in nuovo ciclo
portato dalla nuova
natura e nuovo clima
che l’Uomo ormai sappiamo
ha violentato!

Paolo Santangelo

Notte e giorno

La notte
è la culla del dolore
che ti riporta bambino
nel ciclo del nulla,
evanescente come diafano
giorno.
Piangi al pianto
delle ansie ignote,
mentre le tenebre
nere t’avvolgono.
Ti rifugi nel dolore,
scrigno di vita,
barlume d’esistenza.
Sorridi al sorriso
d’amore e d’affetto
e il dolore svanisce
con la sua notte
e il giorno brilla
con il suo sole.

Nino Silenzi

Published in: on aprile 28, 2010 at 07:21  Comments (5)  
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