Lungo la laguna

Gustavamo l’odore salmastro
della laguna picchiettata
dalla pioggia insistente.
Stretti camminavamo sfidando
le raffiche di vento
che piegavano l’ombrello.
Le canne fischiando plaudivano
al nostro passaggio
e i pioppi dondolando le alte cime
sussurravano frasi d’amore mai dette.

Nino Silenzi

Published in: on aprile 21, 2012 at 07:37  Comments (7)  
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Il bacio

 
L’incipit del cielo
è due ruscelli
che scrivono il fiume.
.
Il maggio e l’inverno,
il legno ed i petali
e il grembo e le cime
e le valli
e i nodi soli …
Tutto si spoglia
e la vergogna muore
e ci si veste
e ci si gioia,
d’un solo profumo.
.
Gli sguardi
hanno un respiro solo
e ci si porta l’attesa
a fiorir sulle labbra.
Quell’umido d’alba
di fuoco e di vita
non piu le nostre labbra :
le parole hanno brividi a pelle
il sole si forma
gli occhi perdono il nulla.

Stefano Lovecchio

Voci

Ombre grigie, di
idee spezzate a metà
turbinanti e sfuggenti
di un sorriso che non tornerà
espressioni sprezzanti
di affilate lame di pioggia
più rosse della ferita
che aveva fatto crollare
palazzi di sabbia invincibili
contro soffi di tempesta
quando bastava una lacrima
per sciogliere il volto duro
sotto quella maschera allegra
con gli occhi chiusi.
Cime bianche irraggiungibili
mari troppo bui sono
solo piccole cose perchè
nel loro silenzio bisbigliante
s’ odono frasi sconnesse
consigli d’ inutile buonsenso
petali di un fiore nato
in una notte e nessuno
che lo stesse a guardare.

Gian Luca Sechi

Una forgia e una falce

A FORGE, AND A SCYTHE

One minute I had the windows open
and the sun was out. Warm breezes
blew through the room.
(I remarked on this in a letter.)
Then, while I watched, it grew dark.
The water began whitecapping.
All the sport-fishing boats turned
and headed in, a little fleet.
Those wind-chimes on the porch
blew down. The tops of our trees shook.
The stove pipe squeaked and rattled
around in its moorings.
I said, “A forge, and a scythe.”
I talk to myself like this.
Saying the names of things –
capstan, hawser, loam, leaf, furnace.
Your face, your mouth, your shoulder
inconceivable to me now!
Where did they go? It’s like
I dreamed them. The stones we brought
home from the beach lie face up
on the windowsill, cooling.
Come home. Do you hear?
My lungs are thick with the smoke
of your absence.

§

Un minuto fa avevo le finestre aperte
e c’era il sole. Tiepide brezze
attraversavano la stanza.
(L’ho scritto anche in una lettera.)
Poi, sotto i miei occhi, si è fatto buio.
Il mare ha cominciato a incresparsi
e le barche da diporto che erano a pesca
hanno virato e sono rientrate, una flottiglia.
Il tintinnabolo sotto al portico è caduto
di colpo sotto una raffica. Le cime degli alberi
tremavano. Il tubo della stufa cigolava e sbatteva
trattenuto dai tiranti.
Ho detto: “Una forgia e una falce”.
Certe volte parlo da solo, così.
Nomino certe cose:
argano, gomena, limo, foglia, fornace.
Il tuo volto, la tua bocca, le tue spalle
ora sono per me inconcepibili!
Che fine hanno fatto? E’come se
li avessi sognati. I sassi che abbiamo portato
a casa dalla spiaggia se ne stanno lì
sul davanzale a raffreddarsi.
Torna a casa. Mi senti?
I miei polmoni sono pieni del fumo
della tua assenza.

RAYMOND CARVER

Golem

 
——- e con  informe materia
il mio golem creai
.
E corruzione e onestà
oscene pulsioni e pudor nel pensare.
E sapienza e ignoranza
e ignavia e solerzia.
E odio ed amore
e fede e empietà
.
——- e di ciò
lo plasmai
.
Crebbe ed andò
vagando la terra.
E mari conobbe
e cime inviolate.
E spelonche smarrite
ed irosi vulcani.
.
——- e mai il suo sguardo
il mio abbandonò
.
Poi volse i suoi occhi
a cieli lontani.
Ed a lungo rimase…
.
Un lampo ed un tuono…
su me si franò.
.
——- e seppellì il mio corpo
in cripta profonda
.
Trionfante nel mondo
s’aggira iracondo.
 

Piero Colonna Romano

Volevo parlarti…

 
S’infila nelle crepe il gelido vento dell’indifferenza, 
pizzicando violentemente pensieri e ricordi
di quando… volevo parlarti d’amore
senza fare rumore, senza pretendere nulla,
se non un bacio rubato al tempo
che inclemente ci separava per sempre. 
Volevo parlarti d’amore senza parole,
con il canto sommesso del cuore
come pioggia d’estate che lieve cade sul mare,
con la musica soave del risveglio della natura 
coi papaveri che amoreggiano in un campo di grano
e l’autunno colorato di miele.
Volevo parlarti  d’amore come foglia che cade leggera 
disegnando con lievi volteggi una trina nell’aria,
come nebbia che soffice avvolge la notte
nascondendo le lacrime di una stella,
come candida neve che ricopre le cime dei monti
mentre la luna si perde nell’ampio respiro  della sera.
Volevo parlarti…. d’amore…
Patrizia Mezzogori

Portami con te

Fiumi di champagne
non basterebbero
a festeggiare questo amore
che rinnova l’anima.

M’immergo in un fiume
per essere acqua
avere energia
per superare monti
dalle cime elevate.

Affondo nella terra
per divenire fiore
affinché tu mi colga
per portarmi con te.

Maristella Angeli

Published in: on settembre 7, 2011 at 07:32  Comments (15)  
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Nel profondo

Sinuose voragini
tra opprimenti volte e
soffitti infiniti puntellati di
cime contorte capovolte e
gocciolanti sudori gelati puri
di luce negata s’estendono in
corridoi cupi e levigati dai
pavimenti sfuggenti incorniciati
da tele di ragno deserte come
il luogo disabitato che collegano
al pensiero di una vita animale.
Scricchiolano, cigolano, tremano, fremono
tra aliti bollenti spinti dalla
gola bruciata da un’ aria vecchia
e morta e lo scheletro dell’ anima
che ha penetrato questi anfratti
indica il groviglio inesplicabile in
un gesto inespresso che condurrebbe
alla meta, la fine della ricerca
estenuata stillante sangue dall’unione
divisa in lacrimata speranza perduta
verso una luce che non volesti raggiungere
per l’ oscuro mistero di poter essere vivi.

Gian Luca Sechi

Fredde gocce d’inverno

Gocciola fredde gocce d’inverno
il paradiso disteso sul monte.
Come una mano gelata, accarezza
cime e pendii…E scalda il mio cuore.

Cogli ermellini, candidi manti,
sembrano andare – gli abeti – al passare
di teleferiche, come sospese,
spinte dai soffi di gelidi fiati.

Voli biancastri sul fondo azzurro
passano in alto da un picco ad un altro:
si fanno ombre che corrono via
sopra il mantello incantato del gelo.

Di pace intensa il bianco profumo
scivola libero per ogni dove.
L’eco trascina per tutta la valle
lo jodler trapunto di stelle alpine.

Una ad una rispondono l’orme
con lo strumento fragrante dei passi:
un suono lieve di fiocchi pressati,
di leggerezza di paradiso.

Armando Bettozzi

Foschia


Anche se mi avvolge la foschia
ho spalancato le finestre
a fronte
rettangoli appiattiti si
aprono a paravento
le torri
accostate a cime di olmi
dove sulle punte
dondolano volatili
plana il fresco sulle guance
Il collo stretto a finta lana
Respiro.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 16, 2011 at 07:10  Comments (6)  
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