Foglie d’autunno

Pioggia di foglie cadute
accarezzano il mio corpo
resteranno a terra dimenticate
calpestate da passi confusi
raccolte da mano gentile

autunno dal color cioccolato
spruzzato di ocra
riscaldato dal tiepido sole
che assopito sorride

Maristella Angeli

Published in: on ottobre 21, 2011 at 07:22  Comments (12)  
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Distillato di vita

Oltre la porta
di là dalla vetrata
dov’è la rete con il gelsomino
ecco, là scorre il tempo.

Qui io l’ho imprigionato
in un abbraccio
di torte al cioccolato
e fettuccine al sugo.

Qui curo la tua sete
d’amore;
ti offro il mio calice
e brindo a questo nostro
distillato di vita
ove a tentoni
giorno dopo giorno
scalciamo sassi
scrutando il fondo.

Qui, mano nella mano
tracciamo rotte
per non morire
sera dopo sera
fin quando il piede
ce la fa a salire.

Qui con te mi addormento
stringendo la mia gioia tra le dita
mentre tra le persiane
curiosa occhieggia
una luna candita.

Viviana Santandrea

Ciambella di pere


§

Buongiorno, vi propongo un bel dolce dopo

tante vicissitudini degli amici del Cantiere:

 

CIAMBELLA  DI PERE

 

100 Grammi burro

150 Grammi Zucchero

3 Uova medie

Scorza di un limone grattugiata

250 Grammi farina

1 Bustina di lievito

800 Grammi di pere William tagliate a tocchetti piccoli

( se non le trovate vale bene una pera succosa )

Lavorare il burro con lo zucchero

Aggiungere le uova una ad una

La scorza del limone

Setacciare la farina con il lievito

Aggiungendola in due volte

Unire le pere schiacciandole nel composto

Finche non risulterà l’impasto morbido

Imburrare una tortiera a ciambella

Poi nel forno ( non ventilato)

190 gradi per 50 minuti

Premetto che tutto questo lo potete fare anche con il robot da cucina

per velocizzare

ma secondo me rende il sapore un po’ come i preparati

che trovate al supermercato

Un po’ di santa pazienza e sentirete

Dimenticavo due  varianti golose

da fare solo quando il dolce si sarà intiepidito

Una leggera glassa al limone

( 100 grammi di zucchero a velo in cui spremerete un limone)
o spennellate con cioccolato fondente fuso

( basta una barretta da 100 grammi )

Io di solito la taglio a metà e la dispongo

Come un abbraccio una metà glassa limone e l’altra cioccolato fondente

Buon appetito

e naturalmente un abbraccio

Pierluigi Ciolini

§

Dite la verità, questa non ve l’aspettavate dal nostro  Pierluigi!  Buon appetito a tutti e buon weekend!

La passeggiata


Partiam partiamo, partiamo pure
del ludibrio in liquidazione
verso le folli ematiche avventure
vendesi un’oncia di illusione
con lampone panna e cioccolato
e latte fresco di Pigmalione
il sindaco è stato avvisato
sull’invetriata si fa produzione
di talco sottovuoto inscatolato
audace odoroso apireno limone
sosta negli angoli della via
come candido flaccido lenone
refrigerati galloni di poesia
con stringhe ecologicamente mute
vivacizzate da vaporosa zia
volpi mattamente astute
introdotte dentro a scritte
regalano sacchi di vedute
su fitte palafitte di ditte
smercianti liriche con carmi
avanzan pinte di motoslitte
a decalitri sfilano gendarmi
pubblicitariamente inermi
per evitare azzardati allarmi
intanto kilometri di vermi
si sbracciano per contrabbandare
l’utilità di trilioni di germi
tu! non te ne devi mai andare
da questo splendor di parapiglia
il consumo è virile adorare
spanne fantastiche di meraviglia
subdolamente ad arte preparata
con due quattro palle e una biglia
seminar di metrica squinternata
di single su triangoli di terra
intenzionalmente sgraffignata
offresi slanciato zappaterra
per produrre bulbi di Tropea
da esportare in Inghilterra,
per un tantino di prosopopea
lo strambotto entra in idillio
con una lifting rifatta dea
scatta esternazione e cipiglio
in povero pleonasmo ridondante
di presunzione certamente figlio
sbilenco guercio stravagante
fra tesi ed arsi perde piede
stralunando il supremo garante
tutti quanti il con cui si siede
posate bene ad INIZIO APRILE
se in primavera ponete fede
si può svuotare il vecchio barile
perché il parlar non sia indarno
è pronto il detersivo del Brasile,
si scancelli quel figuro scarno
risciami allegramente la gente
peripateticamente sul lungarno
poi di nuovo a casa finalmente
torniam torniamo, torniamo pure
seduti all’ombra di alloro aulente!

Sandro Sermenghi

I miei giorni da occhi di cielo

Andavamo a cogliere
gli occhi di Maria
per avere una giornata tutta azzurra,
quel piccolo fiore fragile
come noi bambine d’ossa
e ginocchia sbucciate,
con quelle biciclette
regalate per la Cresima
lungo le salite della ferrovia
ché i treni sono stati la nostra vita
e i vagoni mezza casa.
Lungo le scarpate si andava a viole
con il sole in bocca
e marmellata sulle labbra,
un panino per non morir di fame
nell’età del misurarsi al muro.
Noi che siam state
le bambine beneducate
alzate di buonora
per la messa alla domenica
– con permesso, buonasera –
sulle dita piene di bugie
che non sapevamo tenere per un’ora
e ancora non conoscevamo
le ortiche degli anni a venire
ché noi avevamo solo pensieri di fiori,
il vento tra i capelli,
un vestito leggero per Pasqua
pareva confetto di rosa
e una fettina di cioccolato bicolore
di poca cosa.

barche di carta