Contro corrente

Contro corrente come bionde trote
fendevano la calca cittadina
due fanciulle insolenti di bellezza.
Curiosando strusciarono i musini
di maliziosa cipria qua a un acquario
di lusso di dormenti onde ravvolte
di stoffe per murene ed aragoste,
più in là a un brillante altar di calzature,
spume di cardi rossi per pianelle
di Cenerentola, lustrini e argenti
per taccuini da ballo. Scantonarono
a un tratto e una si chinò nascosta
dall’inquieta compagna ad allacciarsi
la giarrettiera a mezza coscia ignuda.
Le succhiò la corrente cittadina.
Vedo sempre la strada illuminata
da quel fulgore di carne di donna
nel marmo della pioggia settembrina.

CORRADO GOVONI

Un amore

Un nastro di luna
adagiato sul mare,
un foulard
incastonato dal vento,
una scia di cipria
sospirante nell’aria.
*
Assaporando la notte
su gorgogliante spuma di scoglio
si scioglie inebriante
il ricordo di te.
*
Eravamo ragazzi
sulla riva dei sogni
guardavamo le stelle,
salivamo sui carri
a conquistare le orse.
*
Poi c’era l’amore,
un plaid sulla sabbia,
una siepe nascosta,
la gran voglia di te.
*
Ripensando quei giorni
mi giro di fianco
a cercare di nuovo
le labbra d’un tempo.

Lorenzo Poggi

Stupri

Oggi è il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La nostra Aurelia ci manda una sua bella e forte riflessione con cui ci invita a fermarci e a pensare a quanto c’è ancora da fare in questo nostro tempo per garantire il diritto di ogni donna alla sicurezza, alla dignità ed alla libera espressione delle proprie scelte, anche in campo sessuale. La ringraziamo per le sue parole.


Donne camminano sole
nei giorni della cipria
insaponano il viso
si spolverano
con il sorriso
batuffoli di talco
ai lembi rimasti
trasuda la pelle
stille, parole di fuoco
violenze
strisciano ancora come serpenti
soffocate nella bidonville
le ferite si esercitano all’accesso
manomesse indigene
sedimenti insidiosi le governano
sui quattro angoli cardinali del sesso regresso
cavi d’acciaio esplosivi
le chiusero al morso
di genitali scaduti
stolte paludi da bonificare
succhiavano nella sabbia
i loro chiari pensieri, le imbrattavano
con pennelli neri
i predoni del male dal sangue infetto
come allora le perseguitano…

Aurelia Tieghi