Precarietà

Precario è il giorno quando il sole oscilla
tra fitti cirri e nere turbolenze,
precari son gli arrivi e le partenze
se al treno non gli arriva la scintilla.

Precari sono l’uomo e la sua vita
se non son stimolati dal lavoro.
È un mal che non s’attacca mai a “loro”
con la carriera addosso ben cucita.

Precarietà, ormai sei lo spauracchio
che su di noi incombi come un corvo
che aspetta di beccarci cupo e torvo:
ci fai campane senza più il batacchio.

Armando Bettozzi

Noi siamo fatte

Noi siamo fatte
di tormento
quello che si tiene
stretto stretto
come figlio malato
che succhia latte
siamo fatte di carne
morbida e salata
e le rughe la rendono
più vera
siamo fatte di cirri
d’incedibili forme
che viaggiano malcerti
poi
e s’abbassano
a capire
siamo fatte di terra
rossa e spessa
nel cui grembo
s’attorcigliano
radici che
strappano
noi siamo fatte di vento
soffice in spuma
se la voglia ci prende
uragano di note
e parole
se il male
ci schiaccia
siamo monti di  luna
la notte di veglie
e chiazze di fango
se la mano ci taglia
siamo occhiaie silenti
senza lamento
siamo salvezza
e orrore
sapienza e
ignavia
paura e coraggio
siamo nate dall’acqua e
riarse di mare
conteniamo
nei visceri e fessure
tutto il mondo
e in qualche modo
lo doniamo al cielo.

Tinti Baldini

Baci al tramonto

Sole colora di rosso
imbrattato cielo di cirri
fredda l’aria spezza
in frammenti gelati i respiri.

Piccole stelle di brina
luccicano sulle panchine
all’ombra silente di vecchi alberi
trafitti da cuori e cupidi.

Ruvide carezze di lana
aliti tiepidi sotto la sciarpa
tra labbra screpolate di baci
e rossori rubati al tramonto.

astrofelia franca donà

Cercami

Cercami tra le righe sbiadite di un foglio
Tra le sillabe segnate a matita
Cercami nel suono melodioso di una tromba
Cercami nei cirri del cielo
Dove puoi scoprire il mio volto
Esso sarà come tu lo vuoi

Gianna Faraon

Published in: on giugno 10, 2010 at 07:12  Comments (4)  
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Slanci a manette

Gli occhi di ippocastano
a intrecciare sguardi
al cielo fiorito,
perduta tra i ciondoli di cirri
sbucciavo il giorno
che se ne andava a dormire presto.

– La vita certo! ma non per tutti –

se sono riscontri di legno
a succhiarti la vista
quel poco
e ti arrotoli prati di cartone
sui sospiri trattenuti
di mezza sigaretta

sulle bocche a perderci il fumo
poi più.

Beatrice Zanini

Vento

Vento,
portami lontano
al di là delle montagne:
voglio sognare
sopra nuvole
di seta
dolci colline
vermiglie,
voglio bere
il nettare degli dei
avvolto
da cirri fuggevoli,
voglio con te volare
sulle alte vette
e sui profondi mari.
Vento,
accarezzami
anche quel giorno
quando dirai:
vieni.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 16, 2010 at 07:05  Comments (4)  
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