Porta Pila

C’è un uomo seduto che fuma, un altro sposta cassette
Un fuoco fatto con cartoni scalda loro le mani, si guardano muti
Una donna col burka prepara un bancone di frutta e verdure
Una vecchia aggrinzita mormora una nenia di sapori lontani
Mentre la nebbia piano si evapora nel giorno che nasce

Passanti frettolosi si avviano al lavoro salendo sul tram
I primi clienti si muovono fra i banchi leggendo i cartelli
Anche oggi si deve mangiare e la spesa è sempre pesante
Alcuni ambulanti cominciano i canti decantanti la merce
Il mercato si anima si mescolano donne di colori diversi

Un ragazzo arriva cantando portando caffè e panini
Il mattino si apre nel sole diffondendo luce e tepore
La piazza nasconde ancora l’antico parlare
Ora si mescolano lingue e dialetti di ogni paese
il ragazzo che ero non trova gli antichi clamori
a quei tempi non si era mai soli si respirava la gioia.
Ora vecchio nascondo nel cuore il dolce ricordo
Non c’è nulla più inutile di chi non aspetta più nulla.

Marcello Plavier

Cet amour

Se io sto nel tuo cuore
ascolta il mio pensare
E’ bella e carezzevole
la tua mano destra
E’ di bianco venato il tuo seno
ed il tuo liscio ventre
dolce ed amaro
e l’urna radiosa appesa
a vaste strutture

La tua schiena poi si perde
in clamori montuosi
e va fiduciosa oltre le valli
Udire il grave della tua voce
eco di un odore intimo
mentre i tuoi capelli dilagano
sulle spalle e l’urlo
irrompe improvviso.
liberando fiamme di catene spezzate
di naufragio e di pace.

Marcello Plavier

Published in: on giugno 22, 2010 at 07:33  Comments (10)  
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