Everybody’s talkin’

Everybody’s talkin’ at me
I don’t hear a word they’re sayin’
Only the echoes of my mind
People stop and stare
I can’t see their faces
Only the shadows of their eyes
I’m goin’ where the sun keeps shinin’
through the pourin’ rain
Goin’ where the weather suits my clothes
Bankin’ off of the northeast wind
Sailin’ on a summer breeze
Skippin’ over the ocean like a stone
Everybody’s talkin’ at me
I don’t hear a word they’re sayin’
Only the echoes of my mind
People stop and stare
I can’t see their faces
Only the shadows of their eyes
I’m goin’ where the sun keeps shinin’
through the pourin’ rain
Goin’ where the weather suits my clothes
Bankin’ off of the northeast wind
Sailin’ on a summer breeze
Skippin’ over the ocean like a stone
Everybody’s talkin’ at me
I don’t hear a word they’re sayin’
Only the echoes of my mind
And, I won’t let you leave my love behind
No, I won’t let you leave my love behind
And, I won’t let you leave my love behind
And, I won’t let you leave my love behind
And, I won’t let you leave my love behind

§

Tutti mi parlano
Non sento una parola di ciò che dicono
Solo gli echi della mia mente

La gente si ferma fissando
Non riesco a vedere le loro facce
Solo le ombre dei loro occhi

Andrò dove il sole continua a splendere
Attraverso la pioggia scrosciante
Andrò dove il clima è adatto ai miei vestiti

Riparandomi dal vento del Nord Est
Navigando sulla brezza estiva…
E saltellando sull’oceano, come una pietra

Tutti mi parlano
Non sento una parola di cio’ che dicono
Solo gli eco della mia mente

Andrò dove il sole continua a splendere
Attraverso la pioggia scrosciante
Andrò dove il clima e’ adatto ai miei vestiti

Riparandomi dal vento del Nord Est
Navigando sulla brezza estiva
E saltando sull’oceano, come una pietra

Tutti mi parlano
Non sento una parola di ciò che dicono
Solo gli echi della mia mente

Non permetterò che tu lasci alle spalle il mio amore
No, non lo permetterò!

FRED NEIL

Il sole canta

dietro nubi
rimosse a tutelare
le acrobazie di maggio,
la pioggia ride
centellinando gocce
di colori
come l’arcobaleno
dietro i raggi,
cresce a vista
l’erba loquace,
lo zappatore insiste
la insegue
con la falce
per dare spazio a grano,
ma essa è troppo
fitta
a questo clima
venduto al gioco
delle inversioni.

Giuseppe Stracuzzi

I giochi dell’anima

Queste mani càrdano il vento d’autunno
in ogni porto qualcuno aspetta
il bel tempo, troppe
noie si ammucchiano in nuvole nere

il clima ci consola
quando si passa da un eccesso di sogni alla loro assenza

i giorni e la scala sono immobili
noi li saliamo, li scendiamo correndo
finché le tracce dei nostri passi fioriscono azzurre
finché nella memoria il viso
diventa porta chiusa

vieni a sederti, a chiacchierare
nelle pagine che restano a quest’anno,
dei naufragi al di là di queste pagine.

BEI DAO

La mia città


Tiepida è l’aria primaverile
in riposo le  barche
nel porto tranquillo
alla fonda la nave
in attesa d’attracco
sorvola  il gabbiano
lo specchio sereno
I monti di fronte lussureggianti
alle spalle il Vesuvio coi dolci pendii
scorre il treno sui portici antichi
la cupola domina
la sottostante cornice
Mille i colori riflessi nel mare
Dei miei ricordi, non molto lontani ,
ripenso a quando…
il mare molto più azzurro,
nel tempo passato
ricco di vita e di linfa argentata
gli scogli ricolmi di datteri e cozze
di alghe e licheni ripieno il fondale
la spuma ondeggiante
di acqua e di sale
e la lavica sabbia degli assolati arenili
con la gente solare, operosa e ospitale
rendeva unico e magico il litorale
Baciata dalla natura,
e dal clima temperato
la mia città… è cosi graziata

Ciro Germano

Vecchiaia

Chiamo ogni giorno ai consueti uffici
le castalidi dee: ma più non hanno
cura di me le sacre mie nutrici.
In van tempro la cetra, in van m’affanno,
ché ritrosi adattarsi i detti miei
all’armoniche leggi or più non sanno.
Qual ne sia la cagione io non saprei:
so che poco or mi val quanto adunai
da’ Toschi, da’ Latini e dagli Achei.
Forse è vizio del clima, a’ pigri rai
del vicino Orion: forse l’ingegno
cangiò natura, e intorpidisce ormai.

PIETRO METASTASIO

Apre e chiude le ali

Una farfalla splendida,
ali turchesi-arancio,
mentre scrivo la scorgo,
penso: il giardino antropico,
dal clima spaventoso,
séguito di alluvioni,
è entrata in casa mia
per rimanere illesa?
.
Stenta ad uscir dal vetro
chiuso della finestra,
che in immediato apro:
.
Apre e chiude le ali.
.
Piano, con la pazienza
e con delicatezza,
dopo cotanto sogno,
e l’aiuto, insperato,
di un piego di giornale,
temendo di guastarla:
.
s’alza e congiunge l’ali.
.
Con la pazienza e cura
di un frate Certosino,
riesco, senza ferirla,
a farla uscire.
.
Torna a vivere ancora,
anche per poco, in questo
terminabile giardino,
finendo in nuovo ciclo
portato dalla nuova
natura e nuovo clima
che l’Uomo ormai sappiamo
ha violentato!

Paolo Santangelo

Girovago

In nessuna
Parte
Di terra
Mi posso
Accasare

A ogni
Nuovo
Clima
Che incontro
Mi trovo
Languente
Che
Una volta
Già gli ero stato
Assuefatto

E me ne stacco sempre
Straniero

Nascendo
Tornato da epoche troppo
Vissute

Godere un solo
Minuto di vita
Iniziale
Cerco un paese
Innocente

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on novembre 7, 2010 at 07:11  Comments (5)  
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A cosa serve

A cosa serve
cedere allo spazio
fidarsi del clima rarefatto
del sole che scalda,
se non sai privarti del peso
respirare che nebbia
né strapparti gli abiti di dosso.

Diviene immensità
che non si lascia passare,
coesione totale di particelle
da inchiodare le nubi negli occhi,
da farti picchiare la testa,
alla cieca,
contro i troppi piaceri incompiuti
contro i dolori che non vorresti,
mentre dipingi te stesso
che affreschi deluso
il tuo autoritratto.

Daniela Procida

Published in: on ottobre 14, 2010 at 07:43  Comments (4)  
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LA FINE DEL MONDO

Prendendo spunto da una trasmissione “ catastrofistica” che tanto piace a quel genere di persone che vivono di divinazioni, oroscopi e profezie varie avallate in certi casi da scienziati che invece di pensare ai problemi della terra e dei popoli che ci vivono o sopravvivono a seconda dei punti di vista. La fine del mondo, secondo il calendario Maya, è prevista per il 21 dicembre 2012. Se è così mi dispiacerebbe perché non potrei vedere gli europei di calcio e non potrei festeggiare il Natale augurandomi che la crisi sia finita e la recessione dimenticata. È la mia massima preoccupazione a paragone delle fesserie che vengono elargite senza pensare che non tutti siamo lucidi e razionali. Quanti si suicideranno tra coloro che seguono certi programmi? La fine del mondo non dipenderà da macchie solari, allineamento dei pianeti o alcuni di essi con il sole. Non dipenderà neanche da avvenimenti particolari, e già il fatto che non vengano specificati lascia spazio allo scetticismo su questa fine, per giunta datata. Le banche vi chiederanno di anticipare il pagamento del mutuo temendo che possiate approfittare della fortunata combinazione? Tranquilli, le banche rispetteranno il calendario gregoriano e se non pagate la fine del mondo sarà solo per voi che finirete sotto ai ponti. Se il mondo finirà sarà solo per colpa degli uomini potenti che ancora non si sono resi conto che questo pianeta sta morendo di incuria. A Copenaghen non si sono messi d’accordo, Kyoto è fallito. Intanto il pianeta si surriscalda e i ghiacciai si stanno sciogliendo, cetacei e delfini perdono l’orientamento a causa dei campi magnetici, e le api stanno sparendo. La foresta amazzonica è un polmone col cancro da fumatore e il fumo delle fabbriche non diminuisce. La cosa drammatica nella sua  demenzialità è che si parla di una riduzione a partire dai prossimi anni, quando invece dovrebbe partire da subito. I mari sono inquinati da sostanze radioattive scaricate da navi fantasma che affondano e nessuno che ne denunci la scomparsa. Le stagioni non esistono più e il grande caldo si alterna al grande freddo ma l’uomo non se ne accorge o forse finge di non accorgersene. Frane, smottamenti, esondazioni, inondazioni sono il menù a prezzo fisso della cattiva e criminale incuria degli addetti ai lavori. Non è solo un fenomeno italiano ma non ci sentiamo sollevati dalla generalità del fenomeno. Intere popolazioni vengono decimate da fame e malattie, ma gli aiuti non arriveranno mai perché nessuno vuole mettere mano al portafogli. Tante promesse e nessuna data come avvenuto al G8 dell’Aquila nel 2009 e a Roma sempre nel 2009 al congresso della FAO. In compenso i soldi per le guerre ci sono e sono contanti perché la morte non fa né sconti né credito. Il mondo è in mano agli Obama e ai Bin Laden del momento mentre la Russia è una fogna radioattiva con tecnologia da primordi. La Cina inquina sempre di più con le sue industrie che per mantenere i prezzi bassi non si fanno scrupoli. India e Pakistan hanno la bomba atomica e l’Iran si sta attrezzando così come la Corea del Nord.. Il mondo non finirà il 21 dicembre 2012. il mondo esploderà dopo, ma la fine è già cominciata da tempo. Forse mi godrò il Natale e vedrò il campionato europeo di calcio, dico forse, se prima non sarò vittima della malasanità italiana o di uno tsunami o magari del caldo a causa dell’inquinamento atmosferico.

Claudio Pompi